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Al di là del bene e del male

 
9999 - 15/01/2010 - La Redazione
LA MANIFESTAZIONE DEL 30 MARZO


Roma - Il corteo dei manifestanti contro la privatizzazione dell'acqua, partito da piazza della Repubblica, si è poi diretto verso piazza Navona. Quando la testa del corteo è arrivata in piazza Navona, la coda si snodava ancora lungo via Cavour. Gli organizzatori affermano: "Siamo più di 150mila". Settemila secondo le stime della Questura (erano presenti comunque più persone rispetto alla manifestazione del Pdl, che s'è svolta lo stesso giorno a San Giovanni. N.d.R.) Affluenza da tutta Italia. Dal Nord e dal Sud. Per difendere un bene comune. "Il decreto Ronchi, approvato dal governo, non passerà". Lo affermano le maggiori associazioni ambientaliste, dal Wwf a Legambiente ma anche l'Arci, le Acli, le rappresentanze sindacali della Cgil, dei Cobas e degli altrisindacati di base.

All'evento hanno aderito anche: Rifondazione, Sinistra Ecologia e Libertà,Italia dei Valori e Verdi. Tutte le rappresentanze politiche sono rimaste in fondo al corteo, come richiesto dagli organizzatori.

Il Forum italiano dei movimenti per l'acqua - nato dalla fusione e dal coordinamento dei forum regionali per un servizio idrico pubblico - è stato la mente dell'organizzazione. Il merito è di quattro centri sociali romani: La Torre, Acrobax, il Forte Prenestino e il Volturno occupato.
Hanno funzionato molto meglio della raccolta presenze “prezzolata”, messa in atto dal Pdl a San Giovanni.

Il servizio idrico è il tema principale ma la piattaforma della manifestazione indica un orizzonte ben più ampio: la tutela dei beni comuni, della biodiversità, la lotta ai cambiamenti climatici, la democrazia partecipativa. I protagonisti sono loro, gli stessi del No B-day,  in prima linea contro la riforma Gelmini e a favore della libertà di stampa: studenti dell'Onda,  sindacati,  collettivi universitari, immigrati e il popolo Viola. Anche gli slogan e gli striscioni riprendono i temi dei diversi movimenti, uniti insieme per fare fronte compatto in nome di una grande battaglia civile, che non conosce frontiere culturali o ideologiche.

La Redazione di Newsphera


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