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9997 - 22 marzo 2011 - di Redazione

Nucleare, Greenpeace: “In Europa 14 reattori sono pericolosi”


Nucleare, Greenpeace: “In Europa 14 reattori sono pericolosi”

Ieri si è svolto il meeting dell'Ue sulla sicurezza delle centrali nucleari in territorio europeo. “Il test sulla capacita' di resistenza dei 143 reattori delle centrali nucleari europee mostrera' che non tutte rientreranno nelle norme di sicurezza piu' elevata”. E' quanto ha dichiarato il commissario all'Energia Guenther Oettinger[1] in una intervista rilasciata alla Tv franco-tedesca Arte lo scorso 17 marzo.

 

“Certe centrali nucleari non passeranno i test di sicurezza”, aveva detto Oettinger - alla vigilia del meeting straordinario di ieri a Bruxelles - dove era stato convocato per parlare della sicurezza nucleare in Europa. Affermazioni che hanno gettato un ombra d’inquietudine tra i politici e il mondo dell’industria, nonostante al termine del vertice lo stesso Oettinger ha spiegato che pur essendo “volontari gli stress test sulle centrali nucleari, l'attesa e' che tutti i paesi interessati parteciperanno entro la seconda metà del 2011”.

“Forse il commissario ha qualche informazione che noi non abbiamo”, ha commentato Stephan Kurth, scienziato nucleare dell’
Oko-Institut in Germania. “Non ci sono le norme per intervenire su impianti poco sicuri" è la valutazione del presidente della commissione Ambiente dell'Europarlamento Jo Leinen[2]. Christian Taillebois, direttore delle relazioni esterne dell’European Atomic Forum (Foratom)[3] tenta di frenare il pessimismo: “è troppo presto per parlare di fallimento”. Ma secondo gli esperti gli interrogativi più inquietanti si addensano sui reattori dei Paesi confinanti, come Russia e Bielorussia. È per questo che Oettinger ha intenzione di estendere il “coordinamento europeo” anche ai “paesi limitrofi”.

Ma secondo Greenpeace International a far paura non solo solo i reattori russi. Jan Haverkamp, esperto nucleare, spiega che in Europa ci sono principalmente 5 gruppi di reattori, ciascuno dei quali presenta delle tipologie di rischio peculiari. Il primo gruppo (
VVER 440 [4]) è presente in 11 impianti e si caratterizza per una scarsa difesa nei confronti degli agenti esterni. La seconda tipologia di reattori (CANDU, 2 funzionanti e 2 in progettazione in Romania), e a tecnologia canadese. Sono molto pericolosi in caso di arresto improvviso, tanto che nel Regno Unito sono vietati. Poi ci sono i Gass Cooled Reactors (GCR[5]), di vecchia generazione e presenti in misura massiccia proprio in Gran Bretagna.

 

Non possono essere convertiti e in Francia appartengono ormai al passato. Quelli del quarto gruppo usano la stessa tecnologia dei sette reattori chiusi in Germania nei giorni scorsi, vecchi di oltre 30 anni e presenti ancora in Spagna e Francia. Infine c’è il reattore Tamelin, esemplare unico in Repubblica Ceca dove rappresenta il più potente impianto dello stato (con due reattori VVER 1000 da 1923 MW complessivi), contro il quale Greenpeace ha a lungo battagliato per una serie di “difetti tecnici letali in caso d’incidente”. Secondo l'Ong ambientalista ci sono almeno 6 centrali, per un totale di 14 reattori, che hanno uno standard di sicurezza inadeguato.

A gennaio 2011, l’
European Nuclear Society, che comprende 23 paesi produttori di energia nucleare tra Ue e Russia, contava 195 impianti in funzione e 19 in costruzione. A guidare la classifica c’è la Francia, con 58 centrali, seguita da Russia (32) e Regno Unito (19).

Sta di fatto che entro la fine del 2011 dovrebbero essere effettuati gli stress test proposti da Bruxelles. Ma se il ministro francese dell’Energia
Eric Besson dice che “la Francia metterà a punto una proposta di standard di sicurezza comuni per gli impianti nucleari dell’Unione Europea” e “ noi siamo all’avanguardia in Europa e nel mondo nella generazione nucleare”, il presidente della commissione Ambiente del Parlamento europeo, il tedesco Jo Leinen, smorza l’ottimismo: “Questi stress test hanno i piedi d’argilla. Non ci sono le basi legali per implementare delle conseguenze dopo i test in caso di scarsa sicurezza di un impianto”. Secondo Leinen ci vogliono interventi più incisivi, soprattutto alla luce dei 500 milioni di euro all’anno che l’Ue investe nel nucleare. E propone come passo l’aggiornamento del Trattato Euratom del 1957.

____o°O°o____

 

1. Günther Oettinger (Stoccarda, 15 ottobre 1953) è un esponente dell'Unione Cristiano Democratica (CDU) e dunque è inscritto nell’ambito del Partito Popolare Europeo. E’ quanto meno curioso che mentre dall’area dei popolari tedeschi provenga un segnale di prudenza sul nucleare, l’Udc nostrano (quello di Casini per intenderci), si pronunci invece serenamente a favore di un nuovo rinascimento dell’atomo.

2.
Jo Leinen è un membro del Parlamento europeo, eletto nell’ambito del SPD, i socialdemocratici tedeschi.

3.
Per prendere visione dei membri del top-management dell’European Atomic Forum: cliccare sui link in alto a sinistra – FORATOM President, Executive Office, External Relations, Institutional Affairs, Regulatory Issue/ENISS – subito sotto il diagramma della Organisation Chart.

4.
I VVER 440 sono Reattori Pressurizzati ad acqua, dislocati rispettivamente a Bohunice e Mochovce, in Slovacchia a Dukovany, nella Repubblica Ceca a Greifswald, in Germania a Kola e Novovoronezh I, in Russia a Kozloduy, in Bulgaria a Loviisa, in Finlandia a Metsamor, in Armenia a Paks, in Hungary e a Rivne, in Ucraina.

5.
I Gas-cooled reactor (GCR) sono reattori nucleari raffreddati a gas (GCR) che utilizzano la grafite come moderatore dei neutroni e il biossido di carbonio (anche l'elio può essere utilizzato) come refrigerante. Il GCR è stato in grado di usare uranio naturale come combustibile, permettendo ai paesi che lo hanno sviluppato di fabbricare il combustibile senza dover fare affidamento su altri paesi per le forniture di uranio arricchito, che al momento del loro sviluppo era disponibile solo dagli Stati Uniti o dall'Unione Sovietica .

 

di Redazione - 22 marzo 2011
 

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