HOME PAGE        FOTOGALLERY     CONTATTI       VIDEO         ARCHIVIO        REGISTRATI         DOWNLOAD     COMMENTI       CHI SIAMO

                   A R E A   ISCRITTI

   E-mail  Password   

    
        16-11-2015. | THE NEWSPHERA BLOG
             SOMMARIO
  L'OPINIONE
  Politica
  Notizie dal mondo
  Arte e Cultura
  Economia e Finanza
  Tecnologia
  Salute e Benessere
  Costume e società
  Speciali e Inchieste
  Video
  Social Network
            RUBRICHE
  Malasanità
  Osservatorio Sociale
  Giustizia e Sicurezza
  Diritti Umani
  Guerre senza Pace
  Unione Europea
  Camera e Senato
  Istruzione
  Consumo Critico
  Media-Mente
  Ambiente
  Scienze
  Gossip 
  Cinema e Teatro
 

 

          NOVITÀ!

Download software free

Test ADSL
Misura gratuitamente la velocità del tuo sito

(c) speedtest-italy.com - Test ADSL

  Autori      

 

 

 

    

Al di là del bene e del male

 
 
Che fine han fatto i Verdi italiani? pag1

Che fine han fatto i Verdi italiani?

Il sole che ride… non ride più. Il partito dei Verdi si è frazionato fino ai minimi termini.

 

Ma come mai? Cos'è accaduto ad un movimento che aveva comunque un suo zoccolo duro (e puro) su cui poter contare? Per capire occorre  risalire al maggio del 2007: il ministro dell’ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, mostra una certa insofferenza per la rivalità tra lui e Bertolaso nell’aggiudicarsi la gestione dell’emergenza rifiuti in cui versa la Regione Campania. E’ un momento critico…

Angelo Bonelli, presidente nazionale della Federazione dei Verdi

 

____o°O°o____

 

Basandosi sul DL 61 del 11 maggio 2007 emanato dal Governo Prodi che prescriveva la costruzione di 4 discariche per chiudere l’emergenza rifiuti in Campania (S. Arcangelo Trimonte, Savignano Irpino, Terzigno e valle Masseria di Serre), il capo della Protezione Civile voleva realizzare una discarica a Valle Masseria nel Comune di Serre in Provincia di Salerno anche se il sito non risultava idoneo da un punto di vista geo-ambientale.

 

La proposta del leader dei Verdi era invece di spostarla di alcuni chilometri più a monte, a Macchia Soprana, in un bosco ubicato a monte dell’Oasi WWF di Persano sul sottostante fiume Sele e sempre nei pressi dei prelievi idrici (circa 250 milioni di mc l’anno) che irrigano la Piana del Sele. Risultato: Pecoraro Scanio vince e Bertolaso si dimette.... (per maggiori info su come l’inconsapevole Pecoraro contribuì alla Caporetto della sinistra antagonista, e su come poi, stranamente, Prodi non abbia fatto tutto il possibile per scongiurare il collasso campano, clicca qui).

Ad ogni buon conto, era il tempo in cui il Sole dei Verdi brillava al massimo del suo splendore: un ministro, 22 parlamentari nazionali, due europei, quasi trenta consiglieri regionali. Una “truppa” che era in linea con le moderne tendenze dell’Ue, dove chi si batte per la difesa dell’ambiente costituisce una realtà rilevante a Bruxelles.

Agosto 2010: a soli tre anni da quel momento aureo, oggi la politica ecologista è in via d’estinzione, sparsa un po’ qui e un po’ là, all’interno di differenti partiti, ciascuno dei quali interpreta la difesa dell’ambiente dando un tocco personale e creativo alle tradizionali battaglie per salvaguardare la salute del pianeta e dei suoi abitanti. La Federazione dei Verdi, guidata da
Angelo Bonelli, è ormai fuori dall’arco parlamentare, sia italiano che europeo.

 

Unici superstiti: cinque consiglieri regionali (eccetto tre Grünen trentini) con l’aria spaesata, quali moderni alieni in un mondo che ha i mezzi e le capacità per correre più veloce della luce, ma non l’equilibrio per individuare la giusta velocità. E l’occhio critico? Quello è… unplugged. Perso nel riverbero accecante del conquibus... “che tutto puote”.

Gli ultimi risultati elettorali non hanno dato adito a fraintendimenti: laddove i Verdi sono riusciti a candidare una lista autonoma, il consenso medio è stato dell’1,2% (tra lo 0,7 e l’1,7%). Un risultato imbarazzante, se confrontato con le percentuali di altri paesi europei, più ‘moderni’. In Germania, ad esempio, i Grünen di
Cem Özdemir – figlio di immigrati turchi, si definisce un musulmano laico – hanno incassato un 10,7% alle politiche del 2009. Recenti sondaggi lo danno al 19%: è abbastanza per far ipotizzare a diversi analisti un possibile rimpasto di governo, subentrando così ai liberali, accanto alla Merkel.


Anche in Francia l’ambiente è un tema molto sentito. Infatti alle europee di giugno 2009,
Europe Écologie, federazione che riunisce i Verdi, la Federazione delle Regioni e dei Popoli Solidali ed esponenti della società civile - con un manifesto di sei pagine redatto dal coordinamento politico, il quale punta a realizzare una sorta di Green New Deal - ha raggiunto un notevole 16,3% di suffragi espressi a livello nazionale. È il più alto risultato mai realizzato da un partito ecologista in una elezione europea in Francia. Che ha fruttato ben 14 seggi al Parlamento Europeo, decretandolo secondo partito nazionale, dopo quello dei socialisti.
 

I verdi italiani, in confronto, fanno una magra figura. Simile a quella di uno scarno… ramoscello. Le tematiche ecologiste sono confluite nelle diverse formazioni politiche, dove ciascuno le interpreta in base alle proprie convenienze elettorali. Ecco allora emergere, a destra, degli ‘inediti’ conservatori dell’ambiente, lieti che l’argomento - non più relegato solo a sinistra, sia finalmente diventato appannaggio di tutte le forze parlamentari.

 

<pagina precedente                          pagina 1 di 5                                  pagina successiva>

 

 

Commenta l'articolo>>>


 

I commenti dei lettori
 
 
 

THE BUSINESS OF WAR

Le Società Private Militari sono una realtà in continua espansione. La tesi è un documento utile a capire come sono organizzate, dove operano e  quali metodi utilizzano. Sono  vere e proprie holding del mercato della guerra.
Richiedi una copia elettronica del documento. Ti sarà inviata via e-mail. Ti chiediamo in cambio solo un  contributo a sostegno di questo Blog, in modo da poter continuare a pubblicare un'informazione critica e indipendente