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9989 - Sei a > Osservatorio Sociale - 02/07/2011 - di Redazione - pag.1

Repliche tecniche a luoghi comuni pro-TAV


Repliche tecniche a luoghi comuni pro-TAV

Pubblichiamo una dettagliata replica del Prof. Tartaglia alle teorie pro-TAV Torino-Lione esposte dall’On. Esposito nel suo sito web - NOV 2010
Angelo Tartaglia è docente di scienze fisiche, fisica teorica, modelli e metodi matematici al Politecnico di Torino da molti anni consulente per il TAV della Comunità montana della Valle di Susa, di cui è stato rappresentante nelle diverse commissioni tecniche e, per il periodo 2007-2009, anche nell’Osservatorio sulla Torino-Lione.
Stefano Esposito del PD, ex consigliere provinciale, dal 2008 Deputato del Piemonte, si è sempre distinto per iniziative, spesso provocatorie, a favore della realizzazione del TAV Torino-Lione: autore di proposte quali l’espulsione dal proprio partito degli amministratori valsusini contrari all’opera e per l’impiego dell’esercito nell’imporre i cantieri sul territorio.

Stefano Esposito 1.
“Se l’infrastruttura non si realizzasse al di sotto dell’arco alpino si correrebbero forti rischi di marginalizzazione sia dell’Italia e del Mediterraneo rispetto all’Europa del Centro-Nord sia dell’area torinese, di Milano e del sistema padano, con conseguenze assai gravi:

per lo sviluppo economico, che vede Torino già fortemente penalizzata e Milano fortemente congestionata tutto ciò a fronte dell’incidenza crescente della logistica nei costi di produzione, che mediamente si attesta attorno al 20%,
per l’ambiente, che vedrebbe sia le nostre autostrade, le strade ed il sistema insediativo sempre più intasati di TIR, sia la linea storica della Valle di Susa che per l’aumento di treni merci, andrebbe rapidamente a saturarsi (con grave ed ulteriore disagio ambientale per i centri abitati della valle)”

Angelo Tartaglia - Ciò che c’è in comune tra la linea di Cavour e quella attuale è solo il fatto di passare per la valle di Susa.

Angelo Tartaglia 1.
“Queste affermazioni non si appoggiano a nessuna argomentazione e a nessun dato e sono del tutto prive di fondamento. Non vi sono statistiche di alcun genere che indichino che l’area padana sia “isolata” né che i problemi economici siano legati a ipotetiche difficoltà di collegamento con altre parti del continente.

Stefano Esposito 2. - “Alla base della decisione di realizzare la nuova linea AC Torino-Lione sta l’obiettivo strategico dell’unione europea e dei governi italiano e francese secondo il quale è necessario
“… porre in atto tutte le misure per ottenere un trasferimento del traffico dalla strada alla ferrovia in modo da raggiungere nei prossimi dieci anni i 20 milioni di tonnellate e da quadruplicare nel lungo periodo la quota di traffico merci su ferro …”
Questo obiettivo non fa alcun riferimento diretto alla nuova linea in esame, ma fissa invece alcuni fondamentali elementi prestazionali del sistema ferroviario in generale – e della direttrice di Modane in particolare. Tale obiettivo, voluto e sostenuto dalle Comunità Locali e dagli Ambientalisti Francesi è condizione per una riqualificazione ambientale delle valli (maurienne e val di susa). Togliere le merci pesanti dalla strada e passarlo su ferro (principalmente in galleria).

Per il conseguimento di entrambi gli obiettivi è necessario:
adottare adeguati provvedimenti aventi il duplice scopo di disincentivare il traffico pesante su strada (limitazioni di peso, divieto di circolazione in alcune ore, imposizione o aumento di pedaggi, ecc.)
rendere più conveniente il trasporto su ferrovia (miglioramento dell’offerta, autostrada ferroviaria, tariffe, ecc.).

E’ questa la battaglia politica ed ambientale da attuare immediatamente. La riduzione del traffico ferroviario registrata nel corso degli ultimi anni è dovuta al cronico arretramento del sistema ferroviario italiano e transfontaliero e va ad ampliare il trasporto su gomma, il vero disastro ambientale per la val di Susa, rendendo plausibile il raddoppio del tunnel autostradale del Frejus ed il potenziamento dell’autostrada A32.”

Angelo Tartaglia 2.
“L’inefficienza del sistema ferroviario nazionale è reale e coinvolge anche la gestione delle linee ad alta velocità, nessuna delle quali (Torino-Milano, Milano-Roma, Roma-Napoli) sta trasportando merci (ed è molto improbabile che ne trasporti a causa dei costi). La riduzione del traffico ferroviario attraverso l’arco alpino occidentale è però dovuta a cause strutturali. Gli assi ferroviari lungo i quali il traffico cresce sono quelli da Nord a Sud (attraverso Svizzera e Austria), lungo i quali la qualità delle nostre ferrovie non impedisce al numero di treni di aumentare continuamente da almeno dieci anni. Anche il traffico stradale attraverso l’arco alpino occidentale sta diminuendo, sia pure più lentamente, per le stesse ragioni per cui si riduce quello ferroviario.”

Stefano Esposito 3.
“Il sistema ferroviario trasfrontaliero è ancora dell’epoca di Cavour il traforo del Frejus è del 1854, a quota 1270 (max 1295), uscita a Modane a 1148.”
Angelo Tartaglia 3.
“Quest’affermazione è completamente priva di fondamento. Ciò che c’è in comune tra la linea di Cavour e quella attuale è solo il fatto di passare per la valle di Susa. La linea “storica” è stata rinnovata e potenziata a partire dagli anni ’70 del novecento. Il traforo è in corso di adeguamento (abbassamento del piano del ferro) per consentire il passaggio di convogli merci con containers navali i lavori sul versante italiano sono stati completati e stanno proseguendo nella parte francese.” (continua nella prossima pagina...)

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