HOME PAGE        FOTOGALLERY     CONTATTI       VIDEO         ARCHIVIO        REGISTRATI         DOWNLOAD     COMMENTI       CHI SIAMO

                   A R E A   ISCRITTI

   E-mail  Password   

    
        16-11-2015. | THE NEWSPHERA BLOG
             SOMMARIO
  L'OPINIONE
  Politica
  Notizie dal mondo
  Arte e Cultura
  Economia e Finanza
  Tecnologia
  Salute e Benessere
  Costume e società
  Speciali e Inchieste
  Video
  Social Network
            RUBRICHE
  Malasanità
  Osservatorio Sociale
  Giustizia e Sicurezza
  Diritti Umani
  Guerre senza Pace
  Unione Europea
  Camera e Senato
  Istruzione
  Consumo Critico
  Media-Mente
  Ambiente
  Scienze
  Gossip 
  Cinema e Teatro
 

 

          NOVITÀ!

Download software free

Test ADSL
Misura gratuitamente la velocità del tuo sito

(c) speedtest-italy.com - Test ADSL

  Autori      

 

 

 

    

Al di là del bene e del male

 
9982 - 29/01/2010 - di Pierfrancesco Proietti
LA GENERAZIONE TRISTE



Una flessibilità che si traduce spesso in una comodità per le aziende, piuttosto che in una concreta possibilità per il giovane di migliorare la propria posizione sociale. Si cambia di frequente attività, ed ogni volta si ricomincia da capo nell’adattarsi ai nuovi colleghi, nel ridefinire i propri spazi nei confronti di un ambiente fin troppo competitivo, che magari ha già trovato un suo relativo equilibrio e mal convive con l’ultimo arrivato.

I timori di essere “bersagliati” dal mobbing dei dipendenti già “integrati”… Insomma, un perenne mettersi alla prova che alla fine logora i nervi. Scienziati sociali e filosofi parlano di una generazione vittima del suo tempo, cresciuta in un periodo storico durante il quale non c’era ormai più niente da conquistare: i paradisi artificiali, la libertà sessuale, l’obiezione di coscienza. Senza quindi aver avuto la possibilità di temprare il carattere sull’onda di una tensione morale e spirituale protesa al raggiungimento di un obiettivo collettivo. Migliori disponibilità economiche, unite ad un ambiente familiare dotato di strumenti culturali adeguati, oltre che mentalmente più aperto, hanno disegnato per questi ex-bambini degli anni ’70 uno scenario ricco di aspettative. Complici i mezzi di comunicazione di massa – televisione a colori in testa – che con la loro opera di distorsione (involontaria?) della realtà hanno cullato questi eterni ragazzoni in uno stato di adolescenza perenne.

I media sono stati insuperabili nel descrivere “l’American Dream” a portata di mano, salvo poi risvegliarci a ridosso dell’11 settembre con la consapevolezza di vivere in un mondo che nel complesso è molto più minaccioso rispetto ad una decina d’anni fa. Altro aspetto: ad una così accentuata liberalizzazione dei costumi non si è accompagnato un approccio all’educazione dei sentimenti, una sfera d’interesse storicamente meno “frequentata” soprattutto dai maschietti. Del resto, in una società così epurata dagli affanni delle epoche passate, il singolo non ha poi tutte queste grandi motivazioni per cercare punti d’incontro, quando misura le distanze con i suoi simili… e così quelli della generazione X hanno imparato a prendersi cura solo di se stessi, coccolati dai luoghi virtuali di Internet – dove inventarsi di volta in volta la propria identità preferita – e dalle spiritualità new age, che propongono stati d’animo per così dire “on demand”, ossia di pronto consumo per il cittadino moderno, ormai troppo frenetico e secolarizzato per rivolgersi ancora alle procedure così poco “rock” delle confessioni tradizionali.


di Pierfrancesco proietti

Commenta l'articolo>>>

 

 

 

      Vedi altri articoli dello stesso autore
 



Aggiungi a elenco articoli preferiti

                                              Home   webmaster  Contatti    Registrati 

Copyright © Tecnologie Aperte 2003  http://www.newsphera.it