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Al di là del bene e del male

  31 ago 2010 - L'IPOTESI STEGOCRATICA - Parte Seconda - pag2

Caso Ruby: Berlusconi indagato dalla procura di Milano.
 

Le accuse vanno dall’aver avuto rapporti sessuali in cambio di denaro con l'avventente Karima El Mahroug (in arte Ruby Rubacuori) alla concussione per aver esercitato pressioni sui funzionari della Questura di Milano affinché rilasciassero la ragazza, trattenuta dalla polizia nel maggio scorso perché accusata di furto, e l’affidassero alla consigliere regionale lombarda Nicole Minetti, in modo che la sconveniente frequentazione con la minorenne non emergesse.

 

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Nicole Minetti, come si evince dal comunicato diffuso dalla procura di Milano, è indagata per violazione della legge Merlin sulla prostituzione e per aver indotto alla prostituzione la giovane marocchina Ruby: induzione che sarebbe avvenuta nel periodo compreso tra febbraio e maggio scorsi, cioé lo stesso per cui il premier Silvio Berlusconi è indagato per aver avuto rapporti sessuali con la minorenne.

"Da ottobre, cioé da quando io l'assisto, Ruby non è mai stata sentita dalla Procura". A parlare è l'avvocato
Massimo Dinoia, legale della ragazza, maggiorenne dallo scorso primo novembre. Il legale oggi ha anche parlato al telefono con la giovane, la quale, prima di ottobre dovrebbe essere stata interrogata come parte offesa dai magistrati milanesi almeno un paio di volte se non di più.

Il procuratore di Milano,
Edmondo Bruti Liberati, precisa di aver ritenuto "necessario" fornire alcune indicazioni, "in relazione a parziali e frammentarie notizie che sono state diffuse, al fine di una puntuale informazione, nel rispetto del principio costituzionale di non colpevolezza". A quanto si apprende, nell'indagine non sono coinvolti i funzionari della questura milanese che la notte in cui Ruby venne fermata ricevettero la telefonata del Premier e affidarono la ragazza alla consigliera Minetti.

 

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Se fino a qualche tempo fa si diceva che eravamo arrivati alla frutta, a questo punto siamo passati direttamente al dopocena. Ai gaudenti momenti di relax che il Premier, data la sua natura gioiosa (e goduriosa) si concede di quando in quando. Così, oltre al fronte giudiziario, che indaga da tempo sui suoi business opachi, adesso prende corpo anche quello di natura più scandalistica, e il curriculum che si va profilando in queste ore accresce la fama ormai planetaria del nostro Presidente del Consiglio, vero professionista della recitazione.

Ora: è fin troppo ovvio che sarà alquanto arduo dimostrare la fondatezza di tutte queste accuse, per i goliardici protagonisti di questo bordello dalla risonanza mediatica colossale. Perché nel mondo luccicante degli Emilio Fede e dei Lele Mora non ha un gran senso parlare di rapporti sessuali più o meno mercenari. In questa cornice fiabesca tutto è incontri, party, gente che viene e che va. A quale titolo non sempre è chiaro: in un eterno luna park adolescenziale che si fa specchio di quella parte dell'Italia che, imperterrita, si rifiuta di crescere. Quella che un lavoro ce l'ha già, poiché i più giovani, invece, dovranno crescere per forza. A meno di non espatriare, per andare a fare altrove i Peter Pan.

Negli anni '80 c'erano gli Umberto Smaila & friends (Greggio, Calà, Boldi, De Sica.. gli eterni yuppies che tra una sòla e l'altra si dedicavano anche agli interludi con cazzeggio andante). Beh, hanno fatto scuola: ormai gli arrampicatori scalano a volto scoperto i muri di Montecitorio e Palazzo Madama. "E chi non sa godere con noi, peste lo colga",  sembrano pensare i notabili, forti delle loro ragnatele di clienti,  servi e giullari di corte. Guai ai guastafeste.

Gli amici di Mora ad esempio riferiscono che "Lele ha un gran brutto difetto: attira gli arrivisti come il miele...". Povera stella... e che dire di Emilio Fede? Lui è come Silvio: "che male facciamo, se sappiam cogliere il lato gigionesco della vita?" Berlusconi ha centrato la natura recondita dell'italiano medio: la sconfinata propensione nel buttare tutto "in caciara". "E chi vuol  rimettere i puntini sulle i... se proprio non possiamo comprarlo, allora troviamogli per lo meno qualche scheletruccio nell'armadio.. e il gioco è fatto". Non è mica colpa di Berlusconi se poi "la paglia vicino al fuoco s'infiamma facilmente" aveva detto l'agente dei Vip più in del momento (anche più dei suoi clienti), ai media nazionali, ammiccando come al solito, e riferendosi alle chiacchierate frequentazioni che animavano le stanze di Palazzo Grazioli, così come quelle della villa di  Arcore. 

Forse per gli italiani esiste un confine d'acciaio tra la morale privata e l'etica pubblica. Tanto che nella logica delle teorie il peggior satiro di questo mondo potrebbe poi anche sfoderare un candore istituzionale degno di San Francesco... è chiaro che l'opinione pubblica nostrana continua imperterrita con delle esemplificazioni tipiche dell'età pre-puberale. Ecco perché il Premier continua ad affascinare l'italiano medio (lontano dai problemi degli operai, degli immigrati, dei bamboccioni... insomma dei tribolati, che ispirano una tale tristezza). E' una sorta di italiano-ariano, il Premier: nel senso che vuole fondare un vero e proprio regno dei Balocchi. Ammessi solo i ciucci e quelli allegri e disinvolti. E gli adulti responsabili? Quelli vadano pure all'estero.. lontano dalla sua idea del mondo: rapace di giorno e e festaiolo di notte, stile sceicco del Brunei.

A proposito di Medio Oriente.. nel frattempo la benzina aumenta. ma il Premier non si sconcerta. E' già pronto per dispensare saggi consigli alle berluschines (le girls dei berluscones): "agguantatevi un petroliere... e siete a cavallo!" Sorriso a 72 denti. Finti, sia il  sorriso che i denti. Signor presidente del Consiglio, si ricordi che le redini della carrozza non sono più nelle sue mani, come anche lei ha avuto modo di notare mentre tempo fa tentava un paragone ardito tra la sua figura e quella di Mussolini (le piacerebbe... vero?).

Ebbene: è stata proprio la sua gestione infantile e spregiudicata della Res Pubblica a donare il comando dell'azienda Italia (tale è diventata la nazione: un'impresa in fallimento) su un vassoio d'argento al siùr Umberto, che ora le appare come il suo miglior amico. Sarà un boccone amaro quando sarà costretto a guardare meglio il vero volto del diavolo verde padano. Ciò ovviamente avverrà quando avrà trovato il coraggio di affrontare il suo, di volto. E a proposito di  leghisti...  lei sa che il Re dei longobardi per il momento rimane accasato per mero opportunismo strategico. Ma non vede l'ora di spiccare il volo. Da solo.

di Alex Sfera  14 gennaio 2011

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