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Al di là del bene e del male

 
9998 - 16/12/2010 - di Deep Throat

L'arsenale italiano: il forziere del ministero della Difesa


L'arsenale italiano: il forziere del ministero della Difesa

Il 7 dicembre scorso la Commissione Difesa del Senato ha presentato una risoluzione*(discussa poi il 13 di questo mese) sul Potenziamento delle capacità dell'Unione europea nel settore della sicurezza e della difesa. Che a prescindere dalla crisi contingente vincola il governo italiano a non diminuire le spese militari per il riarmo e a rafforzare la propaganda militare nella società civile.

Perché con la cultura non si mangia: e allora via ai tagli per l’istruzione, cosi si ammorbidisce anche lo sguardo critico sulla weltanschauung marziale. E alé... sotto a chi tocca per rimpinguare gli arsenali militari, che sono un eccellente fonte di lucro, più solido del mattone. Un buon modo per rafforzare il Pil nazionale. A vantaggio di pochi e a detrimento dei più. E il ministro delle Difesa, Ignazio La Russa (lo vedete nella foto, in posa dannunziana, mentre si prepara per far finta d'andar alla guerra), ama gli uomini d'azione. Per pensare alle strategie basta lui. Ma... ci vorranno mica tutti ‘gnurant', quelli dell'esecutivo, così ci scudisciano meglio?

Lo schema di risoluzione presentato dal
senatore del Pdl Giuseppe Esposito, impegna l'esecutivo "a reperire le necessarie risorse affinché i programmi di ammodernamento dello strumento militare non subiscano un rallentamento o, quelli in corso, non siano annullati, così da garantirne il rinnovamento e l'adeguamento tecnologico e per consentire, attraverso un adeguato impegno finanziario, che non ci siano nuovi ulteriori ostacoli sulla via dell'integrazione e della cooperazione".

Il senatore SCANU del Pd - si legge nel testo - "concorda con l’impostazione data dal relatore al dibattito, e assicura la piena collaborazione della sua parte politica al fine di pervenire alla stesura di un testo condiviso". Il senatore TORRI (LNP) "sottolinea l’importanza delle tematiche connesse alla difesa europea ed auspicando che la risoluzione possa essere votata da tutti i Gruppi presenti in Commissione".

L'altro impegno al quale questa risoluzione vincola il governo è quello di "promuovere una maggiore cultura popolare di sostegno ed appoggio alle Forze Armate, di pubblica sicurezza e di protezione civile, anche attraverso una maggiore consapevolezza delle attività, dei rischi e dell'efficacia degli stessi". Luca Marco Comellini, segretario del Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm) - ha dichiarato che questa risoluzione "tutela da una parte gli interessi economici di Finmeccanica, che si vede così garantite le sue commesse, e dall'altra i progetti militaristi del ministro La Russa, dalla 'mini naja' alla propaganda nelle scuole. In entrambi i casi stiamo parlando di impegni politici e finanziari che nulla hanno a che vedere con i reali bisogni delle nostre forze armate, che continuano invece a rimanere ignorati".

Il senatore
Giuseppe Esposito, afferma invece che la risoluzione "non mira a tutelare gli interessi di un'azienda, bensì quelli del sistema-paese, che in assenza di adeguati investimenti nel settore militare rischia di rimanere tagliato fuori dalla Difesa europea. Vale a dire: se l'Eda, l'Agenzia europea per la difesa, stabilisce uno standard tecnologico per certi armamenti comuni, e quelli di fabbricazione italiana non li soddisfano, siamo poi costretti a rifornirci in altri paesi. Si tratta semplicemente di stare al passo con un'importante sfida tecnologica".

E sulla propaganda, il senatore campano ammette: "Forse quel passaggio è stato scritto male", e precisa che "si tratta semplicemente di cambiare l'immagine pubblica dei militari, che non devono più essere visti come strumento di guerra, ma come operatori di protezione civile e sicurezza. Insomma, l'intenzione è quella di dissociare i militari dal concetto di 'morte', per associarli a quello di 'aiuto', in linea con le funzioni della difesa comune europea delineate dall'Alto rappresentante per la politica estera e di difesa dell'Unione europea
Catherine Ashton".

"Mentre si spendono miliardi di euro - ribatte Comellini - per gli F-35 e altri armamenti inutili a unico vantaggio di certe lobby industriali o si pagano 7 milioni di euro solo per riparare i blindati Lince danneggiati sul fronte di guerra afgano, si tagliano gli stipendi del personale militare e i fondi per l'ordinaria amministrazione. Ma non è solo una questione di soldi", precisa Comellini. "La propaganda efficentista e ottimista sulle forze armate, nasconde una realtà lavorativa militare fatta di rinunce, sofferenze, frustrazioni e umiliazioni. Una realtà invisibile, censurata, a cui bisogna dare voce: noi del Pdm proveremo a farlo in un libro che si intitolerà Cittadini in divisa".

P.S. Attendiamo il libro...

____o°O°o____

* Una volta arrivati sulla pagina del Senato, cliccare in alto a destra alla voce AFFARE ASSEGNATO COLLEGATO.

di Deep Throat - 16 dicembre 2010

pagina 1

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