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Al di là del bene e del male

 
9989 - 20/12/2010 - Alex Sfera
Generazione senza futuro


(Nella foto, l'on. Caruso [PRC], presente alle proteste di martedì , mentre soccorre uno studente ferito negli scontri). Si vorrebbe liquidarli come semplici azioni isolate di pochi facinorosi, o comunque considerarli il prodotto di un disegno politico eversivo che gioca sul desiderio "scomposto" di cambiamento e non sempre lucidamente gestito dai giovani di turno. Ma licenziare la rabbia ch'è esplosa martedì a Roma come qualcosa di pilotato da parte delle frange estremiste sarebbe un'analisi non solo superficiale, ma anche fortemente miope e riduttiva di un fenomeno molto più complesso, cui negli ultimi anni una classe politica non ha voluto attribuire un adeguata importanza.

Prova ne sono le interviste fatte da Anno Zero ad alcuni partecipanti alla protesta, che nell'aspetto non avevano nulla dei tipici anarco-insurrezionalisti, ed anzi erano molto "normali", se mai questa parola abbia avuto un qualche tipo di senso. Sollecitati a prendere posizione sui soggetti che hanno sfasciato vetrine e automobili, la maggior parte degli studenti NON si è fermamente dissociata da tali atteggiamenti. Troppo comodo interpretare questa ribellione come il segno di una massa giovanile che si lascia strumentalizzare e disattende il rispetto delle istituzioni così come quello verso le regole democratiche.

Premettendo che la maggior parte dei ragazzi che protestavano martedì scorso a piazzale Flaminio e dintorni, di guerriglia urbana non ne sapevano granché, e che un piccolo gruppo di soggetti decisi a crear disordine creano molto più tumulto rispetto al flusso della plus parte, che di volta in volta segue l'agita-popolo di turno: riavvolgiamo un attimo il nastro.

24 novembre scorso: gli studenti si lanciano all'assalto del Senato, lanciando uova. Partono i manganelli delle Forze dell'ordine. Perché il ministro delle Finanze può eseguire tagli lineari, prelevando cento euro sia dalla paga dell'operaio che dallo stipendio del manager ma se gli studenti si ribellano perché il governo disinveste nell'università -che rappresenta la possibilità per i figli di migliorare il loro futuro rispetto a quello dei propri padri - allora scattano i manganelli delle forze dell'ordine. Triste. Viene in mente la frustrazione profonda di Antonio Di Pietro, che durante il '68 era un anonimo poliziotto, mentre realizza che tra coloro che aveva il dovere di difendere c'erano anche quelli come il ministro della Difesa.

Che ha ripetuto come un ossesso "Hai perso!", in faccia ad un giornalista che tentava di ottenere una sua dichiarazione, subito dopo che il voto per la fiducia si era concluso positivamente per il governo. Niente da fare: troppo entusiasmo nella mente sconvolta di La Russa, per poter affrontare i cronisti. Poi, ospite di Anno Zero, ha dato del "vigliacco" per un paio di minuti di fila ad uno studente che non si era dissociato dalle azioni  violente.

Anche qui parte l'embolo: "Zitto, tu!", "Vergognati!" Sono i puerili tentativi da parte del rappresentante dell'esecutivo di rimuovere il fastidioso dissenso che si leva dalle platee dello studio "governato" da Santoro, e il ministro recupera le proprie facoltà mentali solo dopo che gli animi si sono sfiammati. Proprio una bella esibizione, quella dell'on. La Russa: gli  studenti romani scesi in piazza avrebbero potuto applaudirlo al Bagaglino (locale che sicuramente apprezza), intonando un ironico sfottò dialettale: "A regà... è arivato Caio Gregorio, er guardiano der pretorio!"  (continua nella prossima pagina...)

 

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