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Al di là del bene e del male

 
9982 - 06/10/2010 - La Redazione
Veneto: via libera ai cacciatori grazie al Lodo Zaia. L'Italia viola ancora le norme Ue


Nonostante le pressioni di Bruxelles, che ha aperto un contenzioso pesante con l'Italia in materia di doppiette, il Veneto ha votato un provvedimento che consente, a partire da oggi di approfittare delle deroghe che l'Ue aveva previsto come un'eccezione legata a situazioni straordinarie. Nonostante la forte opposizione contro la deregulation venatoria che ha bloccato le proposte di caccia a 360 gradi presentate in Parlamento.

Diversi i soggetti che convergono sulla illegittimità della scelta operata dal governatore del Veneto. Insorgono le associazioni ambientaliste e animaliste che hanno fatto ricorso al Tar, già in passato autore di diversi rifiuti a delibere dello stesso tenore. Per la Lipu l'ennesima deroga concessa dalla regione Veneto per cacciare specie non cacciabili si prefigura come un vero e proprio furto di patrimonio dello Stato e della comunità internazionale''. Legambiente cita la posizione ufficiale dell'Unione europea, secondo cui la delibera della giunta regionale sulla caccia in deroga è inaccettabile.

 

Tant'è che la stessa Ue ha deferito e condannato per questo l'Italia alla Corte di giustizia. Ma il Veneto ci tiene a soddisfare il suo elettorato, tra cui spiccano i fedeli affezionati della cultura venatoria, e Luca Zaia, gentiluomo di campagna di natura pragmatica (vedi l'articolo: Che fine han fatto i Verdi italiani?) sa interpretare bene il sentimento (sub)popolare dei cacciatori leghisti. I quali - armati di spingarde, doppiette, carabine, archibugi e moschetti - da oggi ricominceranno a razzolare per i boschi alla ricerca di piccoli volatili da centrare e impallinare con cura. La logica della Lega Nord è ormai stra-nota: se un provvedimento porta voti allora va bene. Le regole giuste? Sono quelle funzionali.

Il presidente della Regione Veneto, in versione "The Hunter", rilancia dunque una delibera che consente ad uno specifico reato di bracconaggio di smarcarsi rispetto al quadro nazionale sulla caccia. Insomma, il Lodo Zaia renderà immuni dal reato di bracconaggio i cacciatori veneti (evidentemente speciali), mentre per la categoria di tutto il resto d'Italia rimarranno valide le regole standard. A farlo presente è
Andrea Zanoni, presidente della Lac, Lega per l'abolizione della caccia.

Dacia Maraini - già intervenuta contro la caccia - ha inviato una lettera a Zaia in cui si ricorda che "la caccia in deroga è stata dichiarata illegale da una recente sentenza del 15 luglio scorso, la n. C-573/08, della Corte di Giustizia Europea che ha condannato l'Italia a pesanti sanzioni che la Commissione Europea, in data 8 maggio 2009, ha deferito lo Stato Italiano alla Corte di Giustizia Europea (Causa C-164/09) per gravi violazioni della direttiva 'Uccelli', la 2009/147/CE, da parte delle leggi della Regione Veneto, chiedendone espressamente la condanna''.

Per l'assessore veneto alla caccia
Daniele Stival, invece, si tratta "di una decisione equilibrata, con la quale si danno le risposte attese dal mondo venatorio veneto. L'applicazione di queste disposizioni consente, nel rispetto di condizioni applicative e di controllo assai rigide, di sottoporre a un limitato prelievo specie che risultano un buono stato di conservazione". Traduzione: per acquistare armi, munizioni e attrezzature varie i cacciatori sono disposti a sborsare parecchi sghè. Il che è un vero toccasana per l'economia locale.

Stavolta però c'è qualcosa di diverso: il Veneto sembra isolato. Federcaccia è rimasta con l'amaro in bocca per la mancata approvazione in Toscana della deroga allo storno ("Eravamo certi che il Consiglio regionale confermasse l'assunzione, come negli anni trascorsi, della responsabilità di decidere"). La Lombardia traccheggia. Probabilmente quest'anno in Italia ci saranno meno deroghe nel complesso. L'unica incognita è quella delle sanzioni economiche: probabili qualora s'inquadrasse il problema nell'ambito dell'ottica federalista, che prevede di agganciare al territorio locale gli effetti delle azioni dei cittadini.

 

Almeno fino a prima della crisi globale, il Veneto apparteneva di diritto alla lista delle regioni europee con i più alti PIL. Al momento, però, non appare cosciente che la  salvaguardia della biodiversità rappresenta un patrimonio di gran lunga più importante rispetto agli introiti derivanti dall'indotto dei cacciatori. La cui vista si allucida solo quando si tratta di mirare ai volatili. Per il resto è piuttosto miope. Viandante avvisato...   

 

La Redazione - 6 ottobre 2010

 

 

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