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Al di là del bene e del male

 
 
28 ago 2010 - "Alzati da quà, vattene, questa è proprietà privata". 2a parte

"Alzati da qua, vattene, questa è proprietà privata"

Così cinque ragazzi di 10-11 anni hanno apostrofato un giovane bengalese, 'reo' d'aver stazionato per qualche minuto su una sdraio dello stabilimento dove i ragazzi erano di casa.

Venerdì 27 agosto. La spiaggia è quella marchigiana di Civitanova, in provincia di Macerata. L’episodio avrà già fatto il giro dei paesi europei, probabilmente presto avrà varcato i confini dell'Ue, contribuendo a dare al resto del mondo l’immagine di un'Italia definitivamente gretta e meschina. Che non vuole fare i conti con l'indifferenza verso condizioni di vita meno facili delle nostre.

Venditore ambulante immigrato

 

____o°O°o____

 

Paola Lo Mele, una giornalista dell’Ansa, ha assistito a tutta la scena. E quando il bengalese, stanco di ricevere calci s’è rialzato, è andata vicino all'immigrato per chiedergli come stava: "Sono stati molto cattivi" – è stato il laconico commento del giovane A., espresso in un incerto italiano. Il  quale non ha avuto alcuna intenzione di denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine. Da cui sa che difficilmente otterrebbe giustizia. 

 

L’abitudine a stare dalla parte di chi non solo non deve creare problemi, ma anche rimanere invisibile, tenere un basso profilo, stare in silenzio, abbassare lo sguardo, prendere ordini, e riuscire anche a sentirsi un tantino in colpa per aver portato le proprie tribolazioni proprio qui, ad intristire i pochi giorni di festa prima che gli italiani tornino ad indossare il collare giornaliero delle buone maniere. Prima di allora, nell'ipocrisia d'eccellenza che ci contraddistingue quando siamo fuori casa, siamo liberi.


La giornalista ha chiesto quindi ai bagnanti nei dintorni se qualcuno avesse visto qualcosa, ma un’omertà compatta è scesa sull’accaduto. L’episodio imbarazzante è stato prontamente rimosso dalle solerti coscienze degli italiani in vacanza, che subito son diventati promotori del buon costume locale circa l’immagine da proporre al resto d’Italia. Il retro-pensiero: “Guardi che avrà visto male… da quante ore è sotto il sole, quest’oggi?”


Nessuno ovviamente ha visto niente. Raggiunto al telefono il proprietario dello stabilimento, Fausto Colotto, da Civitanova, fa sapere di non essersi reso conto di nulla. «Conosco i bambini dello stabilimento da sempre e mi sembra molto strano». Puntuale, arriva lo stupore, l’incredulità per l’accaduto. C’è sempre, di fronte ad un comportamento che reca imbarazzo. Fingere , in fondo, costa così poco… il bluff è così democratico: è alla portata di tutti. Non ce lo dirà mai nessuno se i protagonisti della storia erano mentalmente assenti, oppure hanno mentito per evitare la brutta figura. È sempre un buon modo per liquidare fatti del genere con il classico “ragazzate”, senza dover stigmatizzare nessuno, senza doversi porre l’interrogativo: da dove hanno appreso, i bambini, questo tipo d’atteggiamento?


È stata una loro personalissima elaborazione, oppure ci sono dei sentori culturali, disseminati negli ambienti che frequentano quotidianamente, come la famiglia, la scuola, gli amici e la tv? Faranno mica riferimento a  stereotipi che tra il lusco e il brusco vengono propagati da una cultura di massa, con l'ausilio dei relativi mezzi di comunicazione, che giorno dopo giorno danno gran visibilità agli scaltri, e di rimbalzo alludono di continuo al fatto che i corretti sono degli sfigati, dei perdenti, sgradevoli e inutili, e che in pratica valgono meno di zero?

 

Cos’è la compassione umana per la maggior parte degli italiani di oggi, se non uno scomodo retaggio culturale che esporrebbe il singolo al rischio d’esser troppo tenero, rischiando di non raggiungere quel cinismo necessario a sfangare la sopravvivenza, ad azzannarsi per un posto al sole? Ancora: questa volta la notizia è risuonata nell'afa torrida di fine agosto solo perché nei dintorni c'era una giornalista in vacanza, il cui senso civico è un po' come la divisa per i tutori dell'ordine: ti rimane sempre addosso, non te lo sfili come un abito qualsiasi. Ma chissà quante altre volte accadono cose del genere, e tutti i vicini d'ombrellone si fanno gli affari propri, perché così impone l'undicesimo comandamento: mai scritto, ma che da noi vale quanto e più degli altri dieci.

 

 

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