Terza Posizione fu una organizzazione neofascista italiana attiva dal 1976 al 1980, derivante dal movimento giovanile Lotta Studentesca. Nel movimento confluirono molti ex-militanti di gruppi già disciolti per apologia del fascismo, come Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, Lotta di Popolo e Fronte Studentesco, afferenti all’area della destra extraparlamentare e opposta all’MSI, la cui posizione veniva ritenuta "reazionaria". Era il febbraio del ’76 quando, nella Libreria Romana gestita da Walter Spedicato, si tenne la riunione fondativa del movimento,cui parteciparono Gabriele Adinolfi, Peppe Dimitri e Roberto Fiore. Il movimento, formato in media da 16enni, fu inzialmente denominato Lotta Studentesca. 

Subito venne aperta una sede, vicino alla fontana di Trevi e creata una rivista periodica, Per la Terza Posizione. La linea politica era : “…Combattere l’imperialismo russo-americano, rifiutare e sabotare i due fronti politici, commerciali, militari legati al Cremlino ed alla Casa Bianca”. Nel ‘79 il movimento fu ridenominato Terza Posizione. L’ideologia si discostò dalle precedenti organizzazioni neofasciste per l'accento movimentista, mantenendo una forte impronta nazional popolare. Riferimenti culturali erano: impostazione militaristica, nazionalismo estremista che traeva ispirazione dai movimenti di liberazione nazionale, propaganda di uno "stile di vita legionario", e vicinanza alla tradizione del fascismo rivoluzionario e del nazismo, come testimonia il simbolo adottato dal gruppo.

Riprendendo una formula cara al generale argentino Peron e ispirandosi anche al pensiero di Julius Evola e Franco Freda si definiva alternativa al comunismo e alla destra reazionaria. TP definiva il proprio modello di Stato di ispirazione neofascista come alternativo sia ai modelli capitalisti come quello degli Stati Uniti d'America che a quelli comunisti dell'Unione Sovietica[1]. Entrambi venivano definiti "imperialismi" e si poneva quindi come obiettivo la sovversione dell'ordinamento costituzionale democratico vigente in Italia. La posizione era riassunta nel motto: "Né fronte rosso, né reazione, lotta armata per la Terza Posizione!".

Per gli inquirenti si poteva parlare di un doppio livello di TP, uno "politico", alla luce del sole, e uno occulto, "militare", di cui era capo Dimitri. La posizione di TP fu che Dimitri aveva creato di sua iniziativa una struttura clandestina, con l'obiettivo di aderire ai NAR. Dopo un lungo periodo passato in prigione, Dimitri s'iscrisse ad Alleanza Nazionale e divenne consigliere di Gianni Alemanno. Nel settembre del 1980 la magistratura romana ordinò un blitz contro Terza Posizione. A risultato di 150 perquisizioni ordinò dieci arresti e notificò otto ordini di cattura a persone già in carcere. Gli ideologi Roberto Fiore e Gabriele Adinolfi si sottrassero all'arresto espatriando all'estero.

I rapporti con i Nuclei Armati Rivoluzionari
Dopo la fuga dei dirigenti la guida del gruppo fu lasciata all'operativo Giorgio Vale, esponente di spicco dei Nuclei Armati Rivoluzionari. A tal riguardo, Valerio Fioravanti, capo carismatico dei NAR accusò Fiore ed Adinolfi di avere portato con sé la "cassa" del movimento, lasciando intuire quasi che Terza Posizione altro non fosse che l'aspetto politicamente più accettabile degli stessi Nuclei Armati Rivoluzionari. Tali accuse non troveranno però riscontro in alcun atto giudiziario, né furono confermate da dichiarazioni di aderenti di allora a Terza Posizione. La vicinanza tra Nuclei Armati Rivoluzionari e Terza Posizione fu conflittuale.

Nel giugno 1980 i Nuclei Armati Rivoluzionari assassinarono a colpi di pistola il giudice Mario Amato, in quel periodo titolare di un'inchiesta sull'eversione neofascista e sui legami tra i due gruppi. Del commando di fuoco facevano parte Gilberto Cavallini e Luigi Ciavardini, ideatori dell'assassinio erano Francesca Mambro e Valerio Fioravanti.

Il 9 settembre del 1980 i NAR Giuseppe Valerio e Cristiano Fioravanti insieme a Giorgio Vale uccisero Francesco Mangiameli, leader siciliano di Terza Posizione, il cui corpo verrà ritrovato a Roma due giorni dopo. L'accusa mossagli era di aver tenuto per sé il denaro che i tre membri gli avevano affidato con l'incarico di organizzare l'evasione del terrorista nero Pierluigi Concutelli. Nel volantino di rivendicazione scritto da Francesca Mambro si poteva leggere: "... abbiamo giustiziato il demenziale profittatore Francesco Mangiameli degno compare di quel Roberto Fiore e di quel Gabriele Adinolfi, rappresentanti della vigliaccheria cronica...".

"Con i Nar i rapporti erano pessimi", spiega Marcello De Angelis, allora in Terza Posizione ed ora senatore della Repubblica e braccio destro di Gianni Alemanno. "Tanto che Giusva Fioravanti aveva deciso di fare fuori i nostri leader per prendere tutto il potere dell'area".

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1. Ma oggi Forza Nuova è alquanto bendisposta riguardo ad un avvicinamento con la Russia. Il che è piuttosto contraddittorio per una formazione politica che da sempre si dice accanita combattente nei confronti di qualsiasi  tipo di potere mafioso. E che in Russia tanti nuovi siano in odore di mafia si capisce da tante cose...

Curiosità: qualche giorno addietro Massimo Giletti si trovava a Mosca. Ad un certo punto mentre stava recandosi all'aeroporto per tornare in patria, si è ritrovato imbottigliato dentro il traffico. Temendo di perdere il volo, s'è improvvisato vigile urbano, e ha cominciato a sbracciarsi per tentare di far defluire il flusso di automobili.  Dopo qualche minuto gli si è avvicinato un SUV nero, con i vetri totalmente oscurati (beh? E' il tipico veicolo dei bravi ragazzi moscoviti...). Fatto sta che s'è' abbassato un finestrino, da cui è spuntato la canna di un AK47. Il nostro eroe non ha potuto far altro che alzare le braccia, e riaccomodarsi - con l'aria sconvolta e i pantaloni vagamente inumiditi - nella sua vettura...