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9992 - 08/02/2010 - Emanuele Cambi
LA PASSEGGIATA di Federico Moccia


“LA PASSEGGIATA" di Federico Moccia

di Emanuele Cambi

Tra presente e passato in una passeggiata sulle spiagge di Anzio

“La passeggiata” è probabilmente il libro meno noto di Federico Moccia, quello che ha suscitato meno clamore tra i teenager, che non ha ispirato in nessun modo le regie italiane e che probabilmente ha venduto meno copie. È un volumetto scarno di 64 pagine, edito da Bur, pubblicato in prima stampa nel 2007, eppure probabilmente è il libro che può piacere di più soprattutto a quelli che non amano Federico Moccia e le sue storie di amori adolescenziali. È un libro personale, autobiografico, riflessivo. È una fotografia, un ricordo su carta del passato dell’autore, sicuramente quello che mette più a nudo la sua personalità e la sua vita.

“La passeggiata” raccoglie nelle sue righe silenziose e lente, le emozioni e le immagini dell’infanzia di chi l’ha scritto: da un tramonto, seduto su un pattino di una spiaggia di Anzio, nasce un ricordo. È il ricordo del padre che non c’è più e delle giornate passate su quelle spiagge quando era piccolo da lì qualche passo sul bagnasciuga, tra le conchiglie, osservando un pescatore e la passeggiata si fa onirica, le orme sulla sabbia da due diventano quattro e comincia un dialogo tra genitore e figlio, realtà e irrealtà si mescolano nel gioco dei ricordi, tra presente e passato.

Tutte le immagini si sfumano e da reali diventano pezzi di puzzle di scene della sua infanzia, di episodi, di racconti. Brevi descrizioni, dialoghi e lo sfondo classico del mare ci immergono in questa passeggiata immaginaria.

Scritto sincero, vero, sembra quasi una raccolta di righe di una riflessione personale non finalizzata alla pubblicazione, un momento per fermarsi a pensare, una pausa, nel dubbio delle mille incertezze della vita. Per chi non ama Moccia, forse il libro migliore per farci pace.


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