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Al di là del bene e del male

 
9997 - 23/10/2010 - di Alex Sfera
La TV italiana, specchio distorto della realtà


Poi ci sono i professionisti, che grazie ad avvocati e commercialisti di fiducia riescono a trovare una miriade di leggi e leggine, che gli consentono di navigare nella burocrazia della società, ottimizzare le risorse e - laddove si può (cioè spesso) - aggirare gli ostacoli. A differenza dei più sprovveduti, che invece non accedono a sconti di sorta nella vita.

In terza posizione arriva il sistema dell'informazione... ma su questo punto si dirà più avanti. Al penultimo posto troviamo i politici che esprimono non già il volere del popolo, come erroneamente pensa talvolta la massa, bensì la volontà dei potentati economici: multinazionali, lobby di armi, club vari di riccastri, che tra una coppa di champagne e una escort realizzano lucrosi affari e nel frattempo si godono la vita. In tal caso i tradizionali dogwatcher, i mastini che vigilano su ciò che combina il potere diventano i domestici del potere stesso. Fidati, abili manipolatori del dico-non dico. Con il sotto-testo che recita: e se anche te lo dico, lo farò in modo così contorto e lacunoso, che alla fine sarai più confuso di prima.  

"C'hanno saputo fà", pensa con il basso ventre una buona parte del popolino, che scorge nella razza umana nient'altro che il profilo di una delle tante specie animali esistenti sulla terra, ed alla fine ha accettato la logica di Darwin suggerita dall'alto, dove si teme la sovrappopolazione come la peste. Mentre l'altra sponda avverte come un senso di nausea, quando riflette sugli anni luce che separano la brama dell'avere con il desiderio d'essere, e su quanto il benessere attuale stia tutto concentrato nel poter trovare il punto d'equilibrio tra le due dimensioni. E la direzione (storta) verso cui gira il mondo non aiuta neanche un po'.

Ma ritorniamo a parlare dei professionisti dell'informazione, i quali a loro volta si dividono in due grandi tronconi: da un lato ci sono i Giornalisti (con la G maiuscola), quelli ad es. come
Lucio Musolino (1), i quali si sforzano di raccontare anche le dinamiche sociali (e antisociali) più rischiose, e trovano resistenze che neanche nelle sabbie mobili della jungla africana. A fianco (un po' più in basso) c'è un'altra razza. Coincide con quella cui si riferiva ieri sera il noto padrone di casa del bianco talk show di Rai Uno, potente dignitario di corte ben sistemato in seconda serata.

Il dottor Bruno Vespa era collegato con la madre (accanto, anche la sorella) di Alessio Burtone, il ventenne che, dopo aver avuto un diverbio durante la fila alla stazione Anagnina (Roma) con l'infermiera romena Maricica Hahaianu, ha colpito la donna con un pugno causandone prima la brusca caduta in terra, poi lo stato di coma, e infine il decesso. Il conduttore di Porta a Porta, in un singulto d'umanità, si è rivolto alle due donne con sguardo colmo di misericordia, ed ha fatto presente che Maricica lascia marito e il figlio di appena tre anni. Poi esprime una riflessione: "Vede signora quando accadono simili fatti, noi giornalisti siamo soliti avventarci come avvoltoi sulla preda, salvo poi, quando l'evento è stato sviscerato in ogni sua piega, voltar pagina e concentrarci su di una nuova vicenda". Nel frattempo sul suo volto si era dipinta un'espressione simile a quella di un fedele appena entrato in chiesa. Contrizione profonda, e sguardo da peccatore consapevole. 

Segue un momento intenso, dedicato allo screening della situazione (la dott.ssa Bruzzone docet), poi prosegue sottolineando come sulla scena del  misfatto rimangano poi i superstiti. E la vita di chi sopravvive a queste sciagurate storie spesso viene lacerata irreversibilmente. Ecco perché - suggerisce Vespa - sarebbe in qualche modo un atto moralmente dovuto quello di prendersi cura del bambino, anche dopo che i riflettori mediatici si saranno spenti. Madre e e figlia (quest'ultima con sguardo a mezza strada tra l'assente e l'ultimo giustiziere) annuiscono laconicamente.

E' un'opinione piuttosto triste quella che Vespa nutre per la categoria cui appartiene. Certamente sulla sua sentenza, che si abbatte come una scure implacabile sull'intero settore pesa soprattutto il genere cui il salottiero artigiano della notizia si è dedicato con devozione durante gli ultimi anni. In buona sostanza, tra il caso di Cogne (Franzoni), quello di Erba (Rosa e Olindo), e la follia di Erika ed Omar, Porta a Porta non se n'è perso uno, di racconto macabro. Ha affrontato la peggiore cronaca nera che il paese annovera nelle sue historie. Molti gli esperti del crimine che sono transitati sulle candide poltrone della "sua" trasmissione. (segue nella pagina successiva...)

 

____o°O°o____

 

 1. Fino a qualche giorno fa Musolino era cronista di giudiziaria al giornale Calabria Ora. Poi, invitato ad Anno Zero per raccontare di una molotov lasciata da qualcuno davanti la sua abitazione, una volta ritornato in sede è stato licenziato dal neo-direttore Sansonetti (ottimo equilibrista circense). Stavolta però c'è l'happy end : invitato di nuovo da Santoro, Musolino è stato assunto "al volo", in diretta, da Enrico Mentana (dal 2 luglio direttore e anchorman del TG di la7) che era ospite in trasmissione: "Sei libero? Allora ti prendo io", le  parole del conduttore che hanno siglato l'accordo. Applauso generale (e liberatorio) del pubblico in sala. 

 

 

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