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2 ago 2010 - Quelle piccole (ma sincere) frasi infelici...

Quelle piccole (ma sincere) frasi infelici...   02/08/2010

«Mi sono tolto un peso, come con Veronica»: commenta il Premier dopo aver cacciato gli ingrati angeli ribelli dal gioioso Popolo dell'Amore, capeggiati da quel Gianfranco Fini che a sorpresa, dopo così tanto tempo (del resto Fini è un provetto apneista), ha voluto rivendicare il diritto ad esprimere la propria identità. Mr.B. si è lasciato sfuggire un pensiero a voce alta che avrebbe fatto meglio a tenere per sé. E invece, con l'eleganza di spirito che da sempre lo contraddistingue,

Veronica Lario e Silvio Berlusconi

 

______***______

 

lo affida ai media (da sempre sciacalli, e lui dovrebbe saperlo bene) che di sicuro nel tempo non mostreranno scrupolo nel pasteggiare su questa frase, giacché sarebbero pronti a cibarsi perfino delle sue ossa... metaforicamente parlando, s'intende. La metafora si riferisce alla sua nutrita collezione di scheletri ammucchiati nell'armadio.

Certo è che la frase suona parecchio infelice, e parla della mancanza delle più elementari norme della civile convivenza, le quali apparirebbero scontate anche a persone molto meno in vista di lui. Anche chi non riveste alcuna carica istituzionale capirebbe da solo che non è proprio il caso di lasciarsi andare a commenti in cui si perde di dignità di fronte agli ascoltatori, rivelando la bassezza di un orgoglio che "tutto puote" purché alla fine si vinca.

Il cosa si vince non è un problema: l'importante è mantenersi in allenamento.
E fu così che il peso specifico dei sentimenti condivisi insieme ad una donna, alla propria donna, che hanno certamente regalato momenti belli oltre che dolori, riescono ad essere spazzati via da un'arroganza che tiene al potere più di ogni altra cosa al mondo. Il potere non delude mai. Vedete, l'amore per il comando non solo appanna la capacità di valutazione delle cose (tant'è che i migliori analisti di strategie belliche e d'intelligence raramente fremono per mettersi sotto l'occhio dei riflettori), ma affonda nel proprio squallore anche le parti più nobili dell'animo umano. Quelle che più di altre rendono la vita degli uomini preziosa e degna d'essere vissuta, anche se siamo solo un puntino nell'universo.

Triste, dover constatare che il nostro Mr.B. è solo il number one del governo, ma con riferimento al senso etico  delle istituzioni non si sa se - e a quale posizione - possa mai comparire in un'ipotetica classifica nazionale. Le regole dello Stato da sempre son troppo anguste per il suo orizzonte degli eventi... quest'uomo in mezzo ai comuni mortali soffre per avere una concezione così grandiosa della nostra specie. E si sente incompreso. Ad un certo punto avrebbe potuto accettare l'dea d'aver scalato ogni traguardo raggiungibile, e pensare solo ad invecchiare con dolcezza: gustarsi le soddisfazioni della posizione raggiunta ma anche la tenerezza delle piccole cose: il sorriso di una moglie che ti ama, l'ascesa dei figli più grandi e insieme la spensieratezza di quelli più piccoli, avuti da Veronica. Ma come si fa? Nonostante l'immagine di self made man che il Premier ha sempre propagandato in ogni occasione, sia dal  vivo sia sulle sue reti (che la sua mente percepisce come estensioni  del proprio essere) sono stati svariati, i personaggi che invece hanno contribuito, lontano dai riflettori, a rendere grande l'impero del Sovrano. E che a varie riprese ora presentano il conto. 

 

E lo Stato... che dire di uno Stato che ha sempre chiesto, ma non ha mai applaudito come si conveniva alla grandezza del suo talento? Cosa rispondeva, lo  Stato, avido di metter mano ai  suoi depositi che straripano di quattrini? Sempre un'unica, assordante e irritante parola: tasse, tasse, e ancora tasse. Un concetto mortificante per la sua generosità, che avrebbe voluto esportare il modello  dell'imprenditore di successo in tutto il globo, partendo dagli igloo delle esquimesi fino ad arrivare nella foresta amazzonica, dagli indios che vivono tranquilli di erbe e caccia (finché non arrivano le ruspe). Non ci farebbero niente con le tue ricette, Mr. B. Ma la sera, tutti intorno al fuoco, cadono spesso dalle amache su cui riposano per quanto si  sbellicano dalle risate, mentre si raccontano storielle divertenti. E si rialzano allegri, continuando a sorridere. Non conoscono le tue pene e difficilmente riuscirebbero a capirle.

 

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