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Al di là del bene e del male

 
9987 - 11/01/2010 - di Pierfrancesco Proietti
VUOI SCEGLIERE DA CHI FARTI SPOSARE?


Insomma, perché rischiare di rovinare un giorno che nei nostri cuori si vorrebbe perfetto? È quanto si sono chiesti due promessi sposi milanesi, che scartabellando qua e là tra le leggi che regolano il rito civile, hanno riesumato il comma 3 dell’articolo 1 del decreto presidenziale n° 396 del 2000. Il quale recita: “Per la celebrazione dei matrimoni le funzioni di ufficiale dello stato civile possono essere delegate a cittadini italiani che hanno i requisiti per l’elezione a consigliere comunale”. In pratica significa che ogni maggiorenne con la fedina penale pulita, e che gode quindi dei pieni diritti civili, può officiare la cerimonia.

L’unico limite è che non può essere un parente in linea verticale di uno dei due sposi. Vale a dire che la mansione è interdetta ai nonni, ai genitori o ad eventuali figli. Ma non disperino quanti anelano ad un matrimonio “in famiglia”: potete rivolgervi ad un fratello oppure ad un cugino, il quale non avrà problemi nel celebrare gli sponsali. Sono ancora pochi i cittadini al corrente di questa possibilità. In tutta Milano, infatti, sono solo tre le coppie che si sono avvalse finora di questo diritto. Forse ci s’immagina che per organizzare la cosa ci sia dietro chissà quale trafila burocratica. In realtà è sufficiente, quando si va in Comune per le pubblicazioni, appellarsi al famoso comma e dichiarare il nome dell’officiante prescelto, che a sua volta si recherà in Comune qualche settimana prima delle nozze per firmare un paio di fogli, accordandosi sul giorno in cui riceverà la formula del codice civile da leggere durante il rito.

Per chi è dotato di buona fantasia, poi, è prevista anche la possibilità di personalizzare la formula, aggiungendo un tocco creativo. Sposi permettendo, ovviamente. Al termine del discorso l’officiante dovrà porgere agli sposini la bandiera tricolore, come disposto dal presidente Ciampi, cui seguirà l’omaggio da parte del Comune, come da tradizione. Il fenomeno è ancora di nicchia, tuttavia non mancano personaggi famosi che hanno già scelto questa strada: è il caso di Giobbe Covatta, che tempo fa si è fatto sposare dall’amico Maurizio Costanzo. Ed intanto c’è già chi teme che questa “moda” prenda piede. A rimetterci sarebbero soprattutto i consiglieri comunali, i quali per ogni mattinata di cerimonie intascano una somma che va dai 50 ai 100 euro, a seconda del Comune. Vista da un’altra prospettiva, però, l’intera faccenda assume un altro risvolto: se in futuro i consiglieri verranno sempre più sollevati da tale incarico, ciò comporterà un sicuro risparmio per le casse della pubblica amministrazione. Il che non guasta. Unite quindi l’aspetto pratico al pensiero di essere sposati dall’amico del cuore, piuttosto che dal parente prediletto e, se non avrete realizzato il giorno perfetto, poco ci manca.


di Pierfrancesco Proietti


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