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9989 - 24/02/2010 - Emanuele Cambi

PARANORMAL ACTIVITY, UN HORROR DA 15 MILA DOLLARI


PARANORMAL ACTIVITY, UN HORROR DA 15 MILA DOLLARI

“Paranormal activity", un horror da 15 mila dollari

di Emanuele Cambi

Prosegue la serie degli horror in amatorial style e la critica si spacca

Prosegue la serie degli horror in stile amatoriale sulla scia di The Blair Witch Project, capostipite per eccellenza di un genere divenuto ormai cult. È infatti dal 5 febbraio al cinema Paranormal Activity, un film dell’esordiente Oren Peli, con gli attori non professionisti Katie Featherstone e Micah Sloat.

Un girato semplice, amatoriale nel senso primo della parola, due soli attori (il terzo gira solo due scene), effetti speciali praticamente nulli, una telecamera ad uso domestico e un villino a San Diego ristrutturato di fresco per esigenze più personali che sceniche, visto che è l’abitazione del regista. Sì perché l’idea nasce dall’acquisto di questa casa, proprio come narra la storia, da parte del regista e della sua fidanzata.

Un insieme di rumori dovuti agli agenti atmosferici, la passione per l’horror, da L’Esorcista a The Blair Witch Project appunto, una discreta conoscenza del montaggio audio-video ed ecco il progetto very cheap di una pellicola che in pochi mesi ha suggestionato gli States e ora anche il nostro pubblico.

Eppure la critica si spacca: ai preannunciati svenimenti e malori in sala si contrappongono scene di ilarità generale, dovute a fotogrammi scontati e forse troppo home made, come l’espediente del protagonista di cospargere le scale con del borotalco per rilevare eventuali impronte lasciate dal demone nelle sue visite notturne. Sì perché sono incentrati su questo gli 86 minuti del film, 86 minuti passati tra quattro mura (per la precisione quattro stanze), a discorrere di un demone che perseguita la protagonista sin dalla casa in cui è nata e che le è tornato a far visita al momento di andare a convivere con il suo fidanzato.

Il regista lo definisce «...un thriller soprannaturale, psicologico, e questo perché non c'è sangue. La tensione nasce da un suono, un sospetto, la paura di qualcosa che non si conosce...» (fonte:comingsoon.it). Niente di più vero, il carattere totalmente psicologico del girato è l’unica fonte di suspense, la suggestione è frutto della mente dello spettatore, ecco perché probabilmente sarebbe stato cortese da parte del regista aggiungere qualche spicciolo al già esiguo budget per deliziare il pubblico con qualche scena originale creata per l’occasione.

Se gli incassi sono l’unico indicatore del successo allora nulla da obiettare, vista la spesa di produzione. Ma se si cerca un horror amatoriale o un thriller psicologico da mettere sugli scaffali della propria collezione personale, non è sicuramente questo il film da cercare nei negozi specializzati.


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