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Al di là del bene e del male

 
9991 - 20/12/2009 - di Antonella Laricchiuta
SFIDE ALLA CENSURA: DALLA BOMBOLETTA AL MOUSE


Per la verità, di chiudere alcuni siti e soprattutto alcuni gruppi nati sul social network Facebook (su cui si concentra l’attenzione solo perché è uno dei maggiormente diffusi), se n'era già parlato anche prima del succitato evento. Alcuni politici sostenevano, infatti, che determinati gruppi – dalle denominazioni più varie, di cui alcune palesemente goliardiche e altre meno – si proponevano l’obiettivo di divulgare intolleranza se non vero e proprio odio reciproco tra parti politiche avverse e loro sostenitori.

In parte è vero che i social network come Facebook danno la possibilità a tutti di esprimere il proprio pensiero che, per forza di cose, non può essere condiviso dalla comunità intera. Ma, se ci pensiamo bene questa non è proprio una novità. I nomi di alcuni gruppi a sfondo politico nati su Facebook spesso ricordano le scritte sui muri tanto in voga negli anni ’70. Anzi, all’epoca solitamente si leggevano cose ben più gravi e quasi mai dal tenore goliardico.

L’unica differenza è che oggi basta avere un PC, una connessione a Internet e sufficiente fantasia da attirare l’attenzione e quindi ottenere adesioni al proprio gruppo. Al contrario, in passato ci si doveva munire di bomboletta, camuffarsi per bene e aggirarsi furtivamente per le strade per fare una scritta che per altro nessuno avrebbe commentato con un “mi piace”, “condivido”, etc. Insomma, il “mezzo” cambia ma la “sostanza” resta la stessa. Allora, più che concentrarsi sul mezzo, non varrebbe la pena riflettere sulla sostanza?

A che serve chiudere i siti o i gruppi su Internet? È come se, per evitare che si scrivesse sui muri, i politici del passato avessero deciso di abbatterli tutti! Non erano i muri in passato e non è Internet oggi a suscitare la contestazione politica. La vera “sostanza” è un’altra. È il contesto sociale, la crisi tutt’altro che superata, l’impossibilità per molti di trovare lavoro, le difficoltà per molti ad arrivare alla fine del mese, l’aumento della povertà, la persistenza di privilegi a vantaggio di pochissimi, la sensazione che ai vertici nessuno faccia abbastanza per i problemi di tutti…

È su questo che forse si dovrebbe riflettere, smettendo di mettere la testa sotto la sabbia e di additare il “mezzo” come fonte d’ogni male. Il mezzo è solo un mezzo, di per sé né buono né cattivo. È come uno specchio: riflette!


di Di Antonella Laricchiuta

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