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Al di là del bene e del male

 
9978 - 03/03/2010 - trad. di Alex Sfera
QUASI LA METÀ DEI GIOVANI ITALIANI INTOLLERANTI O APERTAMENTE XENOFOBI


Il sondaggio, condotto dalla SWG istituto con un campione rappresentativo di duemila giovani dai 18 ai 29 anni, mostra che il 45,8 per cento di essi esprimono una forma di ostilità nei confronti degli stranieri o direttamente la xenofobia, mentre solo il 39,6 dice di essere "aperto" agli stranieri.

Tra i gruppi denominati "chiusi", SWG ne distingue tre: Il primo, che rappresenta il 15,3 per cento del totale, esprime per lo più una fobia "contro i rumeni, zingari, albanesi" ed è composto per lo più di donne (56 per cento).

Un secondo gruppo, più piccolo ma anche il più estremo incontra gli atteggiamenti apertamente razzisti con il 10,7 per cento dei giovani. Il terzo gruppo (20 per cento) riunisce gli "xenofobi", che esclude il ricorso alla violenza, ma vorrebbe gli stranieri lontani, preferibilmente fuori d'Italia. Sono per lo più ragazzi di vent'anni.

Rispondendo al sondaggio SWG, il Presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini ha invitato i suoi colleghi ad immaginare un modello di integrazione all’italiana e si è mostrato scettico sul sistema francese di «assimilazione e dunque di sradicamento totale, per il quale tu sei francese, italiano o tedesco solo se fai tua la lingua e l’identità del paese»..

La diffusione dello studio, condotto nel mese di ottobre, ha coinciso con l'uscita di giovedì del censimento del 2009 da parte dell'Istituto nazionale di statistica ISTAT, che descrive la presenza degli immigrati come "decisiva" per la crescente popolazione di Italia . Gli stranieri rappresentavano il 7,1 per cento dei 60 milioni e 387 mila abitanti della penisola il 1° gennaio.

Secondo Fini, le recenti tensioni tra immigrati sudamericani e nordafricani a Milano (Nord) mostrano che «non basta dare loro un alloggio. Bisogna ridurre i tempi per ottenere la nazionalità e dare loro la possibilità di votare alle elezioni locali senza essere italiani», ha dichiarato Fini. Ha anche invitato televisione e stampa scritta a smettere di stigmatizzare l’origine etnica dei delinquenti nelle loro rubriche di cronaca nera perché questo «accresce l’ignoranza e i pregiudizi».

Nella sua indagine, SWG sottolinea, sulla base di una scala di valutazione qualitativa, che i giovani italiani dicono che preferiscono cenare, nell’ordine, con una persona in difficoltà finanziarie, un Ebreo, un omosessuale e uno straniero non europeo. Sono più “freddi”, quando si tratta di mangiare con un musulmano. Ed escludono di cenare con un drogato o un rom (zingaro), di averli per vicini e peggio ancora che il loro figlio o figlia viva con uno di loro.

SWG disegna il profilo del giovane apertamente razzista: «bisogno di potenza, attitudine apertamente omofoba, spinte antisemite, convinzione che le donne siano inferiori e soprattutto rifiuto di tutto ciò che è diverso».

Secondo uno studio di SWG, esistono più di un migliaio di gruppi xenofobi sul social network Facebook Italia, di cui un centinaio anti-musulmani, 350 anti-immigrati, 300 anti-zingari e 400 contro i popoli del sud d'Italia.


Traduzione di Alex Sfera - Fonte: http://www.lesechos.fr/

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