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Al di là del bene e del male

 
9998 - 26/02/2010 - di Redazione
ACQUA ACEA ATO 2  QUANDO LA PREPOTENZA VINCE


Anche se l’utente contesta inviando una raccomandata, la società Acea Ato 2 non risponde. È successo a Mentana (in provincia di Roma) dopo che - a seguito dei lavori eseguiti da una ditta per conto dell’Acea, riguardanti la sostituzione della tubatura principale di una intera strada, e i conseguenti nuovi allacci, l’utente in questione si ritrovava con un abbassamento anomalo di pressione all’interno della propria abitazione.

Fatti gli opportuni controlli, dopo aver constatato che l’abbassamento di pressione non fosse causato da motivi interni all’abitazione e ben consapevole che i lavori erano stati eseguiti pochissimi giorni prima, l'utente chiede l’intervento dell’Acea. Il giorno dopo due operai fanno un controllo e, su richiesta dell’utente, aumentano leggermente la pressione dalla bocchetta tarata, posta sul piano stradale. A seguito di questa operazione, la pressione all’interno dell'abitazione ritorna normale. Evidentemente quel momentaneo aumento leggero di pressione sblocca il terriccio che si era accumulato nelle tubazioni.
Un paio di mesi dopo, con una certa sorpresa, il malcapitato utente scopre che sulla bolletta dei consumi, l’Acea Ato 2 ha inserito (in modo quasi invisibile, se si tiene conto delle numerose cifre che troviamo su tutte le bollette di acqua, gas, ecc.) un fantomatico importo di Euro 74,89 denominato: Accesso squadra OL. N….. + Iva (10%)

La bolletta - il cui importo totale, non trascurabile, è di Euro 462,07, è suddivisa in tre tranche (152 + 152 + 158,07). L’utente non la paga per intero ma decide di contestare all’azienda la cifra arbitraria di euro 74,89 di addebito, e ne sottrae 82,38 (74,89 + iva del dieci per cento) all’ultima bolletta. Il tutto debitamente illustrato all’azienda mediante raccomandata contenente tutte le spiegazioni. L’utente si sarebbe aspettato da parte dell’azienda una presa di posizione in merito alle contestazioni, circa la regolarità dell’addebito e l'esattezza delle cifre inserite in bolletta. Niente di tutto questo. L’Acea Ato 2 invia un generico sollecito facendo riferimento all’ultima tranche, che secondo loro non è risultante, e senza dare nessuna risposta nel merito della contestazione. Successivamente passa la pratica alla Euro Service recupero crediti.

La Euro Service seguendo una prassi consueta invia il proprio ultimatum all’utente. Nella comunicazione si legge: «…nell’interesse di Acea Ato 2… avendo ricevuto espresso mandato… vi invitiamo a provvedere entro 10 giorni… …dal ricevimento dell’odierna diffida… in mancanza di un riscontro positivo l’Acea Ato 2 si riterrà libera di procedere all’interruzione della fornitura di acqua».

C’è da chiedersi: 1)
come la Euroservice può dimostrare che la comunicazione sia avvenuta, dal momento che è giunta per posta prioritaria

2) come si può fissare un termine perentorio di distacco del servizio acqua senza avere la certezza che l’utente abbia ricevuto l’avviso

3) perché l’Acea Ato 2 ha bisogno della Euro Service recupero crediti per inviare questa comunicazione.

La risposta è molto semplice: perché Acea Ato 2 non si produrrà per il distacco della fornitura, indipendentemente dal motivo di contestazione, e anche quest'ultima non riguarda i consumi, regolarmente pagati come figura in bolletta, ma è di tutt’altro genere.

È abbastanza evidente che avendo passato la “palla” al recupero crediti, nei passi successivi
la macchina si metterà in moto con aggravio di spese legali e quant’altro.

Particolare di non poco conto, è che nella comunicazione inviata dalla Euro Service Srl non compare in alcun modo che la medesima sia una società di recupero crediti. Tutto sembrerebbe fatto di proposito affinché il contestatario continui a non pagare, per avviare un procedimento che sicuramente darà ampio margine di lucro alla EURO SERVICE GROUP SPA.
Perfino l’importo comunicato in prima battuta non è gravato da nessuna spesa ma corrisponde solo al “non pagato”. Starebbe quasi a dimostrare la correttezza di questi signori, che si prendono la briga di scrivere al posto di Acea Ato 2 e di non pretendere nulla in cambio.

È accattivante, il sito della società Euro Service Group S.p.a. Tra le molteplici attività: Call Center, Risorse umane, Ricerca, Selezione & Formazione, spicca il Recupero Crediti, il quale è articolato in: Stragiudiziale, Sollecito telefonico, Phone Collection, Giudiziale e Attività legale.

Originale, la spiegazione dell'attività denominata “Phone Collection”: «... Ricerca del debitore, sollecito delle morosità in sofferenza ed anche proposte personalizzate di rientro di una gestione globale. Su richiesta effettuiamo anche esazione domiciliare...». Cioè questi operatori ti vengono a bussare alla porta di casa. Mentre lo “Stragiudiziale” è volto a rassicurare il cliente circa le alte qualità di convincimento che la società sarebbe in grado di mettere in campo. L’italianissimo “sollecito telefonico” mette in evidenza sia il contatto telefonicostrutturato” (non è ben chiaro cosa voglia dire, però suona molto bene...), sia le alte competenze dello staff. Poi c'è il "Giudiziale" e il "legale"... che parlano da soli.
Infine si legge sul sito molto chiaramente: «Il settore del recupero del credito è l’anima del nostro gruppo ed ancora oggi ne’ è il propulsore ». Noi gli crediamo ciecamente.

Sarebbe interessante conoscere tutti i nomi dei componenti del consiglio d'amministrazione delle due società: Acea Ato 2 e Euro Service Srl. Quest'ultima stranamente compare nella Euro Service Group SpA come una società del gruppo a responsabilità limitata. Il presidente, Antonio Persici, è anche presidente dell'Osservatorio sulle Imprese e la Pubblica Amministrazione (Oipa), struttura tecnica non profit promossa dalla Euro Service Group S.p.A. Mentre l'Oipa si preoccupa di curare gli interessi delle aziende che non vengono pagate dalle strutture pubbliche, con la Euro Service Srl si provvede al recupero crediti dell'utenza per conto delle strutture pubbliche, come ad esempio l' Acea Ato 2.Tra i temi trattati dall'osservatorio Oipa per la difesa delle aziende, si legge: «…La malversazione da parte delle aziende monopoliste in generale. Abuso di posizione contrattuale dominante e abuso di debolezza finanziaria.» Allo stesso tempo con un altro settore quello della Euro Service Group SpA facente capo sempre al responsabile Antonio Persici, la Euro Service Srl, recupero crediti, va alla ricerca del debitore ovunque e comunque, come nel caso citato dell'utente di Acea Ato 2. A loro non importa niente di chi deve pagare, l’importante è recuperare!

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I commenti dei lettori

Bruno - Date: 13 ott 2010 Time: 13:51:23

I commenti non servono. Ultimamente l'Acea mi ha sostituito il contatore senza avvertirmi nonostante l'art. 29 del suo Regolamento di utenza preveda tutt'altra cosa e mi sono ritrovato senza fattura del II trimestre nel quale doveva essere riportato il tutto.
Al suo posto mi è arrivata una lettera di sollecito di pagamento datata 20/07/2010 con annesso bollettino emesso il 20/07/2020 al limite del ridicolo.
Inoltre mi è arrivata una garbata letterina che mi informa che verrà adeguato il deposito per cui mi hanno restituito € 72,46 e prelevato € 239,04 praticamente un prestito forzoso al tasso legale da gennaio prossimo che verrà liquidato alla fine del contratto, cioè mai.
La fattura del terzo trimestre emessa il 29/07/2010 fattura l'acqua che consumerò al 30/09/2010. Siamo al pagamento anticipato.
Vorrei sapere chi è che copre questa organizzazione e come mai non se ne parla quanto al Regolamento di Utenza, tutto anonimo, non capisco come non abbia sollevato le ire sindacali o dei difensori dei consumatori.
Grazie per la pazienza.


Gentile sig. Bruno,

circa la vicenda del contatore dell'acqua, sostituito da Acea Ato 2 a sua insaputa, le confermiamo quanto lei ha già affermato, e cioè che l'articolo 29 del regolamento che disciplina il rapporto dell'utenza, prevede una preciso comportamento: redazione di un verbale, controfirmato dall'utente, ove deve essere riportato il motivo della sostituzione. Infatti sarebbe importante conoscerne il motivo: se per usura dello stesso o per altri motivi.

Quanto alle somme che le sono state "estorte" meritano attenzione, perché secondo noi, hanno applicato lo stesso iter dei nuovi contratti: ovvero il deposito della somma infruttifera pari all'importo di un consumo semestrale. Tale deposito che si potrà riavere solo alla risoluzione del contratto ( cioè mai) praticamente costituisce a nostro giudizio un abuso (clausola vessatoria). Restituendo il primo deposito e sostituendo quello a prezzo più elevato, hanno applicato una sorta di rivalutazione prodomo-loro. Quindi se è vero che da contratto la spesa della sostituzione del contatore è a carico della società Ato 2 questo non vuol dire che ad insindacabile giudizio questa può sostituire il contatore e far pagare queste somme che coprono abbondantemente il costo del contatore stesso.


Oltre tutto facendo pagare un canone per il suo affitto. Così facendo si assicurano cospicue somme in giacenza, che costituiscono un capitale enorme per la società, che può a suo giudizio e in modo unidirezionale, mettersi a sostituire contatori a decine di migliaia di utenti. Riteniamo che la formula di addebito mediante RID bancario ( le bollette vengono pagate alla scadenza direttamente dalla banca) potrebbe risolvere il problema a garanzia dei pagamenti. Eliminando questo "odioso" deposito. Tale formula è già stata adottata da altri. Quanto poi al bollettino emesso in data 2020 è un errore grossolano che denota con quanta poca attenzione questi signori procedono. Siamo consapevoli che questi problemi non sono adeguatamente seguiti, dalle associazioni dei consumatori, e dai sindacati e la nostra redazione pone particolare attenzione nel denunciarli.
La redazione di NewSphera, tornerà presto ad occuparsi dell'argomento.

 

 

 

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