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9934 - Siete a > Notizie dal Mondo - 08/04/2012 - di tomdispatch.com
Benvenuti nel nuovo Terzo Mondo dell'energia, gli Stati Uniti - pag2


Fratturazione idraulica, la nostra strada verso un pianeta tossico
Simili pressioni nel Terzo Mondo hanno forzato le maggiori imprese statunitensi ed europee - BP, Chevron, ConocoPhillips, ExxonMobil, Royal Dutch Shell e la francese Total – a guardare altrove per nuove fonti di petrolio e gas naturale. Sfortunatamente per loro, non ci sono molti posti nel mondo che posseggono promettenti risorse di idrocarburo e che accolgano investimenti dai giganti privati dell’energia. Ecco perché alcuni dei nuovi mercati dell’energia più allettanti risiedono in Canada e negli Stati Uniti, o nelle acque al largo delle loro coste. Di conseguenza, entrambi i paesi stanno vivendo un notevole miglioramento in nuovi investimenti da parte delle maggiori aziende internazionali.

Entrambi i paesi posseggono ancora consistenti giacimenti di petrolio e gas, ma non di una “facile” varietà (giacimenti vicini alla superficie, vicini alla costa, o facilmente accessibili per l’estrazione). Tutto ciò che rimane sono “difficili” riserve di energia (nel profondo sottosuolo, lontano dalla costa, difficili da estrarre e da trattare). Per sfruttare queste riserve, le compagnie energetiche devono dispiegare tecnologie aggressive che potenzialmente possono causare danni estensivi all’ambiente e in molti casi anche alla salute umana. Devono inoltre trovare le modalità per guadagnarsi l’approvazione del governo per entrare in aree protette dal punto di vista ambientale che sono ora off limits.

Molte delle più ricche fonti di petrolio e gas di scisto, per esempio, sono situate in zone popolate del Texas, Arkansas, Ohio, Pennsylvania e New York

La formula per rendere il Canada e gli Stati Uniti l’”Arabia Saudita” del XXI secolo è sinistra ma relativamente semplice: le protezioni ambientali saranno sventrate e a tutti coloro che sono contrari ad intensificare la trivellazione, dai proprietari terrieri ai gruppi locali di protezione ambientale, verrà imposto con la forza di farsi da parte. Per dirla in altro modo, il Nord America dovrà essere “Terzo Mondificato”. La presa in considerazione dell’estrazione di petrolio e di gas di scisto è ampiamente ritenuta l’aspetto più cruciale dell’attuale spinta di Big Oil nel mercato nordamericano.

Si ritiene che le formazioni di scisto in Canada e negli Stati Uniti ospitino enormi quantità di petrolio e gas naturale, e la loro affrettata estrazione stia già contribuendo a ridurre la dipendenza della regione dall’importazione di petrolio.

Entrambe le risorse energetiche, tuttavia, possono essere estratte soltanto attraverso un processo definito “fratturazione idraulica” (idro-fratturazione o semplicemente fracking) che utilizza potentissimi getti d’acqua in enormi quantità per frantumare le formazioni di scisto nel sottosuolo, creando delle fessure attraverso le quali l’idrocarburo possa fuoriuscire. Inoltre, per allargare queste fessure e per facilitare la fuoriuscita di petrolio e gas in esse contenuti, l’acqua usata per la fratturazione deve essere mischiata con una varietà di solventi e acidi spesso velenosi. Questa tecnica produce enormi quantità di acqua di scarico tossica (20), che non può né essere restituita all’ambiente senza il pericolo per la fornitura di acqua potabile né può essere immagazzinata e decontaminata.

La rapida espansione della fratturazione idraulica sarebbe problematica nelle migliori circostanze, ma non è questo il caso. Molte delle più ricche fonti di petrolio e gas di scisto, per esempio, sono situate in zone popolate del Texas, Arkansas, Ohio, Pennsylvania e New York. Infatti, uno dei siti più promettenti, la formazione di Marcellus, è contigua all’area spartiacque
(21) della zona settentrionale di New York City. In queste circostanze, preoccuparsi riguardo alla sicurezza dell’acqua potabile dovrebbe essere fondamentale, e la legislazione federale, specialmente il Safe Drinking Water Act del 1974, teoricamente dovrebbe affidare all’Agenzia di Protezione Ambientale (EPA) il potere di supervisionare (e potenzialmente vietare) ogni procedura che metta in pericolo le risorse idriche.

Tuttavia, le compagnie petrolifere cercando di aumentare i profitti massimizzando l’utilizzo della fratturazione idraulica, associatesi, hanno fatto pressione sul Congresso e sono riuscite ad ottenere delle esenzioni dalle disposizioni della legge del 1974. Nel 2005, sotto una pesante azione di lobbying da parte dell’allora vice presidente Dick Cheney – ex amministratore delegato della Halliburton, appaltatrice di servizi petroliferi – il Congresso approvò (22) l’Energy Policy Act (legge sulla politica energetica, ndt), che vietava all’EPA di regolare la fratturazione idraulica attraverso il Safe Drinking Water Act, eliminando così un significativo impedimento ad un più largo uso di questa tecnica.

Terzo Mondificazione
Fino ad allora, c’è stata una fuga virtuale verso le regioni di scisto da parte delle grandi compagnie petrolifere, che hanno in molti casi divorato le piccole aziende che sperimentarono lo sviluppo della fratturazione idraulica (nel 2009 per esempio la ExxonMobil pagò (23) 31 miliardi di dollari per acquisire la XTO Energy, uno dei principali produttori di gas di scisto). Da quando l’estrazione di petrolio e gas di scisto è aumentata, l’industria ha affrontato altri problemi. Per sfruttare con successo le promettenti formazioni di scisto, per esempio, le aziende devono creare diversi pozzi, poiché ogni operazione di fratturazione idraulica può estendersi soltanto per poche centinaia di metri in ogni direzione, richiedendo la creazione di operazioni di trivellazione rumorose (24), inquinanti e potenzialmente pericolose nelle zone rurali e periferiche densamente popolate.

Mentre la trivellazione è stata accolta da alcune di queste comunità come una fonte di reddito addizionale, molte invece si sono fortemente opposte
(25) all’invasione, giudicandola come un assalto alla pace, alla salute e alla sicurezza del vicinato. Nello sforzo di proteggere la loro qualità della vita, alcune comunità della Pennsylvania, per esempio, hanno adottato leggi locali che vietano la fratturazione idraulica tra le loro terre. Vedendo ciò ancora come un ulteriore ostacolo intollerabile, l’industria ha messo sotto pressione (26) i fidati membri della legislatura dello stato per far loro adottare una legge che privi la gran parte delle giurisdizioni locali del diritto di escludere le operazioni di fratturazione idraulica. “Siamo stati venduti al settore del gas, puro e semplice”, disse Todd Miller (27), commissario cittadino di South Fayette Township che si oppose alla legislazione.

Se l’industria dell’energia fa la sua strada in Nord America, ci saranno molti altri Todd Miller a lamentarsi riguardo al mondo in cui le loro vite e i loro territori sono stati “venduti” ai baroni dell’energia. Si stanno già combattendo battaglie simili
(28) in America, in quanto le imprese energetiche cercano di superare la resistenza all’espandersi della trivellazione in aree una volta protette da tale attività. In Alaska, per esempio, l’industria sta combattendo nelle corti e al Congresso per permettere la trivellazione nelle zone costiere, nonostante l’opposizione (29) delle comunità di Nativi Americani che sono preoccupati che gli animali marini vulnerabili e il loro tradizionale modo di vita possa essere messo a rischio. Questa estate la Royal Dutch Shell si aspettava di iniziare (30) i test di trivellazione nel Mare Chukchi, un area importante per molte di queste comunità.

E questo è solo l’inizio. Per guadagnare l’accesso a riserve addizionali di petrolio e gas, l’industria sta cercando di eliminare virtualmente tutte le restrizioni ambientali imposte dagli anni ’60 e aprire vasti tratti di aree costiere e naturali, compreso l’ANWR, alla trivellazione intensiva. Cerca inoltre di costruire il molto discusso
(31) oleodotto Keystone XL, che serve per il trasporto di petrolio greggio sintetico realizzato dalle sabbie bituminose del Canada – una particolarmente “sporca” e devastante, dal punto di vista ambientale, forma di energia che ha attratto sostanziosi investimenti statunitensi – al Texas e alla Louisiana per ulteriori processi. Secondo Jack Gerard (32), presidente dell’American Petroleum Institute (API), la strategia energetica prediletta dagli Stati Uniti “includerebbe maggiori accessi alle aree che sono attualmente off limits, un processo regolatore e permissivo che supporti scadenze ragionevoli per lo sviluppo, e l’approvo immediato dell’oleodotto Keystone XL.”

Per raggiungere questi obiettivi, l’API, che dichiara di rappresentare più di 490 compagnie di petrolio e gas naturale, ha lanciato una multi-milionaria
(33) campagna per influenzare le elezioni del 2012, soprannominata “Vote 4 Energy” (vota per l’energia, ndt). Mentre descrive se stessa come imparziale, la campagna finanziata dall’API cerca di screditare e marginalizzare ogni candidato, incluso il presidente Obama, che si oppone anche nella più mite delle modalità al programma “drill-everywhere” (trivellare ovunque, ndt). “Ci sono due strade che possiamo prendere” riguardo alla politica energetica, proclama il sito web di Vote 4 Energy. (34) “Una strada porta a più lavoro, entrate del governo più alte, maggiore sicurezza per gli Stati Uniti – che può essere raggiunta aumentando lo sviluppo di petrolio e gas naturale qui in patria. L’altra strada metterebbe il lavoro, le entrate e la sicurezza energetica a rischio”. Questo messaggio sarà trasmesso con frequenza crescente con l’avvicinarsi del giorno delle elezioni.

Secondo l’industria energetica, siamo ad un bivio e possiamo scegliere o una strada che conduce ad una maggiore indipendenza energetica o una che conduce ad una ancora più pericolosa insicurezza energetica. Ma esiste un altro modo per rappresentare questa “scelta”: su una strada, gli Stati Uniti assomiglieranno sempre di più ad un petro-stato del Terzo Mondo, con leader di governo accomodanti, con un sistema sempre più guidato dai soldi e politicamente corrotto, e un’irrisoria tutela su ambiente e salute sull’altra, che dovrebbe comprendere anche investimenti di gran lunga maggiori nello sviluppo di fonti di energia alternative e rinnovabili, rimarrebbe la prima nazione al mondo con forti regolamentazioni su salute e ambiente e robuste istituzioni democratiche.

Il modo in cui rappresenteremo la difficile situazione dell’energia nei prossimi decenni e quale strada alla fine selezioneremo sarà in larga misura determinata dal destino di questa nazione.

di Michal. T Klare - tomdispatch.com - 2 aprile 2012

____o°O°o____

20) http://www.nytimes.com/2011/02/27/us/27gas.html
21) http://www.guardian.co.uk/environment/2012/jan/05/fracking-new-york-poison-claim
22)http://www.nytimes.com/2012/03/23/business/energy-environment/inching-toward-energy-independence-in-america.html 
23) http://www.nytimes.com/2009/12/15/business/energy-environment/15exxon.html
24) http://www.nytimes.com/2011/11/20/magazine/fracking-amwell-township.html
25) http://www.tomdispatch.com/archive/175492/ellen_cantarow_shale-shocked
26) http://truth-out.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=6675:fracking-industry-colludes-with-pennsylvania-legislature-to-create-dangerous-new-law
27)http://www.nytimes.com/2012/02/08/us/pennsylvania-senate-passes-compromise-bill-on-gas-drilling.html 
28)http://www.businessweek.com/news/2012-03-30/anschutz-files-appeal-notice-in-fracking-case-lawyer-says 
29) http://www.petroleumnews.com/newsbulletin/121640719.html
30)http://www.chron.com/business/article/Shell-inches-closer-to-drilling-in-Chukchi-Sea-3340573.php
31) http://www.tomdispatch.com/archive/175468/bill_mckibben_puncturing_the_pipeline
32)http://www.ogj.com/articles/2012/03/api-raising-us-oil-supplies-key-to-lowering-gasoline-prices.html 
33) http://money.cnn.com/2012/01/04/news/economy/oil_industry_2012/index.htm
34) http://vote4energy.org/about/

pagina 1 - 2

 

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