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Al di là del bene e del male

 
9999 - 02/12/2010 - di Poison Ivy

Le vajasse della libertà
Le premières femmes del Popolo dell'Amore fanno a gara per conquistare il podio nella classifica del Bon Ton.


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        <font face="Tahoma" size="2" color="#000000">Le <i>premières femmes</i> del Popolo 
        dell'Amore fanno a gara per conquistare il podio nella classifica del 
        Bon Ton.

Ad aggiudicarsi la semifinale e gareggiare in vista del trofeo di Gran Dama della Libertà arrivano in due: Daniela Santanché (dal 1° marzo 2010 sottosegretario per l'Attuazione del Programma di Governo) e Alessandra Mussolini (dal 2008 Presidente della Commissione Infanzia e deputata in quota Pdl). Laureata in Scienze politiche la prima e in Medicina e chirurgia la seconda. Due donne alpha, che di recente hanno donato il meglio di sé dinanzi ai media (nella foto: la deputata Mussolini in versione pop: "Iamm bell, accattatevill...").

Mostrando come son brave a grufolare nella loro m... entalità pittoresca e molto (ma MOLTO) originale. In quel di Montecitorio è proprio inaccettabile, che la ministra Mara Carfagna s'intrattenga in una conversazione alla luce del giorno con uno dei più odiati nemici del Silvio nazional-popolare. Uno della stirpe finiana, un traditore del gioioso Popolo dell'Amore. Ormai è guerra aspra tra Pdl e Fli, come tra Montecchi e Capuleti. Per la ministra più o meno ci siamo, ma il Premier... sembra piuttosto una versione stagionata di Otello, il Moro Veneziano.

Si parlava dell'onta insopportabile. Per di più in un momento critico come questo, in cui il Cavaliere Mascarato di Arcore ha bisogno del sostegno (morale ed elettorale) di tutti i suoi accoliti, e dunque più che mai confida nei suoi fedelissimi: colonnelli di partito e showgirl,  tutti insieme in armonia. Sembra il set della trilogia della dottoressa con i militari, interpretati dalla Fenech e diretti da Nando Cicero negli anni '70. Invece no, siamo nella (dura) realtà. La politica in fondo è un grande spettacolo, e in quindici anni Mr. B ha contribuito più di tutti alla commistione dei generi, mescolando sapientemente gli ingredienti dell'informazione a quelli dell'intrattenimento ludico (da cui l'ibrido info-tainment, che nel tempo ha svilito il ruolo del giornalista affinché professionisti come Emilio Fede, Augusto Minzolini e Bruno Vespa rientrassero serenamente negli standard di categoria).

Alessandra for President s'è immediatamente attivata, nell'ottica dell'ormai consolidata logica del fare che tanto rende orgoglioso Papi. Armata di macchina fotografica s'è diretta verso la ministra immortalando il suo tono vergognosamente colloquiale con Bocchino, e deprecando la sua mancanza di sensibilità nel venir meno ai suoi obblighi etico-politici (nonché affettivi) di recar conforto al Sovrano del Bunga Bunga. La Mussolini durante la prima giovinezza ha calcato alcuni set cinematografici come attrice (1) alle prime armi, e poi buon sangue non mente: è "nipote d'arte". La zia Sofia deve aver lasciato qualche traccia nel dna dell'allora giovine italiana (classe '62), e l'origine partenopea ha senz'altro instillato il senso del dramma nelle sue vene.

Ed ecco allora che supera se stessa: con plateale - e per l'appunto, melodrammatico - pathos compie l'atto supremo. La scena clou della commedia tragica. Il bacio sulle labbra (definirlo "in bocca" significherebbe, tutto sommato, indulgere agli eccessi mediatici) con il coordinatore regionale del Popolo della Libertà in Campania, Nicola Consentino (2), è la ciliegina sulla torta della grande rappresentazione teatrale che da oltre 15 anni il gioioso Premier dell'Amore mette in scena con indicibile successo.

E il messaggio è: signore e signori, quest'uomo è pulito. Anzi, è lo specchio della limpidezza. Tanto che io tolgo ogni riserva sul suo conto, ed accetto perfino uno dei contatti più intimi (e affettivamente significativi) con lui. Quando, di fronte al curriculum di O'mericano (soprannome ereditato dal padre per via dei rapporti commerciali con le basi americane) anche i bambini delle elementari, che ancora sognano Babbo Natale e la Befana, beh... qualche perplessità la nutrono. (l'articolo prosegue nella prossima pagina con un approfondimento sulla seconda vajassa...)

 


2. Nicola Cosentino è parente acquisito di diversi camorristi: suo fratello Mario è infatti sposato con Mirella Russo, sorella del boss dei casalesi Giuseppe Russo (detto Peppe O' Padrino), che sta scontando un ergastolo per omicidio e associazione mafiosa un altro fratello, Giovanni, è sposato con la figlia del boss Costantino Diana, poi deceduto. Cosentino è uno degli eredi della società attiva nel commercio di gas e carburante fondata dal padre, detto O'mericano per i rapporti commerciali con le basi statunitensi. Avrebbe in seguito ereditato dal padre anche il soprannome. È attualmente fuori dalla gestione della società, condotta dai fratelli Giovanni, Mario e Antonio.

 

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