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Al di là del bene e del male

 
9998 - 18/10/2010 - di Alex Sfera
Terzigno: esplode la rabbia dei residenti


(Nella foto 2 autocompattatori ritrovati bruciati). E' uno strano governo, quello che chiede ai propri cittadini di abdicare alla loro salute in nome delle regole. Su tutto il dramma pesa il  silenzio dei principali media sui motivi che hanno portato a questo scenario angosciante. Dagli  studi del  TG di La7 Enrico Mentana ricorda che stavolta le immagini mediatiche non stanno esagerando l'escalation d'insofferenza che emerge dalle proteste in  corso.  Tra dichiarazioni e lettere il sottosegretario Guido Bertolaso continua a premere perché la discarica s'ha da fare.

 

L'uomo del'emergenza dice che è prevista dalla legge. Nel frattempo il Presidente del Consiglio si nasconde dietro un dito... quello del ministro delle Finanze “Verrò non appena Tremonti mi darà i soldi per risolvere l’emergenza”, ha lasciato detto il Premier. Cioè per le calende greche.

Se Maometto non va alla montagna... i sindaci dell'area vesuviana e i cittadini dei comitati di Terzigno, Boscoreale, Trecase e Boscotrecase sono pronti per marciare verso Roma. L'obiettivo è andare a farsi sentire sotto le finestre di palazzo Chigi. Perché le famiglie non ce la fanno più ad essere appestate dalla puzza di "monnezza" proveniente dalla prima cava già attiva, quella di Sari. Il sindaco di Terzigno,
Domenico Auricchio (Pdl), rende noto che nelle scorse settimane Berlusconi aveva promesso di recarsi in loco per studiare nuove soluzioni, ed i primi cittadini, molti dei quali esponenti del centrodestra, avevano temporeggiato.

Ma il tempo passa, e il disagio della popolazione si fa sempre più pressante. La gente presidia gli accessi alla discarica ed aumentano i roghi appiccati ai mezzi che tentano di entrare in discarica per sversare i rifiuti. Tre giorni fa un 18enne di Boscoreale è stato arrestato con l’accusa di aver incendiato un autocompattatore. Altri cinque sono stati bruciati e due danneggiati da gruppi di dimostranti nella notte di sabato.

La situazione è tesa. I sindaci di Boscoreale e Terzigno,
Gennaro Langella e Domenico Auricchio, sono stati convocati dal prefetto di Napoli, Andrea De Martino. Mentre il sindaco di Quarto, Sauro Secone, è pronto a dimettersi per protestare contro il silenzio delle istituzioni di fronte alle sue denunce su continui danneggiamenti che subiscono i mezzi della ‘Quarto Multiservizi’, la municipalizzata che smaltisce i rifiuti. E lamenta che nessuno alla regione Campania ha dato ascolto alla richiesta di una turnazione equa dei comuni conferente a Terzigno.


"Gettiamo la spugna - ammette il Sindaco Secone - adesso la raccolta dei rifiuti a Quarto la faccia direttamente la regione accollandosi però tutte le responsabilità politiche”.

 

E non è il fuoco, non è il contrasto risoluto, l'elemento assurdo. c'è qualche altra cosa che lo è infinitamente di più. Lo senti nella voce grossa, alzata dai genitori di Terzigno, che si dicono pronti ad una lotta senza quartiere pur di difendere i propri bambini da un domani di dolore: lacrime per loro e malattie per i propri figli, di quelle che non lasciano scampo, come i carcinoma e le leucemie.

Le madri e i padri di Terzigno sanno che le istituzioni non hanno mai avuto rispetto per loro, e allora anziché invocare il legittimo diritto a vivere in salute sulla propria terra, un diritto liquidato dalle regole inique di chi comanda, tentano di lanciare un ultimo grido. Appellandosi alla speranza che a qualcuno in alto sia rimasto un barlume di umanità. E urlano con la forza della disperazione il dovere di un genitore di dover salvaguardare ad ogni costo la salute dei propri figli.

 

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