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9983 - 14/01/2011 di Alex Sfera
Caso Ruby: Berlusconi indagato dalla procura di Milano


La svolta nell'ambito del Ruby affaire, ufficializzata questa mattina dalla Procura di Milano è stata notificata con un invito a comparire per Silvio Berlusconi, iscritto nel registro degli indagati "in data 21 dicembre 2010". Nel mirino dei procuratori aggiunti Ilda Boccassini e Pietro Forno e dal pm Antonio Sangermano, anche il direttore del Tg4 Emilio Fede, Nicole Minetti e l'agente di spettacolo Lele Mora: sono accusati in concorso d'induzione alla prostituzione della giovane marocchina tra il febbraio e il maggio dello scorso anno.

Fu in questi mesi, secondo gli inquirenti, che Berlusconi avrebbe approfondito la conoscenza intima dell'allora minorenne Ruby, nella residenza di Arcore. Mora, Fede (notificati con informazione di garanzia) e la Minetti, inoltre, sono accusati d'induzione, favoreggiamento, reclutamento e sfruttamento di più prostitute maggiorenni nel 2010. Inoltre, tutti e tre rispondono in concorso di induzione alla prostituzione minorile in relazione alla giovane Ruby.

Quest'ultima, al momento presso una comunità nel genovese, è stata perquisita stamani. Anche
Giuseppe Spinelli, storico uomo di fiducia e amministratore del patrimonio del premier, stava per essere perquisito, ma l'uomo si è rifiutato facendo notare che gli uffici sono di pertinenza della segreteria politica di Berlusconi.

La procura di Milano ha intenzione di saltare l'udienza preliminare e chiedere il processo con rito immediato per il Premier: "ai sensi - si legge nel comunicato della Procura - degli artt. 375 e 453 c.p.p.", e stante l'evidenza della prova, che in questo caso esiste secondo gli inquirenti, e un tempo d'indagine non superiore ai tre mesi.

Gli avvocati del premier
Piero Longo e Niccolò Ghedini dichiarano che l'assunto dell'impianto accusatorio è "palesemente destituito di ogni fondamento", poiché . Come risulta dalle stesse dichiarazioni della ragazza e dalle indagini difensive "mai vi sono stati rapporti sessuali, ma soltanto una conoscenza senza implicazioni di carattere intimo". La Procura di Milano ha indicato al premier e ai suoi legali tre date alternative, il 21 o il 22 o il 23 gennaio, per comparire davanti i giudici. I suoi legali non hanno ancora deciso se il premier si presenterà o meno.

La versioni del ministro dell'Interno Maroni e quella del pm di Milano
Annamaria Fiorillo sulla vicenda di Ruby non combaciano, ma "non spetta al CSM chiarire eventuali contrasti". E' una delle ragioni per cui la Prima Commissione di Palazzo dei marescialli ha chiesto al plenum il "non luogo a provvedere" per l'esposto presentato dal magistrato proprio sulle "discrepanze" tra le due ricostruzioni.

Secondo alcune indiscrezioni, foto digitali e filmati custoditi nel pc di Ruby - sequestrato il 28 ottobre scorso nella comunità-alloggio di sant'Ilario (Genova) - che riguardavano alcune feste in Sardegna sarebbero stati acquisiti al fascicolo numero 55781/2010 del registro generale delle notizie di reato aperto dalla procura di Milano.

"Era evidente che c'era qualcosa che non andava, ed è per questo che ho chiesto chiarimenti al Csm" - ha dichiarato all'ANSA Il pm dei minori
Annamaria Fiorillo, che non entra nel merito degli sviluppi dell'inchiesta milanese ma sottolinea come la sua iniziativa di rivolgersi al Csm fosse finalizzata a "preservare il ruolo di garanzia dell'autorità giudiziaria". Il magistrato, infatti, ha sempre sostenuto di non aver mai acconsentito, quella notte, che la ragazza fosse affidata alla consigliera regionale Nicole Minetti, come sostenuto nelle relazioni della Polizia e anche dal ministro dell'Interno Roberto Maroni in Parlamento.

Da indiscrezioni trapelate negli ambienti del Consiglio regionale lombardo
Nicole Minetti sarebbe giunta intorno alle 9 nel suo ufficio di via Filzi a Milano in compagnia degli agenti incaricati delle indagini provenendo, sembra, dalla sua abitazione. Nel suo ufficio sono stati sequestrati due computer, dopodiché la Minetti ha lasciato il Consiglio regionale.

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