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9985 - Sei a > Osservatorio Sociale - 07/07/2011 - di Redazione

Val di Susa: corteo pacifico No Tav
La manifestazione, però è stata oscurata mediaticamente dalla presenza dei Black Bloc...


Val di Susa: corteo pacifico No Tav <br></font><font size="2" color="#000000">La 
    manifestazione, però è stata oscurata mediaticamente dalla presenza dei 
    Black Bloc...

Tutto era cominciato in modo pacifico, l'altro ieri, alla manifestazione contro la Torino-Lione. La gente della valle (e non solo quella) è scesa in campo. Non facinorosi giovanotti dei centri sociali, lungo il serpentone umano che si snodava per le strade da Exilles verso la Maddalena e alle altre frazioni di montagna di Chiomonte, ma intere famiglie, con nonni e figliolanza al seguito.

Sorrisi e voglia di non cedere il territorio che abitano agli interessi profittevoli della Cmc di Ravenna. Secondo gli organizzatori c'erano circa 50 mila persone che protestavano contro il grosso di una classe politica - quella di governo con un appoggio parziale del più grande (e famigerato) partito d'opposizione - che VUOLE rimanere cieca e sorda di fronte alla volontà popolare. Trova però una popolazione orgogliosa e fiera del proprio territorio. E che non ha alcuna intenzione di mollare per accondiscendere alle bramosie di quanti hanno messo gli occhi sui fondi europei.

Il problema della TAV, peraltro, non è sentito solo nel Bel Paese. E' notizia di pochi giorni fa, infatti, lo stop deciso dal governo portoghese alla tav Lisbona-Madrid

"Abbiamo ripreso la baita alla Maddalena", ha annunciato al termine del tragitto: quando il corteo è arrivato al ponte della Centrale, davanti allo sbarramento delle forze dell’ordine. Nessun scontro fisico con i manifestanti, che hanno rioccupato le posizioni precedenti confluendo da Ramats, da Giaglione e dai boschi circostanti. Gli agenti nel frattempo sono rimasti trincerati dietro le recinzioni dove dovrebbero iniziare i lavori.

I manifestanti sono circa un migliaio. Al Museo della Maddalena si sono segnalate tensioni: è esploso qualche lacrimogeno che ha messo un fuga alcuni agitati, rincorsi per i boschi dagli agenti. Due i feriti, mentre alla Centrale è arrivato il fumo biancastro dei lacrimogeni e le famiglie sono state invitate a raggiungere rapidamente il paese. La manifestazione ha visto partire in contemporanea, verso le 10, i manifestanti da Chiomonte e da Exilles: i due gruppi si sono poi riuniti lungo la statale per far rotta verso Chiomonte. Grande la partecipazione: si parla di 70.000 persone solo nel corteo principale, mentre altre 5.000 sono partite da Giaglione e altri piccoli gruppi hanno marciato nei boschi.

Da tutta Italia si sono aggregati alla protesta dei valsusini: in barba ai media di regime che vorrebbero spacciare l'evento come qualcosa organizzato per poche teste calde, centri sociali e black bloc, che pure non mancano mai (neanche stavolta, come vedremo tra poco) ma non bastano per rendere una fotografia veritiera del senso e delle dimensioni di questa protesta. Che una larga fetta dell'opinione pubblica percepisce come l'ennesima prepotenza da parte degli interessi economici che l'attuale classe politica sempre meglio rappresenta, ai dani di una cittadinanza stremata e sfinita dall'ingordigia e l'arroganza di una casta autoreferenziale. Che ormai non ha più vergogna di nulla, ubbidisce e basta a chi apre i cordoni della borsa.

In questi giorni stanno arrivando migliaia di attestazioni di solidarietà in questi giorni arrivano ai valsusini da decine di città, e andando sui siti dei comitati NO-TAV ci si può fare un idea di quanto questa battaglia stia cementando il senso di una comunità molto più dei ridicoli raduni di Pontida, dove il contado locale si ritrova, bardato di elmo cornuto, cotta di maglia di ferro e alabarda. In testa al troncone giunto dalla stazione di Chiomonte gli striscioni “La valle di Susa esige rispetto. No Tav, No Mafia”, “A mani nude, a mani pulite. No Tav, No mafia” e “Restiamo sani”. Gli slogan hanno poi lasciato il posto agli amministratori della valle.

Oltre alle famiglie molti giovani: alcuni hanno il casco appeso alla cintola, altri si sono attrezzati con la maschera antigas, ma la stragrande maggioranza era serena: presente per continuare a ripetere allo Stato cieco e sordo che loro ci sono, e non hanno alcuna intenzione di restare in silenzio. Il problema della TAV, peraltro, non è sentito solo nel Bel Paese. E' notizia di pochi giorni fa, infatti, lo stop deciso dal governo portoghese alla tav Lisbona-Madrid (leggi la notizia)

Al bivio per Ramats una quindicina di persone ha deviato in salita mentre il gruppo principale ha proseguito per Chiomonte, come concordato con la Questura. Uno dei "defecionados" ha accusato la maggioranza di piegarsi alle “leggi dei padroni”, subito rimproverato dagli altri manifestanti. L'avventura continua, sia pure con gli elicotteri che si danno il cambio nel sorvolare la Maddalena e il corteo. C'inquietudine tra i presidianti ma non mollano. Resisteremo um metro in più, resisteremo un minuto in più rispetto a loro, si legge in una delle frasi che campeggiano in bella mostra nel loro sito online ufficiale. Hanno ripreso il loro territorio, i valsusini, e non vogliono assolutamente che diventi merces su cui i pochi (e soliti) noti possano accampare diritti di lucro. Dulcis in fundo...:

Un paio di riflessioni critiche... 

di  Redazione - 7 luglio 2011

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