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Avete fame. Sono ormai le otto passate. Il vostro
agriturismo ha ormai già messo in tavola. Non vi preoccupate ci
pensa lui e ha intenzione di
riportarvi a mangiare a Cortona. Aveva già adocchiato il
ristorante che vi avrebbe dato modo di gustare tutti i piatti e
la cucina tipica toscana. La Bottega dell’Oste è proprio
all’angolo di vicolo Mancini la strada che si è costretti a
percorrere quando si accede a piedi alla cittadina.
Il menù sembra una poesia del gusto. E bisogna cominciare
dall’antipasto, magari fate a metà con lui perché, comunque, le
porzioni sono abbondanti. Come primo bisogna assaggiare i pici o
gli strangozzi con i funghi porcini. Si possono scegliere due
piatti diversi così da scambiarsi sapori e commenti.
Indispensabile assaporare la fiorentina, in alternativa, se non
siete avvezzi alle quantità proposte, scegliete la tagliata che
vi farà sentire la bontà impagabile della carne chianina. Il
dolce è un optional. Sono squisiti, ma non siete obbligati.
Sappiate solamente che rammenterete per lungo tempo questa
concentrazione di sapori e che non sarete affatto affaticati
dall’esperienza.
Dopo una sana dormita è indispensabile svegliarsi di buon
mattino perché vi deve essere tempo per i saluti, per acquistare
qualche prodotto biologico del luogo, ma senza eccedere e occhio
al prezzo. Dal vostro ospite, Roberto Russo, potrete acquistare
anche il suo libro di cucina, trascrizione delle esperienze
culinarie che lui ha avuto tra la Toscana e Seattle in America.
Un libro che potrebbe insegnare a cucinare anche a chi, tra i
fornelli, non si sente per nulla a proprio agio. L’escursione di questo mese vi porta infine ad Arezzo, dovete
prendere la superstrada e tornare un po’ verso nord, ma ne vale
veramente la pena.
Mangiate nella piazza Grande,
sotto i portici, resterete ad ammirare la torre dell’orologio,
un lato di Pieve di Santa Maria, il pozzo sullo sfondo e
l’architettura dell’intera piazza, un po’ in pendenza, dove
troverete anche l’insegna che ricorda con delle immagini il film
girato nel 1997 La vita è bella di Roberto Benigni.
Non avrete molto tempo perché il rientro è imminente, ma non
potete mancare la Basilica di San Domenico, costruita alla fine
del ‘200 che custodisce la celebre Croce dipinta da Cimabue (XIII
sec) e poi la Basilica di San Francesco, sempre della fine del
‘200 in stile gotico-toscano che conserva il celebre ciclo di
affreschi della Leggenda della Vera Croce di Piero della
Francesca (XV sec) e, infine, la Cattedrale di San Donato, il
Duomo della città, anch’esso della fine del ‘200 impreziosito
dai colori delle splendide vetrate di Guillaume de Marcillant
del XVI secolo e il meraviglioso affresco di Piero della
Francesca dove la splendida figura della Maddalena colpisce per
lo sguardo profondo e l’espressività del volto.
Siete stanchi? L’appagamento però è grande. Non solo arte e
cultura hanno riempito di bellezza i vostri cuori, ma avete
conosciuto qualcosa in più di questo splendido paese dove ogni
più piccolo, remoto luogo sa donare valore e significato alla
storia, al nostro presente e ci preserverà un radioso futuro se
sapremo scovarlo e apprezzarlo fino in fondo.
Buon rientro!
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