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9991 - Sei a > Osservatorio Sociale - 29/06/2011 - di Redazione

Contratti: accordo unitario siglato tra Confindustria e sindacati


Contratti: accordo unitario siglato tra Confindustria e sindacati

Martedì 28 giugno, a tarda sera, si è siglato l’accordo unitario tra Cgil, Cisl e Uil e Confindustria sulla contrattazione e la rappresentanza sindacale. Dopo una lunga stagione di conflitti e accordi separati, anche la CGIL ha firmato l’accordo insieme alle altre categorie sindacali. La presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha dichiarato: “Si chiude una stagione di divisioni. Abbiamo fatto un passo importante, le parti sociali hanno dato un segno di disponibilità”.

“Superata una stagione di divisione” - è stato il commento del Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso. “Veniamo da una serie di accordi separati – ha spiegato la leader della CGIL – ed il senso di questo accordo è aprire una stagione nuova”. Dura invece la replica del segretario della Fiom (il sindacato dei metalmeccanici aderente alla Cgil), Maurizio Landini: ”Questo accordo non ci piace e non andrebbe firmato, chiediamo che ci sia un pronunciamento dei lavoratori o almeno degli iscritti. Il giudizio non può che essere negativo e rappresenta un arretramento, un cedimento della Cgil su almeno due punti fondamentali". E precisa che i due nodi sono l'assenza dell'obbligatorieta' del voto dei lavoratori e l'apertura "alla possibilità di deroga al contratto nazionale".

Nessuna ipotesi di fuga dalla Cgil, assicura Landini, la Fiom continuerà a battersi "perché i punti di vista dei lavoratori abbiano peso in tutte le scelte e nella definizione della linea sindacale".

"Vorrei far notare – prosegue – che anche l'aspetto positivo che riguarda la certificazione delle organizzazioni sindacali non e' sufficiente di per sé a garantire un percorso contrattuale democratico, perché non esclude la possibilità di stipulare accordi separati. L'unica garanzia a questo fine e' il voto delle lavoratrici e dei lavoratori. La Cgil avrebbe dovuto considerarlo discriminante, anche raccogliendo la domanda di democrazia che rimbomba nelle strade, nelle piazze e nelle urne. Ti pare poi – rilancia Landini – che si possa accettare un divieto di sciopero nascosto dietro il termine 'tregua'?".

Parere negativo anche per la richiesta al governo di incrementare le azioni finalizzate a ridurre tasse e contributi intervenendo sul livello contrattuale aziendale: "In un Paese in cui l'80% dei lavoratori e' in aziende con meno di 50 dipendenti, quale redistribuzione della ricchezza garantirebbe un intervento riguardante una piccola minoranza?". La proposta che la Fiom avanzerà alla Cgil e' di coinvolgere tutti i lavoratori "chiedendo loro un giudizio sul testo che a noi non piace". Nessuna ipotesi di fuga dalla Cgil, assicura Landini, la Fiom continuerà a battersi "perché i punti di vista dei lavoratori abbiano peso in tutte le scelte e nella definizione della linea sindacale".

Ancora più aspra la risposta del Presidente della Fiom, Giorgio Cremaschi: "L’accordo sottoscritto anche dalla Cgil è liberticida, viola le libertà sindacali e contrattuali dei lavoratori e apre la via allo smantellamento del contratto nazionale. Inoltre prevede la più ampia derogabilità al contratto nazionale, ipocritamente chiamata “intese modificative”. E stabilisce un “mostruoso” principio per cui se la maggioranza delle Rsu approva un accordo, la minoranza non si può opporre. Tutto ciò avviene poi senza che i lavoratori abbiano mai votato. Lo stesso naturalmente vale per il contratto nazionale".

Quest’accordo accoglie le richieste della Fiat sulla limitazione del diritto di sciopero e sull’obbligo di applicare gli accordi peggiorativi senza contestazioni sindacali. Se fosse stato in vigore un anno fa la Fiom non avrebbe potuto opporsi agli accordi di Pomigliano e agli altri accordi Fiat.

Giustamente Tremonti e Sacconi esaltano questo accordo, perché corrisponde totalmente alle loro scelte e alla loro filosofia economica e sociale. Per la Cgil è un cedimento gravissimo, che viola lo spirito e le norme dello Statuto. Per questo ritengo che la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, debba dimettersi, per aver mancato ai suoi doveri di rappresentanza dell’organizzazione. La firma a questo accordo da parte della Cgil va ritirata e dobbiamo tutti mobilitarci per ottenere questo risultato.

L’accordo si compone di 9 punti:

  • Sulla rappresentatività ai fini delle trattative e della stipula dei Ccnl si darà attuazione  all’accordo Cgil-Cisl-Uil del 2008, prevedendo la  certificazione degli iscritti  attraverso l’Inps, da calcolare, poi,  in modo ponderato con i voti nelle elezioni  Rsu. E’ prevista una soglia di accesso pari al 5%  dei lavoratori occupati in ogni settore.

  • Per quanto riguarda i contratti aziendali  essi verranno considerati validi e vincolanti  per tutti sulla base della maggioranza semplice nelle RSU.

  • Nel caso di presenza delle RSA la rappresentatività  verrà  “pesata” con la percentuale degli iscritti  alle singole organizzazioni per definire la maggioranza  per la stipula dei contratti aziendali ed è prevista l’eventualità , se richiesta da un’organizzazione  sindacale o dal 30% di lavoratori , di effettuare un voto tra i lavoratori, che esprimendosi a maggioranza, può respingere l’accordo.

  • Se vi sono clausole di “tregua sindacale finalizzate a garantire  l’esigibilità degli impegni assunti con la contrattazione collettiva, hanno effetto vincolante esclusivamente per tutte le rappresentanze sindacali dei lavoratori ed associazioni sindacali firmatarie del presente accordo interconfederale operanti all’interno dell’azienda e non per i singoli lavoratori.

  • L’intesa poi prevede che gli accordi aziendali possano definire intese modificative di istituti contrattuali del Ccnl secondo le procedure previste negli stessi contratti nazionali e quando non previste anche direttamente attraverso il contratto aziendale stipulato dalle rappresentanze sindacali in azienda d’intesa con le organizzazioni sindacali territoriali di categoria  nei casi di crisi aziendale o di nuovi significativi  investimenti  e relativamente agli istituti che disciplinano la prestazione lavorativa, agli orari di lavoro e all’organizzazione del lavoro.

Infine le parti hanno richiedere al Governo ed al Parlamento di incrementare, rendere strutturali, certe e facilmente accessibili tutte le misure volte ad incentivare, in termini di riduzione di tasse e contributi, la contrattazione di secondo livello che collega aumenti di  retribuzione al raggiungimento di obiettivi di produttività, redditività, qualità, efficienza, efficacia ed altri elementi rilevanti ai fini del miglioramento della competitività nonché ai risultati legati all’andamento economico delle imprese, concordati fra le parti in sede aziendale.

LEGGI IL TESTO INTEGRALE DELL'ACCORDO

Fonte: Diritti e Lavoro  - 1 luglio 2011

pagina 1

 

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