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Pochi i controlli, e ancor meno quelli quelli che
rispettano le direttive di Palazzo San Giacomo. C'è delusione tra i cittadini. Intanto il premier
Silvio
Berlusconi continua con le promesse.
Lo ha fatto anche ieri, dichiarando: «Pensiamo che nei prossimi due giorni Napoli sarà pulita».
Dall’emissione dell’ordinanza da parte del Comune, il 25 novembre
scorso, sono state emesse 3.975
notifiche contro i trasgressori, mentre i verbali si sono fermati a
quota 284. L’impressione è che l’ordinanza fu varata per camuffare i
ritardi di una raccolta differenziata che non riesce a decollare,
piuttosto che per innovare radicalmente l'intero ciclo del trattamento
dei rifiuti.
L’Ordinanza Sindacale n. 1950 del 25/11/2010 riguarda soprattutto i
commercianti, e prevede che: - Gli esercenti dovranno depositare gli
imballaggi di carta e cartone, opportunamente ripiegati e legati,
esclusivamente nelle immediate vicinanze dell'esercizio commerciale, a
giorni alterni secondo il calendario e gli orari comunicati dall'ASIA
Napoli S.p.A. alle associazioni di categoria; - Gli esercenti con attività
di vendita di prodotti alimentari dovranno vendere esclusivamente
prodotti vegetali defoliati; - I titolari di cantieri edili aperti nel
territorio cittadino dovranno utilizzare appositi contenitori per i
rifiuti inerti di risulta derivanti dall'attività edilizia; - Viene
sancito l’utilizzo di bottiglie di vetro a rendere per la
somministrazione di acqua e di altre bevande; Per ridurre la presenza di
ingombranti per le strade, il Comune chiede ai cittadini di utilizzare
esclusivamente il sistema di conferimento gratuito ad Asia Na
poli spa
previa prenotazione al numero verde 800 16 10 10.
Il Comune fa inoltre divieto di distribuire volantini cartacei.
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15 dicembre 2010 - Energia e Clima > Edilizia eco-efficiente Certificazione energetica
via web: boom al centro-nord con +40% rispetto al semestre scorso
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Il sito
CertificazioneEnergeticaOnline.com
– tra i principali fornitori via internet di servizi di consulenza
per il settore pubblica i dati relativi all'ultimo semestre: negli
ultimi sei mesi le richieste di certificazione degli immobili sono
cresciute del 40% rispetto al semestre precedente. In testa c’è
la Lombardia, da cui proviene il 43%
delle richieste di certificazione. |
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Seguono: Piemonte (13%
delle richieste), Emilia Romagna (11%), Lazio (9,5%), Veneto (6,7%),
Liguria (4,3%) e Toscana (3,2%).
Non è un caso, secondo
gli amministratori del portale, che il maggior numero di domande sia
stato inoltrato dalle regioni in cui il quadro normativo di riferimento
è ben definito e dove esistono appositi
albi per i certificatori energetici.
«Nelle altre regioni – aggiungono – la disciplina non risulta ancora del
tutto chiara e definita, e questo incide notevolmente sulle richieste di
certificazione». E così mentre l’84% delle richieste si riferisce ad
appartamenti, le richieste di certificazione energetica per le villette
rappresenta solo l’8% del totale. Emerge inoltre, che il 74,5% egli
edifici per cui è stata richiesta la certificazione è dotato di
riscaldamento autonomo, mentre il 23% possiede un riscaldamento
centralizzato e solo il 2,3% si avvale di teleriscaldamento.
Promosso anche un sondaggio
realizzato con un campione
di 2.300 utenti del sito, cui sono state poste domande circa difficoltà
e problemi dei cittadini nel certificare la propria abitazione. Il nodo
critico è risultato il difficile reperimento di certificatori affidabili
(59% degli intervistati), ma anche la scarsa chiarezza delle
informazioni disponibili sulla reale necessità delle certificazioni
(26%). Solo il 15% degli intervistati non ha dichiarato alcuna
difficoltà. Significativo, il dato dell’89% relativo al
campione che ha avviato l’iter
solo perché obbligato dalla legge,
mentre l’8% intende rilevare l’efficienza energetica di
casa, e il 3% lo fa per aumentare il valore del proprio immobile.

Fonte: Eco dalle città
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