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Al di là del bene e del male

 
9974 - 28/08/2010 - di Scarlet Rose
Alzati da qua, vattene, questa è proprietà privata



Andare avanti e indietro lungo la battigia per tutta la mattinata non è uno scherzo, specie se intorno a te, mentre avanzi sotto il sole che cuoce la pelle, tutti intorno ridono, scherzano, o si tuffano in acqua per trovar conforto dalla calura estiva. Le ore passano mentre il sole sale sempre più in alto, e ad una cert’ora le gambe son diventate di legno, e la testa sotto il berretto è cotta. Dev’essersi sentito così, il giovane venditore ambulante bengalese quando ha pensato di riprender fiato per un attimo sedendosi su di una sdraio, sotto un ombrellone dello stabilimento balneare Golden Beach.


E’ a questo punto che una combriccola di bambini gli si è avvicinata: cinque ragazzi sui 10-11 anni, che in gruppo devono essersi sentiti particolarmente arditi. Perché lo hanno attorniato e gli hanno ‘intimato’ di andarsene, prendendo a calci la sdraio su cui si era seduto. "Alzati da qua, vattene, questa è proprietà privata" gli hanno detto i piccoli difensori del territorio. Il bengalese non ha raccolto le provocazioni, anche perché deve aver considerato il sole come un nemico molto più spietato dell’aria fritta che andava sfiatando dalle bocche acerbe dei giovani vigilantes, e allora saggiamente, ha optato per fare l’indiano, anche perché – detto fra noi – ne aveva titolo.


Ma l’arroganza dei ragazzi oramai era partita, le briglie s’erano allentate, e la mancata reazione ha fatto intravedere alle giovani iene la possibilità d’incassare una vittoria. Di qui, il rilancio: "Amigo vattene, vai a vendere fuori da qua. Questa roba l’hai rubata". Forse hanno pensato che fosse di origini marocchine: avrebbe almeno avuto un senso “l’amigo” usato in tono dispregiativo. Ma il giovane del Bangladesh (vicino l'India), arrivando da tutt’altro luogo non ha potuto comprendere il messaggio a sfondo razzista. L’extracomunitario rimaneva in silenzio, cercando di riposare. Li ha trattati per quelli che erano: mocciosi ignoranti, e allora la frustrazione dell’allegra banda è andata in crescendo.


Agli insulti sono seguiti i calci dietro la sdraio, che lo hanno colpito alla schiena. Immaginate la scena. Triste. E pensare che nel frattempo c’era un gruppo di adulti, clienti dello stabilimento, che osservavano tutta la sequenza, a qualche ombrellone più in là. E ridevano… rimanevano divertiti del comportamento arrogante dei pargoli, che manifestavano d’aver già appreso bene la lezione sulla difesa della proprietà privata. Un po’ meno quella sull’umanità. Ma forse il maestro che avrebbe dovuto impartire quest’ultima qui non è mai arrivato. A nessuno degli ‘spettatori’ presenti, per altro, è venuto in mente d’intervenire, magari anche solo per ‘fare la mossa’, per manifestare nelle intenzioni un minimo di civiltà. Niente.

Sarà stato il caldo, ad aver stroncato qualsiasi reazione alla maleducazione infantile. L’adulto dei villeggianti, da quelle parti, è ormai in vacanza, con la mente ancora a mollo, a trastullarsi tra le onde fresche del mare. Ancora inzuppata e stesa ad asciugare al sole. È il nuovo umanesimo balneare, da portare in vacanza, da esibire quando siamo in trasferta. Il senso civico è smarrito tra le chiacchiere pigre del giorno e l’atmosfera festaiola della sera… e poi probabilmente, tra pochi giorni anche per questi adulti sarà tempo di ritornare al grigiore del lavoro, ai soprusi da ricevere dai superiori, o da impartire ai sottoposti. Sarà la stanchezza che li avvolgerà di nuovo, data dai ritmi disumani di un lavoro da dimenticare, dal portare tutti i giorni a scuola le piccole iene di cui sopra.

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