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9986 - Sei a > Osservatorio Sociale - 02/07/2011 - di Redazione - pag.4

Repliche tecniche a luoghi comuni pro-TAV


Repliche tecniche a luoghi comuni pro-TAV

Angelo Tartaglia è docente di scienze fisiche, fisica teorica, modelli e metodi matematici al Politecnico di Torino da molti anni consulente per il TAV della Comunità montana della Valle di Susa, di cui è stato rappresentante nelle diverse commissioni tecniche e, per il periodo 2007-2009, anche nell’Osservatorio sulla Torino-Lione.
Stefano Esposito del Partito Democratico, è ex consigliere provinciale e dal 2008 Deputato del Piemonte si è sempre distinto per iniziative, spesso dalla carica provocatoria, a favore della realizzazione del TAV Torino-Lione: autore di proposte quali l’espulsione dal proprio partito degli amministratori valsusini contrari all’opera e per l’impiego dell’esercito nell’imporre i cantieri sul territorio.

Stefano Esposito 17.
“Proporre obiettivi forti e giustamente “coordinati”, quali il riequilibrio tra ferro e gomma,”
Angelo Tartaglia 17.
“Più del 50% dei transiti stradali tra Italia e Francia sono interregionali ossia relativi a viaggi entro i 500 km. Su queste distanze la ferrovia non riesce ad essere competitiva in quanto implica due trasbordi all’inizio e alla fine. Ciò significa che c’è un limite piuttosto consistente all’entità del riparto realizzabile (oltre a quanto già detto sui costi del trasporto ferroviario usando una linea speciale e quindi con materiale rotabile speciale).”

Stefano Esposito 18.
“l’aumento corrispondente del traffico merci sul corridoio 5 inteso come dorsale protetta ed adeguata”
Angelo Tartaglia 18.
“Sull’aumento credibile dei flussi materiali tra due aree mature si veda più su.”

Stefano Esposito 19.
“l’organizzazione del Piemonte come area logistica “moderna” per la produzione e la movimentazione delle merci”

Stefano Esposito -
“per le pendenze, le curvature, le sagome delle gallerie, il costo energetico, la linea storica non sarà mai competitiva con la autostrada.”

Angelo Tartaglia 19.
“La logistica non comporta la produzione di merci, semmai limitate trasformazioni e successivo smistamento. Le attività effettivamente produttive di beni di largo consumo (quelli che viaggiano in ferrovia) in un contesto globalizzato migrano (e in parte sono già migrate) verso paesi a basso costo della mano d’opera, a cominciare dall’est europeo per finire in Cina. Le attività logistiche sono dunque attività derivate e di servizio. Certo non possono essere l’ossatura di un sistema economico e non sostituiscono l’industrializzazione che si va perdendo.

La via di uscita sta nei valori aggiunti di qualità, contenuto tecnologico, innovazione che non si realizzano in piattaforme movimento merci.”

Stefano Esposito 20.
“Tutti gli analisti economici vedono poi l’asse di relazione con l’ EST Europeo (il Lisbona- Kiev) come il più vitale i paesi dell’est sono quelli con una crescita più veloce e con mercati più aperti e con le prospettive di interscambio più elevate.”
Angelo Tartaglia 20.
“Non conosco neppure un “analista economico” che affermi quanto scritto qui sopra. I paesi dell’est in potenziale crescita più veloce corrispondono a mercati non ancora saturi che possono produrre beni a basso costo e assorbire beni di consumo la provenienza di tali beni e in parte anche la loro destinazione è ancora più a est in Asia oppure più a sud in Africa. Il collegamento terrestre tra Italia e Francia è secondario in questo contesto.”

Stefano Esposito 20.
“Lì sta il futuro economico di Italia e Europa, nella integrazione dei mercati e nella costruzione di forti relazioni economiche (che comportano consistenti flussi di merci). Sui tempi della effettiva saturazione della linea storica “ammodernata” poco importa che questi traguardino nel 2018 o nel 2021”
Angelo Tartaglia 20.
“Già considerato sopra. Non vi è nessuna prospettiva di saturazione anche molto più in là delle date indicate.”

Stefano Esposito 21.
“E’ invece fuori di dubbio che, in assenza una politica ferroviaria, i transiti continueranno a rafforzare l’autostrada e non la ferrovia”
Angelo Tartaglia 21.
“Come detto, anche la strada è tendenzialmente in declino lungo questa direttrice.”
Stefano Esposito 22.
“la linea storica può essere solo utilizzata per il transitorio ma non è un sistema di trasporto credibile per il XXI secolo”
Angelo Tartaglia 22.
“Forse per il XXI secolo le vie che contano sono quelle su cui viaggia l’informazione.”

Stefano Esposito 23.
“per le pendenze, le curvature, le sagome delle gallerie, il costo energetico, la linea storica non sarà mai competitiva con la autostrada.”
Angelo Tartaglia 23.
“Sulla competitività tra ferrovia e strada si veda più su. Se i percorsi non sono almeno di un migliaio di chilometri (e se il quantitativo di merce non è ingente) nemmeno la migliore delle ferrovie riesce ad essere competitiva con la strada.”

Stefano Esposito 24.
“Non consentire la realizzazione della linea protetta ad A.C. Torino Lione (al 75 % in galleria), con maggiore attenzione, affrontando le criticità ambientali, consente una sostanziale riduzione degli impatti ambientali dovuti al traffico autostradale. Questa è l’unica seria opzione ambientale per coniugare sviluppo e sostenibilità ambientale, frenando le “voci” che vorrebbero realizzareil corridoio 5 rafforzando l’autostrada ed il traffico su gomma. Un futuro autostradale della valle di susa, con il raddoppio della galleria del Frejus, e la terza corsia della autostrada A32 sarebbe la vera sciagura ambientale.”
Angelo Tartaglia 24.
“In effetti è così, ma l’autostrada sembra al momento soffrire di un sottoutilizzo piuttosto che di una incipiente saturazione.”

Stefano Esposito 25.
“C’è molta propaganda NO-TAV, pochissima informazione sul progetto, sui vantaggi e sulle criticità, sui rischi.”
Angelo Tartaglia 25.
“C’è e c’è stata moltissima propaganda pro TAV e nessuna informazione di merito. In generale la grande stampa ha sempre evitato il dibattito di merito, affermato in modo apodittico la fondamentale importanza dell’opera e dedicato spazio alla cronaca e al folklore. I proponenti hanno sempre avuto e hanno a disposizione mezzi proporzionati ai miliardi del valore dell’opera e i canali informativi hanno in generale portato al pubblico una voce sola in Piemonte e soprattutto fuori del Piemonte.”

Stefano Esposito 26.
“Per ottenere dal confronto “miglioramenti” occorre utilizzare un metodo nuovo di relazione con le Comunità Locali che superi i meccanismi e le “forzature” previste dalla Legge Obiettivo.”
Angelo Tartaglia 26.
“Se non viene sciolto il nodo dell’utilità complessiva dell’opera non è chiaro che cosa significhi parlare di “miglioramenti”.”

Stefano Esposito 27.
“Le grandi opere vanno realizzate con e non contro le popolazioni coinvolte, le quali devono poter essere messe in condizione di dialogare con un interlocutore autorevole e responsabile al sistema delle forzature preferiamo sicuramente il metodo seguito dall’allora ministro Bersani, che riuscì a concludere con il larghissimo consenso degli Enti Locali interessati la Conferenza dei Servizi per la Torino-Milano da troppi anni in attesa di decisioni.”
Angelo Tartaglia 27.
“La vicenda della Torino-Milano non è il migliore degli esempi visto che la linea è in profondo rosso, non solo per il colore dei treni.”

Per maggiori informazioni:
notavtorino.org
                                           notav.eu
                                           notav.info

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