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Al di là del bene e del male

 
9986 - 08/01/2011 di Alex Sfera
I giovani bocciano Pd e Pdl


Il sondaggio rivela che il Pd, stimato attorno ad un consenso del 25% totale raggiunge cifre apprezzabili (30-32%) presso gli over 55enni ma sui giovani frana miseramente, riscuotendo poco più di un magro 20%. Non va meglio al Pdl (dato al 29%) che incassa un buon risultato (35) solo gli ultra 65enni. Merito certamente della sapiente stagionatura del Premier. La lega si allinea agli esiti dei "colleghi": il Senatùr piace soprattutto a chi ha vissuto il periodo in cui La leggenda del Piave era diventata l'inno nazionale[1]. Insomma, i giovani non seguono la vecchia politica, e sono alla disperata ricerca di un rinnovamento. Quelli di sinistra sembrano trovarlo in Vendola e Di Pietro, che sentono più partecipativi ai moderni dolori della nuova generazione precaria, mentre i centristi protendono verso Casini e il popolo di destra segue il progetto di Futuro e libertà del Presidente della Camera, ispirato alla Droit de la France.

Come si accennava nell'ultima Opinione, il caos all'interno del Pd c'è e... si vede. Soprattutto lo vivono sulla propria pelle gli italiani. E mentre Veltroni si affanna a richiedere il congresso anticipato, intuendo che il 'tutti contro il Premier... non se po' fà' (come direbbero all'ombra della sua ex-città), dall'altra parte la dirigenza del Popolo dell'Amore continua imperterrita a metter mano ai dobloni del  Sovrano, e a spendere a destra e a manca per rinforzare la squadra reale. Silvio non si scompone, giacché la lunga esperienza come presidente del Milan lo rende ultra-smaliziato verso le campagne acquisti.

Pd e Pdl forse pensavano che i giovani si sarebbero comportati come quelle mogli fedeli che rimaste a casa, attendono pazienti il ritorno del guerriero... in tal caso avranno un amaro risveglio. Per le vecchie cariatidi  emerge ora in tutta la sua brutale verità ciò che all'elettorato era ormai chiaro da un bel pezzo. Mr. B. è stato così abile da esser riuscito pian piano a realizzare un livello politico che non aveva più bisogno di rendere conto al suo popolo dell'amore. Ha pensato che l'amore concesso era come il celebre diamante della pubblicità: per sempre. Una delega in bianco che ormai aveva acquisito lo status di investitura divina. E invece il lauro imperiale non è spuntato sul suo superbo capo(ccione).

Ad ogni modo il Cavaliere rimane sempre un buon partito classico: piace infatti al 40% delle casalinghe, evidentemente un po' scollegate dai problemi quotidiani del Bel Paese. Mentre i pensionati si distribuiscono in modo equilibrato tra Pd e Pdl, cui va un 32% e rotti ciascuno del consenso. Tradotto: i due partiti maggiori vanno forte tra quelle categorie che non lavorano. Chi invece vive i problemi dell'impiego punisce le due formazioni perché si sente dimenticato dai loro orizzonti politici. Che dire del fatto che Bersani raccatterebbe solo un 22% se venisse sostenuto solo da chi il lavoro ce l'ha. Chiaro che salire sui tetti non basta al politico, se poi quando ridiscende non prende provvedimenti per aiutare chi per primo c'era salito, su quei tetti.

Né va meglio al Pdl, che arriva al 26%. Non ci voleva mica il mago Otelma per capire che prima o poi si sarebbe arrivati a questo punto, e francamente speravamo che la penisola ci arrivasse prima. Meglio tardi che mai. Sconcerta invece il dato leghista, che da un generale 11,5 tocca addirittura il 14% tra i giovani. Segno che immerso nel degrado italiano, economico e culturale, l'under 30 non sta troppo a sottilizzare se chi si prodiga per la sua occupazione spinge il pedale su proclami xenofobi. In tempi di vacche magre: 'Ognun per se e Dio per tutti' : meglio dunque un "vita mea mors tua", piuttosto che quest'ultima tocchi in sorte ad entrambi. Al padano il negretto piace, ma solo se ammaestrato alle antiche costumanze longobarde. Altrimenti: "Alegher, alegher...". (continua nella prossima pagina...)

 

____o°O°o____

1. La Leggenda del Piave, meglio conosciuta come la canzone del Piave (...quella di: "...non passa lo straniero, zum zum!") diventò l'inno nazionale dal 1943 al 1946. La melodia fu poi sostituita da Il Canto degli Italiani di Goffredo Mameli. Curiosità: La leggenda del Piave è stata riproposta come inno nazionale il 21 luglio del 2008 da... Umberto Bossi.

pag 1- 2

 

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