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Al di là del bene e del male

  31 ago 2010 - L'IPOTESI STEGOCRATICA - Parte Seconda - pag2

Alcune precisazioni in merito all'articolo sulla questione ebraica

A seguito dell'articolo sulla questione ebraica, come era prevedibile, sono seguite diverse critiche. Si va dalle accuse di essere filo-nazista, a quelle di essere filo-ebraico, ma non mancano anche, su ComeDonChisciotte, critiche più fantasiose del tipo "Paolo si è innamorato di un'ebrea" o quella di chi mi ha rimproverato di non aver fatto cenno all'origine aliena degli ebrei.

 

____o°O°o____

Scrivo due righe per precisare il mio pensiero perché alcuni fraintendimenti - specie quelli in malafede e fatti apposta per creare confusione - li voglio assolutamente evitare, facendo chiarezza sul mio rapporto con l'editore Effedieffe, e chiarendo, in sintesi, la mia posizione sulla questione ebraica, che non è né filo-ebraica né filo-cattolica, né filo-massonica, nè filo-buddista, filo-alcunché.

Iniziamo dal primo equivoco, il riferimento ai colloqui avuti con l'editore di Effedieffe,
Fabio De Fina, e Maurizio Blondet.

Prima precisazione. Con queste persone abbiamo da qualche tempo una frequentazione abituale. Solange ha stretto quello che è un vero e proprio rapporto di amicizia. E anche io li frequento abbastanza spesso, da poter dire che c'è un rapporto (almeno da parte mia) anche di affetto, e non di semplice conoscenza, specie per i modi carini e affettuosi che hanno.
Ciò non toglie che, come è normale, su alcune questioni siamo abbastanza divisi e spesso ci prendiamo reciprocamente in giro, io chiedendo a Fabio quando è che mi pubblica il Canone Buddista, e lui dicendo che prima o poi mi convertirà al Cristianesimo.

Seconda precisazione. Con Effedieffe Solange ha talvolta un rapporto di collaborazione, e non escludo che succeda anche per me in futuro.
Abbiamo infatti in comune con l'editore Effedieffe diverse cose, prime tra tutte lo spirito di ricerca su alcune questioni, e la voglia di impegnarci per un mondo migliore.
Non a caso alcuni tra i libri più interessanti che ho letto sono proprio di Effedieffe o comunque sono distribuiti e venduti dalla sua casa editrice (il libro di
Epiphanius "Massoneria e sette segrete", quello di Savino sull'omicidio rituale ebraico, e quello su Maria Maddalena e la dea dell'ombra, ad esempio),

Il fatto di partire da premesse comuni, non significa che anche le conclusioni (o tutte le premesse) debbano essere comuni.

Per farmi capire bene ed evitare equivoci voglio fare un parallelo. Dissento anche in modo netto su alcune cose scritte da Solange in questo sito (come il suo articolo sulla scuola, ove secondo lei occorrerebbe migliorarla studiando la retorica e la logica, idea assurda che deve probabilmente aver partorito in uno di quei giorni in cui vede tutto di traverso e sarebbe capace di sostenere che Giuliano Ferrara è magro, simpatico ed equilibrato). Sono diviso talvolta da Solange anche per quanto riguarda i fini del mio agire, e i metodi (perlomeno alcuni).

Tuttavia abbiamo senz'altro un fine comune, quello di volere un mondo migliore e di lavorare per questo, ed è questo che mi fa appoggiare il suo lavoro e che (credo) fa lavorare Solange con me.
Analogo parallelo vale per Effedieffe, ove ci accomuna la volontà di un mondo migliore, anche se fini e metodi sono talvolta diversi.
E talvolta, come dimostra il lavoro fatto da me e Solange in questi anni, la diversità di fini e di metodi può essere una ricchezza, anziché un problema, perché se era per me, con i miei soli metodi, non avrei scoperto quasi nulla di ciò che abbiamo portato alla luce fino ad oggi.

Prendere le distanze da una persona su alcuni punti, insomma, non sempre significa prendere le distanze su tutto, ma talvolta significa cercare di avvicinarsi su un punto che si ritiene fondamentale.
Il mio accenno ad Effedieffe era in realtà una provocazione, ben sapendo che prima o poi l'editore avrebbe letto il mio articolo, e ci saremmo trovati nuovamente a cena a parlarne. Ed è una provocazione che è dovuta al particolare indirizzo del sito effedieffe, per cui auspico che loro, anche più di altri, si occupino in futuro del tema.
Era inoltre una provocazione volta a sottolineare un aspetto della questione ebraica di fondamentale importanza.

pagina 1 - 2

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Ritorna all'articolo: La questione ebraica e guarda lo schema delle principali banche ebraiche

 

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