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Al di là del bene e del male

 
9996 - 28/10/2010 - di Alex Sfera
Speciale Terzigno: un paese disperato


Lo scorso 23 ottobre, un articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano titolava: A Terzigno un poliziotto con i manifestanti. “La seconda discarica è illegale e criminale”. E' un attacco molto forte che richiama alla mente antichi echi rivoluzionari. Quando le guardie dell'esercito francese, costituito soprattutto dai figli del popolo (a differenza del corpo di guardia del Re, composto esclusivamente da nobili), gettava la divisa e si univa ai "sudditi" che lottavano per i loro diritti contro un'aristocrazia cinica e arrogante.

Quello che è accaduto nelle ultime settimane - frutto di un'escalation di prepotenza che origina da lontano, a cui i meridionali sono da troppo tempo assuefatti, grazie ad un'indifferenza istituzionale degna di un paese del terzo mondo - non può non aver scosso le coscienze dell'intero paese. Anche di quelli che la testa non l'alzano mai, anche di quelli che si fan sempre i fatti loro. Perché fino a che si parla ad un onore che non c'è più - o che forse è sempre stato male interpretato, in parte, specie da un certo tipo di (mala)cultura meridionale, c'è caso che non si venga ascoltati.

Finché si tenta di parlare ad una sensibilità giuridica inesistente, o per lo meno vicina allo zero e quindi pressoché irrisoria rispetto ai numeri di un territorio, forse è probabile che nessuno raccoglierà l'urlo di disperazione che viene vomitato dalla pancia dei "sudditi". Finché ci si appella al senso di dignità e al rispetto verso sé stessi, in una realtà che ti ha sempre trattato come un randagio anziché come essere umano, allora la rassegnazione e la morte della speranza restituiranno la risposta di abitanti simili a fantasmi, incapaci di reagire alla violenza strisciante, inoculata quotidianamente come un morbo nelle coscienze della gente, per anestetizzare la volontà di reagire. La droga che dilaga serve anche a questo: a cercare il paradiso in terra, quando la terra è già un inferno.

Quando non sei stato mai trattato con rispetto, quando non ti sei abbeverato alla fonte della serenità ma hai dovuto fin da piccolo azzannare per non essere azzannato... beh, è allora che la capacità di essere solidali con l'Altro è veramente un'orizzonte inimmaginabile e sconosciuto. Quando tutto intorno a te da poco valore alla tua anima, va a finire che ti convinci che è vero.
A quel punto, tutto dentro di te è stato annientato.

È forse la pulizia amorale delle anime tribolate da parte del popolo dell'Amore? A tutto ci si abitua... Ma quando vedi che il respiro del tuo bambino si fa difficile, affannato, e senti il fetore dei miasmi penetrare dentro i tuoi polmoni, e capisci che è lo stesso veleno che s'insinuerà nel corpo dei tuoi affetti più cari... allora non è più lo spirito dei valori, a prendere la parola per dire la sua. E' l'istinto della sopravvivenza. Che in una persona sana di mente vince qualsiasi paura, travolge ogni ostacolo, e... lotta. Lotta perché la vita è "il" valore: che non ha bisogno di pensieri, non cerca la benché minima motivazione, non vuole giustificazioni. C'è e basta. E si fa largo come può tra l'egoismo dell'essere umano.

Ritorniamo al poliziotto incontrato all'inizio di queste righe, passato dalla parte dei manifestanti, in prima linea al fianco dei comitati civici contro l’apertura della seconda discarica nel Parco Nazionale del Vesuvio. Uno che non ce l'ha fatta ad assistere senza sdegno "all’uso sproporzionato della forza" da parte dei colleghi. L’agente anti-discarica Francesco Paolo Oreste, 37 anni, in polizia dal 1997, lavora nei servizi investigativi e di polizia giudiziaria del commissariato di Pompei. Da due anni e mezzo è consigliere comunale del Pd a Boscoreale. Ha fondato un’associazione, ‘Eureka’, che organizza iniziative culturali e presentazioni di libri.

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