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Nel partito, Gasparri ha ricoperto un ruolo di primo piano, soprattutto
dopo il 1988, quando Gianfranco Fini ne è diventato segretario politico.
Ha lavorato anche come giornalista, arrivando a diventare condirettore
del "Secolo d'Italia", organo politico del MSI-DN.
Nel mezzo dello sconvolgimento politico di Tangentopoli che azzera una
parte di classe politica, tiene un atteggiamento di totale approvazione
e appoggio delle indagini portate avanti con fermezza dal pubblico
ministero Antonio Di Pietro, affermando "per noi è un mito", "Di Pietro
è meglio di Mussolini" e - anche dopo le sue dimissioni dalla
magistratura - "Io spero nel miracolo: che Di Pietro venga con noi".
Dal 1994 è parlamentare di Alleanza Nazionale e sottosegretario
all'Interno del governo Berlusconi I.
Nel 1998 ha fondato il sito di informazione politica Destra.it.
Dal 2001 al 2005 è ministro delle Comunicazioni nel governo Berlusconi
II.
Con Ignazio La Russa ha guidato una corrente di AN, Destra Protagonista,
che faceva riferimento alla rivista politica "EuroDestra", fino al
superamento delle correnti nel partito.
"Legge Gasparri"
Nel 2001 la sua carriera politica ha raggiunto il suo punto più alto,
quando è stato chiamato, sempre da Berlusconi, a ricoprire l'incarico di
Ministro delle Comunicazioni. In questa veste, Gasparri si è fatto
promotore di una legge di riordino del sistema televisivo, nota come
"legge Gasparri".
La legge venne inizialmente rinviata alle Camere dal Presidente Ciampi
dieci giorni dopo la sua approvazione al Parlamento nel dicembre del
2004, in quanto l'aumento del limite antitrust
viola il principio del pluralismo sancito dall'articolo 21 della
Costituzione ("Non c'è democrazia senza pluralismo e imparzialità
dell'informazione"). Il Governo Berlusconi si preoccupò allora di
adottare subito un decreto legge (il decreto salvareti), che venne poi
convertito in legge dal Parlamento il 23 febbraio 2004, aspramente
criticato perché di fatto calpestava una sentenza della Consulta che
ordinava la messa sul satellite di una rete Mediaset, appunto Rete4, e
la conseguente perdita di pubblicità su Raitre.
Il nuovo
testo della legge Gasparri è stato approvato in via definitiva il 29
aprile (dopo 130 sedute e la presentazione di 14000 emendamenti), e
promulgato dal Presidente il 3 maggio 2004. Tale legge è stata bocciata
dall'Unione Europea. Questa legge costa agli italiani 350.000 euro al
giorno. Dal primo gennaio 2006, con effetto retroattivo. La Corte di
Giustizia Europea ha condannato l'Italia a una multa di circa 130
milioni di euro all'anno se Rete 4 non cederà a Europa 7 le frequenze
che ha in concessione dallo Stato.
Per l'Europa l'assegnazione delle frequenze in Italia non rispetta la
libera prestazione dei servizi e non ha criteri di selezione obiettivi.
A gennaio 2009, con decisione n.242[5], il Consiglio di Stato
(riprendendo la questione già parzialmente decisa con la sentenza non
definitiva del Consiglio n. 2622/08 del 31 maggio 2008) dà
sostanzialmente ragione ad Europa7, concedendole una "vittoria di Pirro"
(danni esigibili dallo Stato per un solo milione di euro e un canale
preso dal VHF III). Si calcolano cosi quattro sentenze a favore di
Europa 7 dopo quelle della Corte di Giustizia Europea, Corte
Costituzionale, e del TAR del Lazio.
Attività societaria ed associativa (2006-2008)
Nel 2007 entra nel CdA della società di telecomunicazioni Telit
Communications in qualità di "director" [amministratore] non esecutivo.
Per questa sua posizione viene coinvolto
nell'inchiesta giornalistica di Report del maggio 2007 ("Il Mistero del
Faraone"), che indagava sulla torbida vendita di Wind agli egiziani di
Sawiris, e sull'uso dei cosiddetti "gsm-box", in quanto Telit era
"presieduta da manager israeliani e che in Italia fa affari con Sawiris"
(e con i gsm-box medesimi).
Nel 2007 ha fondato l'associazione Italia Protagonista. A maggio 2007 ha
pubblicato un nuovo libro "Il cuore a destra" che ha presentato nel
corso dell'estate in varie località d'Italia.
Dalle elezioni politiche italiane del 2008 è senatore e presidente del
gruppo parlamentare Il Popolo della Libertà al Senato della Repubblica.
Il 5 novembre 2008 nel corso della registrazione del Gr3 Rai, parlando
del presidente eletto degli Stati Uniti e della lotta al terrorismo, ha
dichiarato: «Con Obama alla Casa Bianca Al Qaeda forse è più contenta».
Gasparri dopo la sua dichiarazione ha avuto critiche dure da svariati
esponenti del Partito Democratico, a partire dalla capogruppo al Senato
Anna Finocchiaro. [13]
Gasparri risulta tra i firmatari dell'emendamento
che proponeva l'abolizione dell'obbligo di arresto in flagranza nei casi
di violenza sessuale nei confronti di minori, se - appunto - di "minore
entità".
Senza peraltro specificare come si svolgesse, in pratica, una violenza
sessuale "di lieve entità"nei confronti di un bambino.
Disegno di legge sul processo breve
Nel novembre 2009 Gasparri è primo firmatario del disegno di legge
"Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei
processi, in attuazione dell'articolo 111 della Costituzione e
dell'articolo 6 della Convenzione europea sui diritti dell'uomo",
comunemente noto come Processo breve.
Gasparri ha presentato il provvedimento come parte di un «decalogo sulla
giustizia» che comprenda anche «nuove norme antimafia, riforma del
processo civile, riforma della professione forense, intercettazioni e
riforma costituzionale della giustizia», auspicando che «Per
incominciare, i magistrati inizino a lavorare di più»
Parodie
In televisione Gasparri è stato oggetto di una caricatura ad
opera dell'attore Neri Marcorè, apparsa su Rai Due nella trasmissione
l'Ottavo Nano, e su Rai Tre nella trasmissioni Raiot e Parla con me.
La Redazione
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