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Al di là del bene e del male

 
9955 - 19/08/2010 - di Angelo Proietti

L'energia nel mercato libero e i contratti a distanza


L'energia nel mercato libero e i contratti a distanza

Le aziende del settore propongono diverse offerte che appaiono vantaggiose, ma al momento della conclusione del contratto si scopre che non è proprio così. Come è noto i contratti a distanza sono soggetti al D.lg 206/2005. Il diritto di ripensamento entro i 10 giorni viene stabilito per legge. Il cliente che richiede una attivazione di fornitura di energia elettrica presso il mercato libero, per via telefonica o attraverso internet, può esercitare questo diritto a partire dalla data di conclusione del contratto. Ma le aziende non rispettano completamente questa clausola.

Il nostro blog si è già occupato di questa importante novità - vedi l'articolo - Energia: si risparmia davvero nel mercato libero?   Il caso che andiamo a descrivere stavolta riguarda la fase di adesione al contratto di fornitura di energia elettrica del gestore nel mercato libero. L'azienda esaminata è Enel Energia. Tutto ha inizio con una telefonata al Call Center: dopo che l'operatrice ha rilevato tutti i dati del cliente, con la registrazione anche vocale del consenso, viene avviata la procedura d'inoltro del contratto cartaceo. Tramite posta viene spedito presso il domicilio del  cliente. Poiché, per essere valido deve essere obbligatoriamente firmato, pena la nullità.

È in questa fase che il cliente, analizzando meglio i documenti inviati dall'azienda,  scopre che quella fornitura offre delle condizioni peggiorative rispetto a quelle di maggior tutela  previste dall'Autorità dell'Energia Elettrica  e per il Gas. E quel contratto non è proprio un affare, visto che la " scheda di confrontabilità delle offerte sul mercato libero per i clienti residenziali", al riquadro "C" riporta una stima di maggior spesa annua del 5,57%  pari ad un valore di 30,37 euro  rispetto a quanto previsto dall'Autorità dell'Energia Elettrica e per il Gas (AEEG).  Da segnalare che nella stessa Scheda di confrontabilità che si può visionare sul sito di Enel Energia, al riquadro "C" (stima della minor spesa) tutti i valori,  per le diverse  fasce di consumo, sono negativi. Il consumo preso in esame riguarda 3500 Kwh annui. Come mai il cliente in questione ha invece ricevuto una scheda con il segno più?

Va inoltre precisato che l'AEEG ha obbligato le aziende sul mercato libero a fornire al cliente la Scheda di Confrontabilità  e che i dati sopra riportati devono essere assolutamente veritieri. Ciò vale anche nel caso in cui questi sono a sfavore degli interessi dell'azienda.  Solo però interpretando correttamente le tabelle dei dati riportati,  si riesce a capire se c'è un vantaggio o una remissione di spesa nel rendere esecutivo il contratto. Ai clienti meno esperti - a nostro giudizio la quantità maggiore -  rimane solo la convincente campagna pubblicitaria delle offerte messe in atto dai colossi dell'energia.

Al momento in cui ci si rende conto che si sta per concludere un cattivo affare, si cerca di correre ai ripari. La lettura attenta del contratto da firmare fornisce la soluzione. L'Art. 2.1 recita «...il contratto è soggetto alle disposizioni relative dei contratti a distanza di cui D.Lgs 206/2005 ("Codice di consumo"). È fatta salva la facoltà per il cliente di esercitare il diritto di ripensamento, senza oneri,  entro 10 giorni lavorativi dalla conclusione del contratto, inviandone comunicazione mediante raccomandata con avviso di ricevimento, eventualmente anticipandola  a mezzo fax al n. 800.046.311 o all'indirizzo di posta elettronica comunicazionicliente@enelenergia.it. ferma restando la conferma da inviarsi a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento  entro le 48 ore successive.». 

Ad una prima telefonata al servizio clienti - numero verde 800 900 860 - l'operatrice con accento straniero, risponde con un "... Non è possibile recedere...  il contratto risulta già in vigore... sono trascorsi più di 10 giorni". 


 

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