HOME PAGE        FOTOGALLERY     CONTATTI       VIDEO         ARCHIVIO        REGISTRATI         DOWNLOAD     COMMENTI       CHI SIAMO

                   A R E A   ISCRITTI

   E-mail  Password   

    
        16-11-2015. | THE NEWSPHERA BLOG
             SOMMARIO
  L'OPINIONE
  Politica
  Notizie dal mondo
  Arte e Cultura
  Economia e Finanza
  Tecnologia
  Salute e Benessere
  Costume e società
  Speciali e Inchieste
  Video
  Social Network
            RUBRICHE
  Malasanità
  Osservatorio Sociale
  Giustizia e Sicurezza
  Diritti Umani
  Guerre senza Pace
  Unione Europea
  Camera e Senato
  Istruzione
  Consumo Critico
  Media-Mente
  Ambiente
  Scienze
  Gossip 
  Cinema e Teatro
 

 

          NOVITÀ!

Download software free

Test ADSL
Misura gratuitamente la velocità del tuo sito

(c) speedtest-italy.com - Test ADSL

  Autori      

 

 

 

    

Al di là del bene e del male

 
9996 - 19/05/2010 - La Redazione
L'Aquila, il dramma del post-terremoto


Sarebbe ora che in cima alle agende mediatiche si riproponesse una riflessione seria sull'intero stato dell'arte del Sistema dell'informazione. Che è palesemente malato. E non rende conto della propaganda e della corruzione che infesta il paese. E a seguire, la notizia della riunione odierna dei consiglieri comunali aquilani, che si è svolta pacificamente a Piazza Navona vicino al Senato.

"Ieri mi ha telefonato l'impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky.
Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009.
Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno, causa terremoto.
Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata.
Ammutolisce.
Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi
di dovere, poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto.
Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un
paio di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio, mi sale il groppo alla gola.
Le dico che abitavo proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi. Ed io lo faccio.
Le racconto del centro militarizzato.
Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio.
Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati.
Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire.
Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire.
E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere.
Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i
contributi, anche se non lavoriamo.
Le racconto che pagheremo l'i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte e
ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti.
Anche per chi non ha più nulla. Che, a luglio, un terremotato con
uno stipendio lordo di 2.000 euro vedrà in busta paga 734 euro di
retribuzione netta. Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile.
Che lo stato non versa ai cittadini senza casa, che si gestiscono da
soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo contributo di 200 euro
mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto.
Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo.
Che io pago ,in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso
pagava per un appartamento in via Giulia, a Roma.
La sento respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri
costruiti a prezzi di residenze di lusso.
Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari
senz'anima. Senza neanche un giornalaio o un bar.
Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro
terra lontani chilometri e chilometri. Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo.
Le racconto di una città che muore e lei mi risponde, con la voce che le trema." Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non
potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi.
Dovete dirglielo, chiamate la stampa. Devono scriverlo."

Loro non scrivono... voi fate girare. Grazie


Chi ha girato la lettera alla Redazione si firma con nome e cognome. Non riteniamo rilevante comunicarne i dati, nel rispetto della privacy, regolata dalle norme relative alla riservatezza delle fonti, prevista dal codice deontologico dell'Ordine dei Giornalisti Riteniamo molto più essenziale invitare i principali media generalisti a non sottovalutare la puntuale copertura di quanto accade nel territorio aquilano, che ancora oggi convive con una situazione che definire problematica è eufemistica.
L'Aquila continua a farsi sentire: oggi a Roma consiglio comunale straordinario. Dichiarato stato di agitazione permanente. 24/06/2010 - da Il Capoluogo.it d'Abruzzo

Piazza Navona nero-verde per un evento di protesta pacifica straordinario: un consiglio comunale vicino alla sede del Senato. I consiglieri comunali dell'Aquila e il sindaco Massimo Cialente hanno intrapreso questa iniziativa forte con lo scopo di richiamare l'attenzione sui grandi problemi legati al post-sisma. Alla riunione hanno partecipato tutti i sindaci del Cratere, il presidente della Provincia dell'Aquila, Antonio Del Corvo e alcuni consiglieri provinciali. Presenti anche i parlamentari abruzzesi: Giovanni Lolli, Franco Marini, Luigi Lusi, Alfonso Mascitelli. Assente invece il presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, commissario per la ricostruzione, che "non ha potuto garantire la sua presenza - ha spiegato Cialente - ma è vicino a noi"

Tre le richieste fondamentali del consiglio comunale: proroga della detassazione, zona franca urbana e tassa di scopo per la ricostruzione, ma l'obiettivo concreto della riunione, come annunciato dal presidente del consiglio comunale dell’Aquila, Carlo Benedetti, il giorno della vigilia, è la proclamazione di uno stato di agitazione permanente della città dell’Aquila. "Una tassa di scopo - ha spiegato Cialente - permetterebbe di avere denaro costante: non chiediamo cifre iperboliche ma un flusso continuo di risorse". Quanto alla zona franca "fu creata dopo il terremoto del 1703 - ha rilevato il sindaco - E' possibile che andiamo indietro rispetto a 300 anni fa?"

Alcuni partecipanti hanno esibito cartelli di protesta. "Come sta l'Aquila? - si legge in uno dei cartelli che riporta una vignetta con medico e paziente - E' ancora un po' intontita - risponde il dottore - ma se si sveglia si incazza". In un altro cartello c'é l'epitaffio per la città dell'Aquila listato a lutto. In Piazza Navona è anche arrivata una carriola con delle piccole scatole della dimensione di un mattone su cui c'é scritto "cricca": un simbolo della mancata ricostruzione e un evidente riferimento all'inchiesta sugli appalti per la Grandi Opere.

"Ci sentiamo come il condannato nel braccio della morte - ha sottolineato Massimo Cialente - In questo momento abbiamo bisogno di una spinta e di aspettative per la ricostruzione e invece ci viene detto: 'Non adesso' e ci viene prospettato un nuovo rinvio di sei mesi. Sembra uno di quei film americani in cui la corte federale rinvia di sei mesi un'esecuzione capitale". "Restituire in cinque anni - ha aggiunto - le tasse che non abbiamo pagato per le nostre famiglie è come avere un mutuo da pagare da 250 milioni. Inoltre abbiamo ancora 32 mila sfollati senza case".

"Ora è arrivata anche la tegola Inps - ha aggiunto - Abbiamo ricevuto una circolare dell'istituto che chiede il versamento di sei mesi di contributi non pagati in virtù della sospensione scattata dopo il terremoto. E li chiede entro luglio in un'unica soluzione". In base alle proiezioni effettuate dai sindacati, ha aggiunto Cialente, "su una busta paga da 2 mila euro questo significa circa 200 euro". Il primo cittadino ha anche detto di aver cercato "il governo e il presidente dell'Inps Mastrapasqua, per avere chiarimenti. Ma quest'ultimo mi ha detto che non ne sapeva niente e che adesso ci si attiverà per una sospensione.

"Appare opportuno non limitare la defiscalizzazione alle sole “partite iva” che ovviamente ne hanno una indiscutibile necessità - ha aggiunto il consigliere comunale Pierluigi Tancredi - ma allargarla ancora ai cittadini che vivono di stipendi e salari per consentire ad essi una maggiore capacità di spesa, unico volano per un concreto inizio di ripresa economica. La richiesta che oggi viene forte dal popolo aquilano è quella di non essere lasciati soli. Vogliamo sentirci parte non marginale e fastidiosa di uno Stato civile e solidale. Oggi abbiamo la necessità di iniziare la ricostruzione vera. Gli aquilani attualmente vivono in case provvisorie, confortevoli sì, ma pur sempre provvisorie. I nostri figli studiano in scuole provvisorie e molti operano in posti di lavoro provvisori."

Poi Cialente ha toccato il tema della ricostruzione, che, secondo il primo cittadino "non può essere affidata alla Protezione Civile " "La Protezione Civile - ha argomentato - ci dice: 'ci sono nove miliardi'. Ma perché si chiede il sindaco a questa domanda deve rispondere la Protezione Civile? La ricostruzione spetta al Governo e agli Enti Locali". "Prima sentivamo il governo con noi, il Paese con noi - ha aggiunto - ora non sentiamo più il governo dietro di noi - La ricostruzione è completamente bloccata: se hanno deciso di non ricostruire ce lo dicano". Cialente ha quindi ribadito che il nodo centrale è la "mancanza di soldi" e per questo "si sta bloccando anche la ricostruzione di edifici strategici, come la Questura".

Momenti di tensione si sono registrati durante l'intervento del senatore del Pdl Filippo Piccone che è stato fischiato ed interrotto dagli aquilani . "Il sindaco dell'Aquila Cialente è un incapace - ha detto - l'Aquila ha due miliardi a disposizione, ma non è in grado di espletare le pratiche per utilizzarli" poi ha lasciato il Consiglio comunale. Alla domanda se i fischi a lui rivolti derivino dal fatto che è un esponente del Pdl e oggi, indirettamente, rappresentava anche il Governo, Piccone ha risposto "probabilmente sì"." E' stato uno spettacolo che non fa onore al centrosinistra all'interno del quale pure militano esponenti come il presidente Marini e l'onorevole Lolli, che sanno ben distinguere lo scontro politico dalla necessaria cooperazione istituzionale in un momento di difficoltà - ha aggiunto - Se c'è un problema che ostacola la ricostruzione nella città dell'Aquila esso si chiama Massimo Cialente. Non è possibile che la stessa persona un giorno vesta i panni istituzionali del Dottor Jekyll - vicecommissario di governo e venga a Roma a ringraziare l'esecutivo per quanto sta facendo, e il giorno dopo si trasformi in agitatore - Mister Hyde fomentando frange di popolazione e speculando cinicamente sul comprensibile e inevitabile disagio dei cittadini terremotati, dovuto peraltro all'incapacità dello stesso sindaco. Finora abbiamo compreso le difficoltà della macchina comunale dell'Aquila nel far fronte con la dovuta tempestività agli adempimenti della ricostruzione. Non vorremmo essere costretti a sospettare che dietro i ritardi imputabili al Comune si celi una strisciante volontà di rallentare le operazioni messe in atto dal governo che invece - conclude Piccone - non ha mai fatto venir meno il suo sostegno e la sua vicinanza nei confronti della città dell'Aquila".

Dura la replica di Cialente: "Sono un incapace? Va bene, voglio dire che è vero. Allora ci commissarino e mandino un commissario dal ministero dell'Economia: li trovi lui i soldi che servono. 

 

 

      Vedi altri articoli dello stesso autore
 



Aggiungi a elenco articoli preferiti

                                              Home   webmaster  Contatti    Registrati 

Copyright © Tecnologie Aperte 2003  http://www.newsphera.it