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Al di là del bene e del male

 
9971 - 18/01/2011 di Alex Sfera
Alessandro Sallusti: dove osano i condor


Alessandro Sallusti, Klaus Kinski nazi(onal)-popolare con venature Addams (cranio di zio Fester ed espressione alla Lurch) fino a dicembre è stato vicedirettore di Vittorio Feltri al Giornale. E ora che l'anziano liberale se n'è andato insieme a Maurizio Belpietro, come direttore editoriale di Libero, è rimasto incontrastato a gestire l'organo d'informazione più berlusconiano che c'è.

Un passato come volontario nei lagunari, dove ha maturato uno spirito da combattente, temprandosi alla dura vita del "mennen". E il Prode Ignazio, con cui sicuramente il nostro si ritrova a proprio agio, nella condivisione dei valori di vita, plaude con orgoglio.

Riapprodato nella società civile, trasferisce gli insegnamenti ricevuti dalla caserma alle acque perennemente inquiete degli ambienti redazionali. Una vita in trincea, dove l'atmosfera dona spesso quell'agitazione sottopelle che non ha fatto rimpiangere all'ex milite le scariche adrenaliniche delle missioni con elmetto in testa e coltello tra i denti. Funambolo dell'analisi puntuale che getta un ombra, un inquietudine, tra i discorsi che gli interlocutori vanno costruendo (incauti) con troppo ottimismo. A Sallusti le acque torbide non lo intimidiscono, anzi. Lui ci si getta con ardimento. Pescando, talvolta, anche ottime prede.

Incurante di ferite, graffi e tagli che ogni battaglia comporta, sia per sé che per lo sfidante. Prendendo le distanze da Feltri ha stretto un'alleanza d'acciaio con la
Sarah Palin italiana. Un'amicizia "multimediale", poiché la Daniela Santanché è tre donna in una: sottosegretario con stacco di coscia ad effetto vertigine, fidata consigliori del Premier e titolare della concessionaria della pubblicità del "Giornale". Wonder Woman made in Cuneo. Lo strategico Sallusti non poteva non innamorarsi (politicamente parlando) di una simile forza della natura. Stefania Prestigiacomo sospetta che sia lei, l'eminenza grigia che tira i fili dietro la testata ora diretta dalla boccia-con-gli occhi-di-ghiaccio. Lei l'esperta di marketing, campo in cui eccelle sin dalla prima giovinezza, lei quella che gli ha insegnato l'abc del savoir faire adatto alla tv che conta.

E Sallusti non perde occasione di presenziare sul piccolo schermo. Non un rifiuto, neanche last minute. Per chi organizza i salotti dell'info-tainment è una risorsa imprescindibile. Buca il video con il suo sguardo vitreo, l'aria da cavaliere solitario (nella notte) e la mandibola serrata. Uno che farebbe imbestialire anche un monaco tibetano rimanendo impassibile con i suoi occhi color del cielo (spento). Sorride col contasecondi, e quando lo fa è un evento. Sallusti non pensa... quando c'è gioca a scacchi (oppure a poker) con l'avversario dell'opposta fazione. In tal senso il giornalista
Mario Adinolfi[1], giocatore professionista di poker italiano, con cui il direttore del Giornale aveva avuto un diverbio ad Agorà (RaiTre) lo scorso dicembre, doveva rappresentare certamente un ambito trofeo.

Indigesto alle colombe Pidielline, è invece adorato dal Premier. Lui e la Santanché confortano Silvio delle molte amarezze che è costretto a deglutire per colpa dell'opposizione a causa del suo stile di vita sregolato. Eppure, nonostante gli strategici editoriali e la cura maniacale del dettaglio nella ricerca preziosa delle domande da snocciolare alle sventurate vittime, i nemici di Palazzo malignano sulle sue reali capacità d'interpretare correttamente i segnali provenienti dal mondo della politica. Tutta invidia, dettata dal disagio che i civili mestieranti dell'informazione proverebbero nell'immergersi nei misteri profondi del sottobosco dei pettegolezzi, degli spifferi di corridoio, e delle maldicenze ambigue: per distinguere il grano dal loglio occorre il sangue freddo tipico dei rettili delle grandi praterie, capaci di sopravvivere con poca acqua nel deserto arido. "Posso farcela - sembra dire tra se e se... Corvo Rosso non avrà il mio scalpo". Beh, su questo non v'è ombra di dubbio.
(continua...)

 

____o°O°o____

1. Mario Adinolfi è stato il primo italiano ad arrivare al tavolo finale del World Poker Tour, piazzandosi al sesto posto (edizione Venezia, maggio 2009). È l'unico italiano a far parte del team di venti persone selezionate in tutto il mondo come Friends of Full Tilt, la squadra pokeristica più prestigiosa del pianeta.

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