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         ANNO 1 - NUMERO 17 - AGGIORNAMENTO 19 GIUGNO 2010
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Berlusconi intende cambiare la Costituzione
 

I senatori che hanno firmato la legge bavaglio: Maurizio Gasparri

Maurizio Gasparri (Roma, 18 luglio 1956) è un politico italiano, presidente del gruppo parlamentare Il Popolo della Libertà al Senato della Repubblica. Vive a Roma e dopo la maturità classica si è dedicato al giornalismo e alla politica.                                                         Deputato del MSI (1992-1994). Figlio del generale Domenico Gasparri e di Iole Siani (1921-2009), Maurizio Gasparri è stato parlamentare del Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale dal 1992 al 1994. Ha un fratello, Clemente, generale dell'Arma dei Carabinieri.
 

 
Nel partito, Gasparri ha ricoperto un ruolo di primo piano, soprattutto dopo il 1988, quando Gianfranco Fini ne è diventato segretario politico.
Ha lavorato anche come giornalista, arrivando a diventare condirettore del "Secolo d'Italia", organo politico del MSI-DN.

Nel mezzo dello sconvolgimento politico di Tangentopoli che azzera una parte di classe politica, tiene un atteggiamento di totale approvazione e appoggio delle indagini portate avanti con fermezza dal pubblico ministero Antonio Di Pietro, affermando "per noi è un mito", "Di Pietro è meglio di Mussolini" e - anche dopo le sue dimissioni dalla magistratura - "Io spero nel miracolo: che Di Pietro venga con noi".

Dal 1994 è parlamentare di Alleanza Nazionale e sottosegretario all'Interno del governo Berlusconi I.
Nel 1998 ha fondato il sito di informazione politica Destra.it.
Dal 2001 al 2005 è ministro delle Comunicazioni nel governo Berlusconi II.
Con Ignazio La Russa ha guidato una corrente di AN, Destra Protagonista, che faceva riferimento alla rivista politica "EuroDestra", fino al superamento delle correnti nel partito.

"Legge Gasparri"

Nel 2001 la sua carriera politica ha raggiunto il suo punto più alto, quando è stato chiamato, sempre da Berlusconi, a ricoprire l'incarico di Ministro delle Comunicazioni. In questa veste, Gasparri si è fatto promotore di una legge di riordino del sistema televisivo, nota come "legge Gasparri".

La legge venne inizialmente rinviata alle Camere dal Presidente Ciampi dieci giorni dopo la sua approvazione al Parlamento nel dicembre del 2004, in quanto l'aumento del limite antitrust viola il principio del pluralismo sancito dall'articolo 21 della Costituzione ("Non c'è democrazia senza pluralismo e imparzialità dell'informazione"). Il Governo Berlusconi si preoccupò allora di adottare subito un decreto legge (il decreto salvareti), che venne poi convertito in legge dal Parlamento il 23 febbraio 2004, aspramente criticato perché di fatto calpestava una sentenza della Consulta che ordinava la messa sul satellite di una rete Mediaset, appunto Rete4, e la conseguente perdita di pubblicità su Raitre.

Il nuovo testo della legge Gasparri è stato approvato in via definitiva il 29 aprile (dopo 130 sedute e la presentazione di 14000 emendamenti), e promulgato dal Presidente il 3 maggio 2004. Tale legge è stata bocciata dall'Unione Europea. Questa legge costa agli italiani 350.000 euro al giorno. Dal primo gennaio 2006, con effetto retroattivo. La Corte di Giustizia Europea ha condannato l'Italia a una multa di circa 130 milioni di euro all'anno se Rete 4 non cederà a Europa 7 le frequenze che ha in concessione dallo Stato.

Per l'Europa l'assegnazione delle frequenze in Italia non rispetta la libera prestazione dei servizi e non ha criteri di selezione obiettivi. A gennaio 2009, con decisione n.242[5], il Consiglio di Stato (riprendendo la questione già parzialmente decisa con la sentenza non definitiva del Consiglio n. 2622/08 del 31 maggio 2008) dà sostanzialmente ragione ad Europa7, concedendole una "vittoria di Pirro" (danni esigibili dallo Stato per un solo milione di euro e un canale preso dal VHF III). Si calcolano cosi quattro sentenze a favore di Europa 7 dopo quelle della Corte di Giustizia Europea, Corte Costituzionale, e del TAR del Lazio.

Attività societaria ed associativa (2006-2008)
Nel 2007 entra nel CdA della società di telecomunicazioni Telit Communications in qualità di "director" [amministratore] non esecutivo. Per questa sua posizione viene coinvolto nell'inchiesta giornalistica di Report del maggio 2007 ("Il Mistero del Faraone"), che indagava sulla torbida vendita di Wind agli egiziani di Sawiris, e sull'uso dei cosiddetti "gsm-box", in quanto Telit era "presieduta da manager israeliani e che in Italia fa affari con Sawiris" (e con i gsm-box medesimi).

Nel 2007 ha fondato l'associazione Italia Protagonista. A maggio 2007 ha pubblicato un nuovo libro "Il cuore a destra" che ha presentato nel corso dell'estate in varie località d'Italia.
Dalle elezioni politiche italiane del 2008 è senatore e presidente del gruppo parlamentare Il Popolo della Libertà al Senato della Repubblica.

Il 5 novembre 2008 nel corso della registrazione del Gr3 Rai, parlando del presidente eletto degli Stati Uniti e della lotta al terrorismo, ha dichiarato: «Con Obama alla Casa Bianca Al Qaeda forse è più contenta». Gasparri dopo la sua dichiarazione ha avuto critiche dure da svariati esponenti del Partito Democratico, a partire dalla capogruppo al Senato Anna Finocchiaro. [13]

Gasparri risulta tra i firmatari dell'emendamento che proponeva l'abolizione dell'obbligo di arresto in flagranza nei casi di violenza sessuale nei confronti di minori, se - appunto - di "minore entità".
Senza peraltro specificare come si svolgesse, in pratica, una violenza sessuale "di lieve entità"nei confronti di un bambino.

Disegno di legge sul processo breve

Nel novembre 2009 Gasparri è primo firmatario del disegno di legge "Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi, in attuazione dell'articolo 111 della Costituzione e dell'articolo 6 della Convenzione europea sui diritti dell'uomo", comunemente noto come Processo breve.

Gasparri ha presentato il provvedimento come parte di un «decalogo sulla giustizia» che comprenda anche «nuove norme antimafia, riforma del processo civile, riforma della professione forense, intercettazioni e riforma costituzionale della giustizia», auspicando che «Per incominciare, i magistrati inizino a lavorare di più»

Parodie
In televisione Gasparri è stato oggetto di una caricatura ad opera dell'attore Neri Marcorè, apparsa su Rai Due nella trasmissione l'Ottavo Nano, e su Rai Tre nella trasmissioni Raiot e Parla con me.

 

La Redazione

 

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