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Al di là del bene e del male

 
9997 - 18/01/2010 - di Alex Sfera
ANCORA PROTESTE SULLA CRI: QUESTA VOLTA A PARLARE È UN UFFICIALE


Capitano Martinez, lei è stato in servizio alla CRI. nel 1990: quali incarichi ha ricoperto nel periodo e qual è la situazione ad oggi?
«Ho partecipato a dei corsi informativi e qualificativi, ad esercitazioni in campo e presso la sala operativa della CRI siciliana, per il sisma che colpì la zona sud-Orientale della Sicilia nel 1990, ho svolto servizio anche presso il reparto centrale amministrativo di Roma, presso l’ex XII centro di mobilitazione, oggi A.A. (Arruolamento e Addestramento), e presso il Comitato regionale CRI Sicilia per i servizi d’Istituto, maturando quel bagaglio di esperienza proficuo per un Ente umanitario che è la Croce Rossa Italiana. Nel 1991 sono stato congedato, a differenza di altri colleghi che ancora oggi sono in servizio, che non sono stati posti in congedo. Nel 2003 sono stato richiamato per un breve periodo, per partecipare alla missione umanitaria in Iraq, presso l'ospedale attendato di Baghdad».


Dalle documentazioni che lei ci ha mostrato, appare chiaro che durante tutti gli anni dal 1991 a oggi – a parte un breve periodo nel 2003 – qualcosa ha impedito che lei fosse richiamato in servizio. Ci sono, a suo avviso, motivi particolari che hanno determinato questa situazione?
«Ho ripetutamente inviato istanze alla Croce Rossa Italiana, per chiarimento al riguardo, ma non ho ricevuto nessun riscontro. Mentre i richiami del personale militare continuavano ad aumentare, come si evince a pag. sessanta dall’ispezione del MEF (Ministero dell'Economia e delle Finanze). Per avere risposta, ai sensi delle L.241/90 nel 2004 ho dovuto procedere con un atto extra giudiziario un ricorso, prima al Tar Sicilia e dopo al Tar Lazio, per competenza, ho dovuto aspettare due anni, cioè nel 2007 è solo dopo invito del tribunale amministrativo, oltre i trenta giorni previsti… per essere messo conoscenza del diniego al richiamo in servizio, perché i comitati di Parma e Bari non avevano inviato le richieste al competente comitato regionale. Cosa non vera come si legge nella sentenza del TAR Lazio. E allora, quelle che potrebbero essere le ragioni, le vere ragioni, a me non sono mai state comunicate. Certo, è un dato oggettivo che, da quando ho sostanzialmente impedito certe operazioni per le riparazioni delle autoambulanze e altro nell'ambito della Coop. Auxilia, io sono stato, come dire, espulso dalla CRI e, eccetto la brevissima parentesi in Iraq (disposta da altro ufficio), non sono stato mai più richiamato in servizio attivo».


Com’è possibile che, nonostante l’interrogazione scritta presentata al Senato dal senatore Fabio Giambrone, e dopo la successiva relazione del MEF e la dichiarazione dell’Ufficio del Dipartimento Risorse Umane e della Croce Rossa – che imputava il mancato richiamo in servizio a un errore dei Comitati Provinciali, i quali non avevano inviato il nominativo al competente comitato regionale – a oggi lei risulti in congedo?
«Sarebbe interessante chiederlo all’ex capo dipartimento Risorse Umane e Organizzazione certo Roberto Tomassini. Dato che è l’unico che non ha letto, nelle richieste inviate dai i Comitati provinciali di Parma e di Bari l’indirizzo del Comitato Regionale CRI di competenza. Per il resto non posso che ripetere quanto di oggettivo ho già detto al punto precedente».


Qual è o quale dovrebbe essere, la procedura regolare di richiamo in servizio da parte dei Comitati Provinciali ?
«La procedura è quella seguita dai comitati che mi hanno richiesto. E tanto è stato sentenziato dal TAR».


Le risulta che le assunzioni e gli inquadramenti del personale civile e militare rispettino tali procedure?
«Per il personale civile non è mia competenza risponderle. Per il personale militare dobbiamo distinguere il richiamo in servizio attivo, per le esigenze dell’ispettorato Nazionale ausiliario delle FF.AA. (Forze Armate) e i richiami in servizio attivo che riguarda i compiti d’istituto, di competenza del Dipartimento risorse Umane e Organizzazione. E, per quanto mi è dato comprendere… NO».


Quali prove ha delle anomalie che sta dichiarando ?
«Le anomalie gravi e ripetute sono state riscontrate almeno da ben due ispezioni ministeriali ispezione 1
, ispezione 2 (Attenzione N.d.r. il documento 2 è molto voluminoso e impiega qualche minuto per il download) che, per quanto riferito da organi di stampa, hanno portato all'apertura di procedimenti penali e contabili. In tali ispezioni si è sostanzialmente accertato il costante richiamo sempre delle stesse persone, a danno di altre che invece non venivano mai richiamate. E questo avveniva sostanzialmente senza alcun concorso seppure - sempre come ribadito dal TAR - anche la CRI - che è un ente pubblico - deve conformarsi alle regole di un concorso e ai principi pubblicistici e, in particolare, all'art. 97 della Costituzione Italiana, secondo la quale norma costituzionale l'amministrazione deve sempre essere imparziale e trasparente».

Presso quali istituzioni ha presentato ricorso?
«Prima al tribunale amministrativo, in Sicilia, e dopo al TAR Lazio per competenza».

Qual è stato l’esito di questi ricorsi?
Il primo ricorso con sentenza 1413/07, perché l’ufficio competente della CROCE ROSSA non dava riscontro. Il secondo ricorso presentato sempre al Tar Lazio, dove impugnavo il riscontro della CRI, dopo due anni di attesa. Esito: Ho vinto! Il TAR ha accolto il mio ricorso. Mah… sembra che tutto cambi per restare uguale e, per quel che mi riguarda, sono passati quasi vent'anni. Vedi la sentenza del TAR del Lazio

Quali media si sono occupati della sua vicenda?
«Diversi quotidiani Italiani: polis quotidiano di Parma, quotidiano di Bari e Foggia, Voce delle Voci di Napoli, CNTN settimanale, E Polis Palermo. Ma anche giornali on line: Eco di Sicilia, Osservatorio Sicilia, una televisione satellitare (SKY) ed un'inchiesta di Stefano Salvi».


In questo periodo ci sono procedimenti in corso che la riguardano? Ci sono azioni da parte sua volte alla riconquista del suo posto di lavoro?
«Sì. La Croce Rossa Italiana non ha ancora ottemperato la sentenza, non avendo nessuna intenzione di fermarmi davanti agli abusi e irregolarità di un Ente. Con l
ordinanza commissariale n. 417 del 29.12.09 , si continua a richiamare sempre lo stesso personale militare da anni, per presunte calamità nel territorio nazionale, se la Croce Rossa ha bisogno di personale militare, dato si presuppone abbia mancanza di personale, sarebbe logico richiamare chi vince una sentenza, giacché la stessa CRI ha commesso un eccesso e una violazione, come si legge nella sentenza n. 09455/09»


Negli anni in cui lei è stato in servizio alla C.R.I. deve aver "sperimentato" varie vicissitudini. L'associazione della Croce Rossa Italiana in tanti anni s’è trovata spesso in primo piano positivamente, e coinvolta in qualche scandalo in altre occasioni. Secondo lei, ci sono stati cambiamenti di condotta dei vertici rispetto a cinque - dieci anni fa?
«Mah… sembra che tutto cambi per restare uguale e, per quel che mi riguarda, sono passati quasi vent'anni». «Che tutto cambi per migliorare, per migliorare veramente, nel rispetto delle norme e delle persone, nella trasparenza e nell'interesse collettivo. Insomma, mi aspetto, dopo quasi vent'anni, giustizia... Non ho nessuna intenzione di fermarmi davanti agli abusi e alle irregolarità che qualcuno ha compiuto».


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