HOME PAGE        FOTOGALLERY     CONTATTI       VIDEO         ARCHIVIO        REGISTRATI         DOWNLOAD     COMMENTI       CHI SIAMO

                   A R E A   ISCRITTI

   E-mail  Password   

    
        16-11-2015. | THE NEWSPHERA BLOG
             SOMMARIO
  L'OPINIONE
  Politica
  Notizie dal mondo
  Arte e Cultura
  Economia e Finanza
  Tecnologia
  Salute e Benessere
  Costume e società
  Speciali e Inchieste
  Video
  Social Network
            RUBRICHE
  Malasanità
  Osservatorio Sociale
  Giustizia e Sicurezza
  Diritti Umani
  Guerre senza Pace
  Unione Europea
  Camera e Senato
  Istruzione
  Consumo Critico
  Media-Mente
  Ambiente
  Scienze
  Gossip 
  Cinema e Teatro
 

 

          NOVITÀ!

Download software free

Test ADSL
Misura gratuitamente la velocità del tuo sito

(c) speedtest-italy.com - Test ADSL

  Autori      

 

 

 

    

Al di là del bene e del male

 
9991 - 11/02/2010 - Emanuele Cambi
Frammenti di Lorenzo Sebastianelli


“Frammenti” di Lorenzo Sebastianelli.

di Enanuele Cambi

Dalla musica al teatro, prima opera di un artista a tutto tondo.

Lorenzo Sebastianelli, classe 1977, ormai alla sua quinta opera, oltre alle innumerevoli partecipazioni letterarie e musicali, non può essere più considerato un talento emergente, ma un artista affermato e premiato. La vocazione musicale che lo ha portato a collaborazioni con i più disparati artisti, non lo ha mai allontanato dalla passione per la scrittura ed in particolare per quella teatrale. “Frammenti” è il suo primo libro, la porta migliore per entrare nel suo mondo, per conoscerlo e gustare a pieno il suo senso artistico a tutto tondo.

Pubblicato nel 2004 da Lepisma Editore è un’opera teatrale divisa in due parti: “Il viale” e “Sapete una cosa?” due facce di uno stesso vissuto interiore nei confronti del tempo, della vita e della morte. Ne “Il viale” i due protagonisti, Vittorio e Anna, si muovono in uno scenario abbastanza usuale: non è con lo spazio che si ritrovano a giocare, ma con il tempo, con le emozioni, con i ricordi, solo i colori di ciò che è intorno a loro seguono il ritmo mutevole del mood, delle battute, delle pause. Burattinaio di un’ambientazione surreale, per certi versi onirica è James, figura emblematica che tesse le spiegazioni riguardo a cosa accade sia in scena, direttamente ai protagonisti, sia al pubblico che assiste in poltrona. Una spiegazione metaforica del bene e del male, raccontata attraverso la narrazione di vite che si intrecciano e di personaggi che intervengono e creano il caos da cui nasce il finale in cui è esplicitato il significato ultimo della rappresentazione.

In “Sapete una cosa?” invece gli unici personaggi in scena sono tre, Domenico e Ivana, che nel chiuso di una stanza raccontano con romanticismo il loro amore e dibattono riguardo al tema metaforico della sete, e James, un emblematico angelo che interviene a metà della rappresentazione. In questa seconda parte è il protagonista maschile a raccontare del suo passato, dei suoi dolori, delle sue insoddisfazioni. È proprio nel pieno del suo racconto che il tutto perde la dimensione temporale, i confini del ricordo si fanno sempre più sottili fino a scomparire, in una sorta di perdita di memoria dei due protagonisti. La morte, la vita e l’amore, l’unica medicina alla fine del tempo che abbiamo a disposizione su questo mondo. Un opera che in poche pagine fa riflettere profondamente sul significato dell’esistenza in tutte le sfumature dipinte dal Sebastianelli pensiero, e ci ricorda, come lui stesso scrive, che “Tutto può accadere in questo manicomio del cielo.”

Commenta l'articolo>>>

 

 

 

      Vedi altri articoli dello stesso autore
 



Aggiungi a elenco articoli preferiti

                                              Home   webmaster  Contatti    Registrati 

Copyright © Tecnologie Aperte 2003  http://www.newsphera.it