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Al di là del bene e del male

 
 
5 ago 2010 - Il Bel Paese: tra cicisbei  e cortigiane

Il Bel Paese: tra cicisbei e cortigiane

 

Il Pd può ancora essere salvato, oppure giace morente sotto mille contraddizioni interne, avvinto dalle sue molte anime perennemente in lotta tra loro?
Il battito è debole, gli analisti lo cercano invano col lanternino. Se si cerca di riannodare insieme tutti i discorsi che arrivano dalle varie voci di partito si rischia l'internamento di lungo periodo...

Partito Democratico

 

Il multiforme partito democratico studia le varie possibili soluzioni, e nel cammino non butta nulla: c'è il governo tecnico, lo sguardo alle istituzioni, si caldeggiano polpettoni a tempo determinato, tra poco ci saranno anche le alleanze interinali...

______***______

 


Così anziché essere la politica a recuperare qualche diritto per i lavoratori, saranno i nuovi modelli globali di (porno)flessibilità ad ispirare moderne forme di governo: meno statiche e più adattabili. Un esecutivo che tiene conto delle fluttuazioni borsistiche, così come delle previsioni meteorologiche... avremo un governo "navale" che veleggia in base al vento che spira. Ora, mentre in Parlamento ci sono gli incontri e le posizioni ufficiali, si aprono le danze che invitano tutti a consultazioni frenetiche... vince chi avrà saputo dispiegare in campo un'adeguata personalità multipla, in grado di aderire agli scenari politici come fanno i tentacoli del polpo sui fondali marini... ma attenti agli scogli, ovvero al trasformismo (i polpi, infatti, mutano di colore in base al fondale...)

L'imperativo è scongiurare il confronto con l'elettorato reale, altrimenti si va incontro ad una imbarazzante figura corale d'inadeguatezza morale e contingente... non siamo ancora pronti, gridano all'unisono gli attori della politica nostrana. Si sono disabituati a dei discorsi che siano saldamente ancorati ai programmi, e allora, saggiamente, si temporeggia. Tanto il caldo sta per finire, e se all'italiano togli l'afa opprimente ritorna già più paziente, riesce a contenere meglio il malcontento.

Il fatto è che intere decadi di lotta al berlusconismo han fatto dimenticare alla classe politica quant'è difficile confrontarsi con i problemi reali del paese, e tutte le invenzioni sono già state astutamente usate da Mr.B. Ora non rimane altro da fare che misurarsi con il desiderio di un nuovo corso che imperversa lungo tutto lo stivale. Già... ma come si fa, quando i personaggi in campo hanno ancora addosso i costumi della Repubblica precedente?

Il Pd ci riprova con l'uomo del nuovo corso, che in realtà è già abbondantemente stagionato. Sergio Chiamparino, 62enne iscritto al Partito Comunista nel 1970 dovrebbe essere colui che darà una nuova mano di vernice alle proposte del centrosinistra. L'idea geniale è di organizzare un congresso che imposti l'agenda del partito. Il miraggio vagheggiato è che una pletora d'elettori sgomitanti si precipiti fuori il luogo deputato per prendere nota con entusiasmo delle proposte riciclate. L'orizzonte degli eventi comincia a delinearsi nella fervida mente di Chiamparino.


Occorreranno quattro argomenti (che ben presto scendono a tre) attorno ai quali polarizzare l'attenzione: il federalismo, le relazioni tra imprese e sindacati, i il fisco. Sfortunatamente il primo tema è già saldamente impugnato dal Senatùr; sul terzo nodo è ferocemente abbarbicato il Premier, mentre il secondo è un nervo scoperto, poiché fino a Luglio i Chiamparini erano stati ammaliati da Marchionne, poi si son bruscamente risvegliati dal malefico sortilegio. La legalità è da bandire altrimenti mezzo Pd si dà alla macchia. E intanto il compagno Fini ha valorosamente raccolto il testimone. Insomma, è difficile orientarsi nella reggia, perché ha molte stanze, tutte a vario titolo ingannevoli.
 

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