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Al di là del bene e del male

 
9975 - 29/06/2010 - La Redazione
Femministe e escort</font><br><font size="2" face="Tahoma" color="#000000">Insieme nel combattere per ridare libertà e dignità alle donne.<br>Cristina Comencini nel video che presenta lo spettacolo 'Libere'</font>



E hanno dato vita ad una generazione incapace di comprendere gli aspetti positivi dietro agli sforzi intrapresi da quella precedente. A rialzare la testa, armate di autocritica ma anche di grinta da export, un gruppo di donne - battezzato Di Nuovo e formato da intellettuali e precarie, scrittrici e giornaliste, poetesse e casalinghe, 'madri e mogli ma non solo' – stanche di provare a raccapezzarsi in una società che offre loro sol modelli femminili avvilenti, che puntano sul sempiterno potere seduttivo del gentil sesso, e relegano ancora in buona parte le aspirazioni di quelle che vorrebbero incidere più a fondo nelle trasformazioni del costume italiano, che ultimamente s’è impoverito parecchio, quando non involgarito del tutto.

Non si rassegnano all’equivoco colossale che si sta creando nelle giovani generazioni, a cui si sta vendendo un immagine di donna spregiudicata e senza pudore per una eroina liberale, che riscatta secoli di sottomissione alla volontà maschile. Ma questa è una battaglia che, semmai, avrebbe un qualche tipo di senso in un paese del Medio Oriente non ancora secolarizzato, laddove la femminilità è stata costantemente mortificata da regole imposte dagli uomini per controllare l'arte di sedurre. 

E non in un paese come l’Italia, dove il corpo femminile è largamente strumentalizzato per proporre modelli che suggeriscono una donna i cui massimi obiettivi non siano altro che sfondare come show girl o impalmare l’uomo di successo. Ignorando conquiste civili acquisite nel passato che nel tempo potremmo non essere più in grado di trasmettere alle future generazioni come patrimonio civile .

IL DOCUMENTO (.pdf)
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"In Italia c'è il tasso di lavoro femminile più basso d'Europa. Le donne vengono pagate a parità di mansioni e preparazione meno degli uomini. La televisione pubblica italiana espone il corpo delle donne come non accade in nessun altro Paese europeo. Le donne non hanno nessun aiuto per scegliere di avere un bambino. Nessun governo italiano ha mai fatto una politica per le donne". Lo sguardo di Cristina Comencini fissa la telecamera nello spot che promuove il suo ultimo lavoro teatrale 'Libere', regia della sorella Francesca, con Isabella Ragonese e Lunetta Savino impegnate in una discussione sul femminismo.

Due generazioni si interrogano, anche per capire cos'è che non ha funzionato. Lo spettacolo verrà presentato il 2 luglio all'Accademia della danza di Roma. L'occasione servirà a far conoscere il documento e lanciare la campagna di adesioni su scala nazionale. "Non per fondare un partito delle donne - precisa la Comencini - ma un movimento capace di influenzare le scelte dei partiti". Con lei ci sono, tra i nomi più conosciuti, Maria Serena Sapegno, Licia Conte, Iaia Caputo, Sara Ventroni, Anna Maria Mori, Francesca Izzo, Anna Maria Riviello e la protagonista della pièce, Savino.

GUARDA LO SPOT 2


Cristina Comencini presenta il suo 'Libere', atto unico con Isabella Ragonese e Lunetta Savino, in scena all'Accademia della danza di Roma venerdì 2 luglio. Un dialogo intorno ai temi del femminismo con due generazioni a confronto. Dopo lo spettacolo, l'incontro organizzato dal collettivo Di Nuovo per presentare e discutere il documento stilato dal gruppo per cambiare il ruolo e l'immagine della donna in Italia. L'occasione servirà a far conoscere il documento e lanciare la campagna di adesioni su scala nazionale. "Non per fondare un partito delle donne - precisa la Comencini - ma un movimento capace di influenzare le scelte dei partiti". Con lei ci sono, tra i nomi più conosciuti, Maria Serena Sapegno, Licia Conte, Iaia Caputo, Sara Ventroni, Anna Maria Mori, Francesca Izzo, Anna Maria Riviello e la protagonista della pièce, Savino.

"La nostra voce fatica a farsi sentire - spiega Francesca Izzo, 60 anni, femminista della prima ora, un tempo coordinatrice donne Ds - perché siamo tante, ma non siamo organizzate. Esistono associazioni e realtà sparse, forze e intelligenze, che non riescono ad affermarsi come punto vista autorevole proprio perché frammentate. Per questo vogliamo metterle in Rete e creare una grande associazione, un movimento riconoscibile in grado di incidere nelle scelte, contare. Per parlare alle donne useremo anche il teatro che, come il documentario o la letteratura, arriva al grande pubblico e alle coscienze. Poi ci saranno gli incontri, nelle università speriamo, nelle scuole, nei quartieri". Raccogliere il pulviscolo di indignazione e trasformarlo in vento di rinnovamento della cultura e della società contro i miasmi di quello che a suo tempo la moglie del premier chiamò "ciarpame senza pudore".

 

La Redazione


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