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Al di là del bene e del male

 
9998 - 06/11/2009 - di Alex Sfera
IL RACCONTO DELL’ORRORE IN PRIMA SERATA SU RAI TRE


Sono rimasto molto perplesso circa il servizio di Ulisse andato in onda il 19 settembre su Rai tre, che ha raccontato la storia di Genie, una bambina ritrovata a Los Angeles, nel novembre del 1970, all'età di tredici anni, in una stanza vuota e buia, dove era rimasta legata mani e piedi per undici anni, da quando ne aveva due. Costretta così da un padre che aveva gravi problemi psichiatrici. Sono un giornalista, non facilmente impressionabile, ma vi assicuro che la storia di questa ragazzina ha un portato di angoscia così estremo da risultare perfino più pesante di alcune storie d’infanzia violata. Tanto più che durante la prima parte del servizio il telespettatore assiste ad un "luminoso" recupero della bambina da parte di un team molto valido di psichiatri che lavorano presso una struttura.

Questa struttura dopo qualche anno taglierà i fondi, e per Genie inizierà un lungo calvario di affidi temporanei a diversi manicomi, dove nel frattempo nessuno si occuperà più di lei. La ragazzina - spiega il servizio - comincerà una penosa regressione, e di lei ora nessuno sa più nulla, neanche la madre. E' responsabile mandare in onda un servizio come questo in prima serata? Come fa un telespettatore medio, con il suo livello culturale – e per di più di sera, tornando a casa stanco – ad elaborare correttamente le mille possibili reazioni emotive che giustamente potrebbero avere. 

 

 

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