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Al di là del bene e del male

  31 ago 2010 - L'IPOTESI STEGOCRATICA - Parte Seconda - pag2

Obama: India e Indonesia, modelli democratici (?)
Di recente il presidente Usa ha usato parole di elogio per l'India e Indonesia, ignorando le loro violazioni dei diritti umani. Come le torture dei militari indonesiani sui papuasi.

Durante la sua visita in India, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha celebrato le virtù della ''più popolosa democrazia del mondo'', invitando il governo di Nuova Delhi a non ignorare ''le scioccanti violazioni dei diritti umani'' che avvengono in altri paesi, segnatamente in Birmania.

 

____o°O°o____

L’esercito indonesiano è responsabile di una lunga lista di violazioni di diritti umani nei confronti dei papuasi: omicidi, torture, stupri a donne e bambini di anche soli tre anni. Da anni, i soldati usano fotografare, e ora anche filmare i loro crimini sia per tenerli come trofei sia per intimidire e umiliare i Papuasi.

“Le immagini di quest’uomo anziano torturato con ogni probabilità dai soldati indonesiani sono davvero atroci” aveva commentato
Stephen Corry, direttore generale di Survival, l'Ong che per prima è venuta in possesso del filmato, diramato poi nelle agenzie d'informazione di tutto il mondo. “Chiediamo un’inchiesta indipendente su questo orrore - ha aggiunto Mr. Corry -. I soldati uccidono, stuprano e torturano i Papuasi da almeno 50 anni, nella totale impunità. La comunità internazionale non può tacere e permettere che queste violenze continuino.”

Il ministro per la sicurezza ha dichiarato che i militari che hanno eseguito le torture sono già stati identificati e saranno puniti. “I soldati responsabili devono comparire davanti alla giustizia per porre fine all’atmosfera di impunità che ha consentito il protrarsi delle torture e dell’assassinio dei Papuasi per decenni” ha dichiarato
Sophie Grig, campaigner di Survival che ha visitato Papua. “Il governo indonesiano deve far cessare gli orribili abusi di diritti umani commessi dalle sue forze armate”.

Survival International ha chiesto all’Indonesia di aprire un dialogo con i Papuasi e di permettere agli attivisti dei diritti umani e ai giornalisti di poter essere testimoni del processo, a lungo negato entro i confini del Papua Nuova Guinea. Non è la prima volta che questa Ong svela dei comportamenti che tra i popoli civili dovrebbero suscitare ribrezzo, e che invece spesso vengono messi in atto proprio da grandi aziende che in apparenza si fregiano di un patina da paladini dell'ecologia. Tra l'altro, circa un mese fa l'Ong si era attivata per una campagna in favore di un altra popolazione, quella dei Boscimani. 

Dopo aver diramato il video che inchiodava le autorità indonesiane alle proprie responsabilità, il sito di Survival è stato oggetto di un devastante attacco hacker. Una massiccia offensiva attraverso un'aggressione online di tipo “Denial of Service”: molte migliaia di computer in tutto il mondo hanno bombardato simultaneamente il sito di Survival, facendolo collassare. Hanno subito attacchi cybernetici anche altre organizzazioni che hanno pubblicato lo stesso video delle torture.

«Non si tratta di un sabotaggio ideato da un paio di ‘smanettoni in un garage - dichiara il Direttore di Survival
Stephen Corry - bensì di un attacco molto costoso e sofisticato classificabile come cyberterrorismo. Il danno arrecato alla Ong potrà anche essere considerevole, ma non è ovviamente nulla rispetto a quello inflitto alle tribù di Papua o ai Boscimani del Botswana.

Non stiamo parlando solo di una battaglia locale per la sopravvivenza degli ultimi cacciatori Boscimani rimasti in Africa o degli oltre 1 milione di indigeni oppressi nel Papua Occidentale; questa è un’offensiva diretta anche contro tutti coloro che osano combattere il predominio del denaro e dei governi sui diritti umani. Le forze schierate contro di noi sono colossali, e potrebbero aver vinto questo round, ma noi non molleremo mai».

Sophie Grig, campaigner di Survival che è stata in Papua Occidentale, è disponibile per interviste.  Per info: http://www.survival.it/

di Pitch Black - 12 novembre 2010
 

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