HOME PAGE        FOTOGALLERY     CONTATTI       VIDEO         ARCHIVIO        REGISTRATI         DOWNLOAD     COMMENTI       CHI SIAMO

                   A R E A   ISCRITTI

   E-mail  Password   

    
        16-11-2015. | THE NEWSPHERA BLOG
             SOMMARIO
  L'OPINIONE
  Politica
  Notizie dal mondo
  Arte e Cultura
  Economia e Finanza
  Tecnologia
  Salute e Benessere
  Costume e società
  Speciali e Inchieste
  Video
  Social Network
            RUBRICHE
  Malasanità
  Osservatorio Sociale
  Giustizia e Sicurezza
  Diritti Umani
  Guerre senza Pace
  Unione Europea
  Camera e Senato
  Istruzione
  Consumo Critico
  Media-Mente
  Ambiente
  Scienze
  Gossip 
  Cinema e Teatro
 

 

          NOVITÀ!

Download software free

Test ADSL
Misura gratuitamente la velocità del tuo sito

(c) speedtest-italy.com - Test ADSL

  Autori      

 

 

 

    

Al di là del bene e del male

  31 ago 2010 - L'IPOTESI STEGOCRATICA - Parte Seconda - pag2

Il problema "Mr. B"... deriva dalla legge Mammì!

ovvero: il problema non nasce quando Berlusconi entra in politica.. ma diverso tempo prima.
E il "merito" fu dell'intera classe politica che governava il paese verso la fine degli anni '80.

 

Gioacchino Genchi non è un tipo sempre facilmente comprensibile. Verosimilmente, la cosa è intenzionale. Dev'essere decriptato. L'opinione pubblica ha potuto farsene un idea fin da quando, lo scorso 3 ottobre, Lucia Annunziata l'ha intervistato nel programma In mezz'ora, in onda ogni domenica dalle 14.30 alle 15.00 su Raitre. Il fatto è che per lungo tempo si è applicato su una materia assai delicata...

Gioacchino Genchi

____o°O°o____

Di qui la necessità di istituire un'autorità Antitrust (vedi pag. seguente), e la decisione della Corte Costituzionale (sentenza n. 420/1994) di dichiarare incostituzionale il comma 4 dell'art. 15 della legge, ove si stabiliva che le concessioni a un singolo soggetto non potevano superare il 25 per cento del numero di reti nazionali previste dal piano di assegnazione e comunque il numero di tre. L'incostituzionalità rilevata dalla Consulta risiede nel fatto che un singolo soggetto, possedendo contemporaneamente tre reti televisive, commette una grave violazione del principio pluralistico citato nell'articolo 21 della Costituzione, espresso già precedentemente dalla legge 416 del 1981 sulla Stampa, che proibiva, e tuttora proibisce, a chiunque di possedere più del 20% delle testate esistenti. La corte ha constatato il non senso di una "maggior generosità" riguardo alle reti televisive.

La legge obbliga ogni canale televisivo ad avere un proprio direttore di rete ed un telegiornale con relativo direttore responsabile. Inoltre vieta le pubblicità durante i cartoni animati e fissa i limiti massimi di interruzioni pubblicitarie durante i film.

I commenti sulla legge
La legge seguiva un periodo nel quale si era costruito un quasi-monopolio della televisione privata da parte della Fininvest, al di fuori della legge (Violazione del divieto di interconnessione), che aveva portato ad interventi dell'esecutivo, come il cosiddetto Decreto Berlusconi, finalizzati a bloccare interventi della magistratura contro la diffusione su scala nazionale di programmi privati.

La legge fu ritenuta da alcuni oppositori devastante per l'ordinamento legale e civile dello stato.

I cultori del diritto comunitario hanno rilevato una certa distanza tra il testo della legge ed i principi della direttiva comunitaria Televisione senza frontiere da recepire. I commentatori attribuiscono questa discordanza all'eccessiva attenzione posta dal legislatore nazionale nel non intaccare la posizione dominante della
Fininvest piuttosto che alle effettive esigenze del mondo della comunicazione televisiva.

La legge è stata definita "Legge fotografia" o "Legge Polaroid" in quanto si è limitata a legittimare la situazione televisiva già esistente (
Da stato di fatto a stato di diritto).

Da notare che i giudici, nel tentativo di oscurare le trasmissioni "private" di scala nazionale (non consentite dalla Corte Costituzionale), furono bloccati dal tempestivo Decreto Berlusconi, che legittimava in via transitoria la situazione che si era creata. (Nella prossima pagina: l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, AGCM)

 

5 novembre 2010 - di Alex Sfera

 

pagina 1 - 2 - 3

 

Commenta l'articolo>>>


 

I commenti dei lettori