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Al di là del bene e del male

 
9990 - 25/02/2011 - Fonte: Peacereporter

La versione di Petraeus:
"Una messa in scena la strage di civili a Kunar: bambini bruciati dai genitori per spacciarli come vittime dei nostri bombardamenti"


La versione di Petraeus:</font> <br><font face="Tahoma" size="2" color="000000">"Una messa in scena la strage di civili a Kunar: bambini bruciati dai genitori per spacciarli come vittime dei nostri bombardamenti"<br/></font></b>

Il comandante delle truppe Nato in Afghanistan, il generale americano David Petraeus, è stato convocato dal presidente Hamid Karzai per riferire sull'ultima strage di civili causata da un bombardamento aereo: quella che sarebbe avvenuta venerdì scorso nella provincia orientale di Kunar e nella quale avrebbero perso la vita cinquanta civili, tra cui ventinove tra donne e bambini.

L'immagine simbolo di questa ennesima tragedia è diventata la foto di un bambino con la testa, un braccio e una gamba fasciati, che giace in un letto dell'ospedale di Asadabad, capoluogo della provincia.

Secondo il Washington Post, durante il colloquio con
Karzai e i suoi collaboratori, il generale Petraeus[1] ha scioccato i suoi interlocutori affermando che le famiglie di quel villaggio, d'accordo con i talebani, hanno bruciato gli arti dei loro bambini spacciandoli per vittime di una strage che in realtà è stata solo una messa in scena.

''Sono rimasto frastornato dalle parole del generale, mi girava la testa'', ha dichiarato al quotidiano statunitense uno dei partecipanti all'incontro. ''Ma come si può pensare che un padre faccia una cosa del genere a suo figlio!" Ha detto che genitori filo-talebani hanno contattato le autorità locali inventandosi una strage di civili e poi hanno bruciato gli arti dei loro figli e li hanno mandati all'ospedale.

''Le parole del generale Petraeus hanno profondamente disturbato tutti quanti, compreso il presidente Karzai'', ha commentato al Post un altro ufficiale presente alla riunione. ''Uccidere decine di civili e poi, invece di chiedere scusa, accusare loro stessi è una cosa disumana!''.

Interpellato sulla vicenda, il portavoce del comando Usa a Kabul, ammiraglio
Gregory Smith, ha dichiarato che durante l'operazione di Kunar sono state intercettate conversazioni telefoniche tra talebani della zona nelle quali discutevano di come mettere in scena una strage di civili per indurre le autorità afgane a fermare i bombardamenti americani.

''I nostri filmati dell'operazione mostrano che in zona non c'erano civili - ha spiegato l'ammiraglio Smith - e i rapporti medici che abbiamo ricevuto riguardo i bambini feriti indicavano la possibilità che fossero stati bruciati. Sappiamo che spesso i bambini afgani vengono puniti dai genitori con l'immersione di braccia o gambe nell'acqua bollente: potrebbe essere questo il caso''.

Questa, invece, è la versione dei fatti che i talebani hanno dato in un comunicato ufficiale dell'Emirato Islamico dell'Afghanistan: ''Il brutale attacco aereo americano ha distrutto cinquanta abitazioni civili nelle aree di Adargol, Chowki e Wigal, nel distretto di Ghaziabad, provincia di Kunar. Le abitazioni colpite appartenevano a gente che non ha nessun legame con la guerriglia o qualsivoglia fazione ribelle, gente comune e povera. Il bombardamento è avvenuto durante la notte, mentre tutti dormivano. Il risultato è stato il martirio di 70 civili: anziani, donne e bambini. Numerosi i civili feriti''.

di Enrico Piovesana (PeaceReporter) - 25 febbraio 2011

NOTA: In Rete girano immagini che documentano in modo totalmente esplicito le condizioni dei bambini rimasti carbonizzati da bombardamenti aerei o deceduti a causa di roghi non incidentali. Sono foto moto crude che per ora non mostriamo, ma non è  detto che continueremo a farlo, dato che finché la sensazione di orrore non avrà raggiunto il limite dell'umana misura nell'equilibrio delle istituzioni tra la ragione di stato - per certi versi sorprendentemente affine alla logica militare - e quella della civile coscienza, le opinioni pubbliche non troveranno la spinta propulsiva necessaria a rivendicare con forza il diritto, per tutti gli esseri umani, ad un'esistenza  sicura e dignitosa.    

La Redazione - 25 febbraio 2011

____o°O°o____

1. David Howell Petraeus (Cornwall-on-Hudson, New York, 7 novembre 1952) è Generale dell'Esercito degli Stati Uniti. Dal 10 febbraio 2007 al 15 settembre 2008 ha comandato le Forze Armate USA in Iraq (MNF-I). Dal 31 ottobre 2008 è stato nominato Comandante dell' U.S. Central Command (che prevede la responsabilità strategica di tutto il teatro medio-orientale, compresa la conduzione delle operazioni militari in Iraq ed Afghanistan). Il 23 giugno 2010 l'amministrazione Obama ha annunciato che Petraeus succederà al generale Stanley McChrystal come comandante delle operazioni militari statunitensi in Afghanistan, Pakistan, la penisola Arabica e parti dell'Africa. Nel 2007 è stato inserito nella lista dei 100 più influenti Leader del mondo dalla rivista Time, ed è stato uno dei quattro candidati alla prestigiosa qualifica di "Person of the Year" della stessa.

 

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