HOME PAGE        FOTOGALLERY     CONTATTI       VIDEO         ARCHIVIO        REGISTRATI         DOWNLOAD     COMMENTI       CHI SIAMO

                   A R E A   ISCRITTI

   E-mail  Password   

    
        16-11-2015. | THE NEWSPHERA BLOG
             SOMMARIO
  L'OPINIONE
  Politica
  Notizie dal mondo
  Arte e Cultura
  Economia e Finanza
  Tecnologia
  Salute e Benessere
  Costume e società
  Speciali e Inchieste
  Video
  Social Network
            RUBRICHE
  Malasanità
  Osservatorio Sociale
  Giustizia e Sicurezza
  Diritti Umani
  Guerre senza Pace
  Unione Europea
  Camera e Senato
  Istruzione
  Consumo Critico
  Media-Mente
  Ambiente
  Scienze
  Gossip 
  Cinema e Teatro
 

 

          NOVITÀ!

Download software free

Test ADSL
Misura gratuitamente la velocità del tuo sito

(c) speedtest-italy.com - Test ADSL

  Autori      

 

 

 

    

Al di là del bene e del male

 
9954 - 24/10/2010 - di Web Surfer

Wi-Fi… libero o no?


Wi-Fi… libero o no?

C’è grande eccitazione nell’aria per il fatto che il governo ha manifestato la volontà di superare le norme restrittive imposte dal decreto Pisanu che finora impedivano una liberalizzazione dei collegamenti wi-fi. ma come al solito il burocratese è una lingua difficile da interpretare. Cosicché non s'è fatta ancora piena chiarezza sui reali cambiamenti (e snellimenti) operati dal ministro dall’Interno.

Vediamo meglio cosa dice il Decreto Pisanu, in particolare all’articolo 7 comma 4:

4. Con decreto del Ministro dell’interno di concerto con il Ministro delle comunicazioni e con il Ministro per l'innovazione tecnologica, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, da adottarsi entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabilite le misure che il titolare o il gestore di un esercizio in cui si svolgono le attività di cui al comma 1, e’ tenuto ad osservare per il monitoraggio delle operazioni dell’utente e per l’archiviazione dei relativi dati, anche in deroga a quanto previsto dal comma 1 dell'articolo 122, e dal comma 3 dell’articolo 123 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, nonché le misure di preventiva acquisizione di dati anagrafici riportati su un documento di identità dei soggetti che utilizzano postazioni pubbliche non vigilate per comunicazioni telematiche ovvero punti di accesso ad Internet utilizzando tecnologia senza fili.

La norma prevede per chi intenda prendere in amministrazione una rete telematica l’obbligatorietà di archiviare e saper documentare secondo le normative dettate dal Garante delle Privacy i dati anagrafici di tutti gli utilizzatori. Inoltre, essa ha il compito di rendere rintracciabile chiunque utilizzi una connessione ad Internet, in modo da poter rilevare possibili criminali o terroristi, dettando un incremento notevole dei costi di gestione degli HotSpot (aree dove si può accedere in Rete in modalità senza fili, via Router collegato a un provider di servizi Internet), che di conseguenza andrà a riversarsi sui clienti, ostacolando di fatto lo sviluppo di HotSpot nel territorio Italiano.

Il Ministro dell'Interno Roberto Maroni ha dichiarato che il 31 Dicembre 2010 non verrà più rinnovata la normativa restrittiva sulle reti Wireless, ma leggendo il comma precedente non vi è alcun riferimento a dei rinnovi/scadenza. Pertanto: a cosa si riferiva il Ministro durante la sua conferenza stampa?

Lo si comprende leggendo l’articolo 7 comma 1:

1. A decorrere dal quindicesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e fino al 31 dicembre 2007, chiunque intende aprire un pubblico esercizio o un circolo privato di qualsiasi specie, nel quale sono posti a disposizione del pubblico, dei clienti o dei soci apparecchi terminali utilizzabili per le comunicazioni, anche telematiche, deve chiederne la licenza al questore. La licenza non e’ richiesta nel caso di sola installazione di telefoni pubblici a pagamento, abilitati esclusivamente alla telefonia vocale.

In realtà dal 1 gennaio 2011 l’Italia non adeguerà la propria normativa a quella di tutti gli altri paesi occidentali dove l’accesso alle reti wireless non è in alcun modo regolamentato: nel frattempo saranno solo approntati nuovi sistemi di autenticazione, magari meno invasivi della normativa finora vigente che appare come un complesso di lungaggini burosauriche previste dal decreto Pisanu. Tale comma è scaduto il 31 Dicembre 2007, quindi è stato rinnovato in anno in anno e l’ultimo rinnovo prevede la scadenza a fine 2010.

Richiedere la licenza per l’apertura di un HotSpot, dunque, non sarà più obbligatorio ma rimarrà comunque in vigore il comma 4 contenente la normativa di identificazioni degli utenti. Diminuiranno i tempi e la burocrazia necessaria all’apertura di un punto internet ma non vedremo a breve spuntare come funghi dei punti di accesso Wireless nel territorio Italiano come invece sarebbe auspicabile. L’unico sistema per creare un vero progetto “WiFi Libero” sarebbe quello di abrogare esplicitamente tale Decreto o sostituito con una nuova legge in materia. Ma questa è l’Italia, paese in cui i cambiamenti vengono sognati molto: ma quando si tratta di trasferirli sul piano concreto della realtà... apriti cielo.

Per chi volesse approfondire: qui c'è un testo (tratto dal blog di un ottimo informatico, di nome Alessio Bottoni, http://alessandrobottoni.wordpress.com) che opera una disamina completa sulla disposizione del ministero dell'Interno:

di Web Surfer - 23 dicembre 2010
 

pagina 1

 

Commenta l'articolo>>>

 

 

Segui  NewSphera

-----------------------

NewSphera Magazine

 

 

 



                                              Home   webmaster  Contatti    Registrati 

Copyright © Tecnologie Aperte 2003  http://www.newsphera.it