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9966 - Sei a > L'opinione - 23/06/2011 - di Angelo

Sarà il Dottor Sottile a "salvare" (di nuovo) il Bel Paese ?
Già nel 1993 il governo Giuliano Amato fu costretto ad intervenire pesantemente per evitare il destino dell'Argentina.


Sarà il Dottor Sottile a "salvare" (di nuovo) il Bel Paese ?</font><br><b><font face="Tahoma" size="2">  <font color="#000000">Già nel 1993 il governo Giuliano Amato fu costretto ad intervenire pesantemente per evitare il destino  dell'Argentina. </font>

Ora iniziano ad essere in parecchi ad accorgersi che l'economia italiana è ferma a causa del crollo della domanda interna. E sempre di più si parla dell'impoverimento degli italiani. Nella trasmissione Ballarò, condotta da Giovanni Floris, e andata in onda martedi 21 giugno su Rai3, è intervenuto Giuliano Amato, Presidente del Consiglio dei ministri nei governi Amato I (1992-1993) e Amato II (2000-2001). Il quale ha spiegato chiaramente come la situazione italiana sia sull'orlo della bancarotta.

Il Presidente Amato, detto anche il Dottor Sottile per via di un notevole acume politico e di una comprovata capacità dialettica, ha affermato in diretta TV che l'80% della ricchezza italiana è in mano a pochi. E ha lasciato intendere che sono necessari provvedimenti di riequilibrio e una diversa redistribuzione della ricchezza per consentire la ripresa. Altrimenti prima o poi faremo la fine della Grecia.

Se con un terzo dello stipendio del '69 si poteva affittare una casa, oggi ne occorre quasi la metà.

Perfino il Ministro Maurizio Sacconi, presente alla trasmissione, ha fatto un accenno a provvedimenti legislativi che andrebbero verso una diversa tassazione. A questo punto è inevitabile colpire le rendite finanziarie. Forse non molti sanno che il discorso del trasferimento della ricchezza dalle classi meno abbienti verso i più ricchi parte da molto lontano. Newsphera ha cercato di ricostruire questo percorso.

Nel 1969 un operaio qualificato metalmeccanico, guadagnava 491 lire l'ora. Lavorando 187,5 ore al mese con 21 ore di straordinario percepiva una paga di 107 mila lire al mese. La benzina costava circa 140 lire il litro, un appartamento di 2 camere e cucina in affitto veniva 30 mila lire e una cinquecento costava 470 mila lire.
Nel 2011 lo stesso operaio guadagna 1.200 euro al mese. Lavorando 168 ore con 41 ore di straordinario arriva a 1.476 euro. La benzina costa 1,57 euro il litro, un appartamento in affitto di 2 camere e cucina viene 800 euro e una cinquecento parte da 10.500 euro.
Se nel '69 con un terzo dello stipendio si poteva affittare una casa, oggi ne occorre quasi la metà. Per acquistare un'auto ci volevano circa 4,5 stipendi mentre oggi sei sugli 8,5. Si potrebbe continuare con un lungo elenco, a dimostrazione della notevole diminuzione del potere di acquisto nel mondo dei lavoratori a reddito fisso.

Procedendo con ordine si può cercare di capire quando questa diminuzione si è verificata, e per quale motivo.
Già nel 1970 lo stesso operaio percepiva, per la stessa quantità di lavoro, circa 140 mila lire al mese. Nel '71 era passato a 154mila, nel '72 a 174mila e nel '73 a 226 mila lire.
Da quel momento l'aumento degli stipendi è continuato senza sosta, anche se lo stesso operaio a questo punto è passato dalla categoria operaia a quella di impiegato di 3A (ma gli incrementi non sono dovuti a questo passaggio bensì agli adeguamenti salariali generali).
La seguente tabella ricostruisce i salari messi in relazione all'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic)

ANNO | STIPENDIO IN LIRE | INDICE ISTAT RILEVATO

'69 - 107.000 ( lordo).......... 2% di inflazione
'70 - 140.000 "
'71 - 154.000 "
'72 - 174.000 ".................... 5% di inflazione
'73 - 226.000 "
'74 - 240.000 " .................. 19% di inflazione
'75 - 348.000 "
'76 - 450.000 "
'77 - 590.000 "................... 17% di inflazione
'78 - 680.000 "
'79 - 856.000 "
'80 - 1.020.000 " ............... 21% di inflazione
'81 - 1.144.000 "
'82 - 1.335.000 "
'83 - 1.547.000 " ............... 14% di inflazione
'84 - 1.792.000 "
'85 - 2.057.000 "................ 9% di inflazione
'86 - 2.129.000 "
'87 - 2.372.000 "
'88 - 2.631.000 "................. 5% di inflazione
'89 - 2.903.000 "
'90 - 3.057.000 "
'91 - 3.304.000 "................. 6% di inflazione
'92 - 3.440.000 "
'93 - 3.450.000 " ....... Accordo sindacale del 23 luglio 1993
'94 - 3.670.000 " .................. 4% di inflazione

A questo punto il nostro lavoratore - che ha 52 anni, è impiegato di 7° livello e guadagna 3 milioni e 670 mila lire - viene posto in mobilità triennale con il raggiungimento della pensione a 35 anni di versamenti tra quelli effettivi e quelli figurativi. Al suo posto l'azienda assumerà un neolaureato con contratto a termine, e con uno stipendio decisamente più basso.
Si vede molto chiaramente che gli incrementi dello stipendio seguono l'inflazione di quegli anni (in particolare nel ventennio '73-'93). L'indebitamento dello stato seguiva cifre vertiginose. Gli Interessi delle obbligazioni di stato nel 1980 erano al 25%, e gli indici ISTAT dello stesso anno, riportavano una inflazione al 21.
Ciò è avvenuto soprattutto con politiche di spesa pubblica fuori controllo, forte evasione fiscale e una crescita economica finanziata prevalentemente facendo ricorso al debito
(continua nella prossima pagina...)

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