HOME PAGE        FOTOGALLERY     CONTATTI       VIDEO         ARCHIVIO        REGISTRATI         DOWNLOAD     COMMENTI       CHI SIAMO

                   A R E A   ISCRITTI

   E-mail  Password   

    
        16-11-2015. | THE NEWSPHERA BLOG
             SOMMARIO
  L'OPINIONE
  Politica
  Notizie dal mondo
  Arte e Cultura
  Economia e Finanza
  Tecnologia
  Salute e Benessere
  Costume e società
  Speciali e Inchieste
  Video
  Social Network
            RUBRICHE
  Malasanità
  Osservatorio Sociale
  Giustizia e Sicurezza
  Diritti Umani
  Guerre senza Pace
  Unione Europea
  Camera e Senato
  Istruzione
  Consumo Critico
  Media-Mente
  Ambiente
  Scienze
  Gossip 
  Cinema e Teatro
 

 

          NOVITÀ!

Download software free

Test ADSL
Misura gratuitamente la velocità del tuo sito

(c) speedtest-italy.com - Test ADSL

  Autori      

 

 

 

    

Al di là del bene e del male

 
9994 - 05/11/2010 - Alex Sfera
Il problema Mr. B... deriva dalla legge Mammì!


 

Esperto di informatica e telefonia tra i più quotati nell'ambito del settore, Genchi incrociava i tabulati delle telefonate in processi di grande importanza, che hanno rivelato il rapporto tra la mafia e il complesso giuridico-economico-politico della seconda Repubblica Italiana (1). E quindi ha dovuto incorporare un andatura molto cauta nel proprio modus comunicandi.

 

Ad ogni buon conto, nell'ultima puntata di Exit - Uscita di sicurezza, andata in onda il 3 novembre su La7 e condotta da Ilaria D'Amico, Genchi rammenta ai presenti una legge particolarmente emblematica per l'intero sistema mediatico italiano: la n. 223 del 6 agosto 1990. La legge, più conosciuta con il nome del primo firmatario, l'allora ministro delle poste e telecomunicazioni repubblicano Oscar Mammì (2), ha rappresentato la libera uscita per tutti gli avventurieri dell'etere dell'epoca, in tal senso una vera e propria pietra miliare. Oppure - per i suoi detrattori - una pietra "tombale" per quello che era l'equilibrio del settore. Era la prima legge organica che avrebbe dovuto disciplinare il sistema radiotelevisivo pubblico e privato, che fin dagli anni '70 era alquanto lacunoso: presentava diverse voragini normative, ed era alla mercé dei più scaltri.

La legge attuava la
direttiva comunitaria 552 del 1989 della Comunità Economica Europea dal titolo "Televisione senza frontiere", la quale si preoccupava di dare una legislazione minima di base a tutti i Paesi membri dell'UE. La precedente legge (legge n. 10 del 4 febbraio 1985) fu dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale in quanto permetteva alle emittenti locali, attraverso il meccanismo della syndication, di trasmettere a livello nazionale.

La Legge è divisa in 5 titoli e 41 articoli.
Fondamentale è il Titolo I, che fissa due principi di carattere generale, ma che richiamano dei valori costituzionali:

* L'art. 1 stabilisce che la diffusione di programmi radiofonici o televisivi, realizzata con qualsiasi mezzo tecnico, ha carattere di preminente interesse generale.

* L'art. 2 fa esplicito riferimento al pluralismo dell'informazione, considerato il principio più importante nei mezzi di comunicazione di massa.

 • Pluralismo interno: l'espressione apertura alle diverse opinioni, tendenze politiche, sociali, culturali e religiose è un richiamo a una sentenza della Corte del 1988 (n. 826), in cui si definiva il pluralismo come la concreta possibilità di scelta tra programmi che garantiscano l'espressione di tendenze aventi caratteri eterogenei. 

• Pluralismo esterno: corrisponde alla possibilità di ingresso nel mercato di diversi players. Per la legge esso si realizza con il concorso di soggetti pubblici e privati. Il pluralismo esterno ha i suoi fondamenti costituzionali negli artt. 21 e 41 Cost. (libertà di manifestazione del pensiero e libertà di iniziativa economica). La Corte Costituzionale, sempre nella sentenza n. 826/88, ha fornito questa definizione: possibilità di ingresso, nell'ambito dell'emittenza pubblica e di quella privata, di quante più voci consentano i mezzi tecnici, con la concreta possibilità nell'emittenza privata che i soggetti portatori di opinioni diverse possano esprimersi senza il pericolo di essere emarginati a causa dei processi di concentrazione delle risorse tecniche ed economiche nelle mani di uno o pochi. (continua nella pagina successiva...)

 

____o°O°o____

 

1. Genchi dichiara che dall'analisi di quei tabulati emergono prove schiaccianti contro specifici procuratori della Repubblica, che di lì a breve avrebbero dovuto sostenere il ruolo di pm nell'ambito di un processo che vedeva imputati uomini appartenenti a Cosa Nostra, mentre da quegli stessi tabulati verrebbero fuori delle telefonate in cui risultava che procuratori e mafiosi prendessero abitualmente accordi per andare a cena insieme. Il 13 marzo 2009 i carabinieri del Ros su mandato della procura di Roma sequestrano il cosiddetto "archivio segreto" di Genchi, cioè i computer con i dati raccolti da Genchi per il suo lavoro di consulenza a diversi magistrati. Il Tribunale del Riesame ha annullato il sequestro e la perquisizione dei tabulati telefonici spiegando che i reati contestati erano inesistenti. La Procura di Roma comunque non ha mai restituito i tabulati a Genchi.

 

2. Oscar Mammì (Roma, 25 ottobre 1926) è un esponente del Partito Repubblicano Italiano (P.R.I.). Ministro delle Poste e delle Telecomunicazioni dal 1987 al 1991, al suo nome è legata la prima legge organica sull'emittenza radiotelevisiva, comprensiva della disciplina sulla pubblicità, sui "tetti" antitrust e sugli "incroci" con l'editoria tradizionale. È stato deputato dalla quinta alla decima legislatura.

 

pagina 1 - 2 - 3

 

Commenta l'articolo>>> 

 

 

      Vedi altri articoli dello stesso autore
 



Aggiungi a elenco articoli preferiti

                                              Home   webmaster  Contatti    Registrati 

Copyright © Tecnologie Aperte 2003  http://www.newsphera.it