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Al di là del bene e del male

 
9955 - 12/11/2010 - Pitch Black
Obama: India e Indonesia, modelli democratici (?)


Per il quale, evidentemente, il silenzio invece va bene quando altrettanto scioccanti violazioni dei diritti umani vengono commesse da sedicenti democrazie amiche di Washington.

Il 'democratico' governo indiano, divenuto alleato regionale strategico degli Stati Uniti, può massacrare contadini adivàsi e bruciare i loro villaggi per sloggiarli dalle loro terre, date in sfruttamento a compagnie minerarie straniere, può torturare e uccidere attivisti contadini o giovani kashmiri, e può aprire il fuoco su chiunque protesti contro queste violenze. In Indonesia, Obama ha addirittura indicato il governo di Giacarta come ''un modello per il mondo'' per come un paese in via di sviluppo è riuscito a diventare ''una democrazia tollerante delle diversità''.

Una tolleranza che i governanti indonesiani, da sempre amici degli Stati Uniti, hanno dimostrato con i massacri compiuti a Timor Est, con i crimini e le torture commesse fino a pochi anni fa contro la popolazione islamica della provincia di Aceh, colpevole di opporsi allo sfruttamento del loro territorio da parte delle compagnie petrolifere straniere, e quelli che continuano a commettere contro la popolazione aborigena della provincia di Papua, che lotta per lo stesso motivo.

E' di pochi giorni fa lo scandalo internazionale scoppiato dopo la diffusione, da parte di AlJazeera English, di uno scioccante VIDEO (ATTENZIONE: sono immagini forti, se ne sconsiglia la visione a chi è facilmente impressionabile
*) che mostra le torture inflitte dai democratici e tolleranti soldati indonesiani ai papuani: un vero modello per il mondo, secondo Obama. Nonostante la settimana precedente al viaggio verso il sud est asiatico l'Ong Survival avesse recapitato al Presidente Usa il famigerato video, con cui chiedeva di sospendere l’appoggio dell’esercito degli Stati Uniti a Jakarta fino a quando le sue forze non avrebbero cessato di uccidere e torturare i popoli del Papua Occidentale.

Ciò accadeva dopo che il governo indonesiano aveva già ammesso la responsabilità dei propri militari. Il video riprende dei soldati dell'esercito indonesiano mentre torturano ed uccidono un anziano indigeno, catturato insieme ad un uomo più giovane. Le sequenze hanno già navigato in lungo e in largo nel mare magnum della Rete, e portato alla richiesta corale di un’indagine indipendente. Secondo gli analisti il fatto è stato ripreso da uno dei due soldati con il telefono cellulare, come “trofeo”, e viene datato intorno allo scorso maggio, nella regione degli altipiani del Papua occidentale, durante un’operazione militare.

Nei 4 minuti e 47 secondi del filmato viene mostrato un uomo anziano spogliato nudo, con una borsa di plastica infilata a forza sulla testa, mentre urla agonizzante a causa di un tizzone ardente premuto sui genitali. È molto difficile fornire informazioni precise sull'identità di chi rimane vittima di queste violenze, poiché l’intera area è rigidamente controllata dalle forze militari che impediscono a giornalisti e attivisti delle organizzazioni umanitarie di entrare nella regione e documentare ciò che accade. Tuttavia pare che l’uomo anziano sia ancora disperso, probabilmente morto, mentre quello più giovane (mostrato nella foto sopra) dovrebbe essere stato rilasciato.


Nella pagina seguente una fotografia scattata come “trofeo” da un soldato indonesiano dopo l’uccisione di Ninuor Kwalik e del suo nipotino di 12 anni Daugunme, effettuata da lui e dai suoi commilitoni nel 1998, nel Papua Occidentale. Le immagini del filmato costituiscono un esempio dei numerosi episodi di abuso, oggi ammessi anche dallo stesso governo di Giacarta, che il popolo del Papua Nuova Guinea subisce fin dal 1963.

 

____o°O°o____

* Questa versione, messa in Rete da AlJazeeraEnglish, è ridotta di circa due minuti rispetto a quella integrale, che abbiamo ritenuto inadatta ad un pubblico generico.

 

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