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Al di là del bene e del male

 
9963 - Sei a > L'opinione - 23/06/2011 - di Alex Sfera

Quel delfino di Angelino...


Quel delfino di Angelino...

L'Italia è uno strano paese. E' per lo più sereno quando riesce a salvare le apparenze. Si accontenta di quelle. Per la sostanza, ciascuno se la racconta come meglio crede quando rimane solo con la propria coscienza: quello non si sapeva... quell'altro non si sarebbe mai potuto prevedere... e poi c'erano sempre altre due o tre incognite che rendevano difficile, se non impossibile, una valutazione lungimirante.

In tali casi la prudenza sarebbe d'obbligo ma con una mentalità del genere il rischio è di fare poco, e gli italiani ormai sono il popolo del fare. Fare cosa ancora non si sa bene, ma parecchia gente all'estero comincia a non avere più dubbi: sappiamo far ridere. Sanno far ridere tutti, a cominciare da quelli che rivestono le massime cariche all'interno delle nostre istituzioni. Chiaro che la popolazione, specie quella parte che sfortunatamente non è sorretta da grandi valori esistenziali, vede e provvede, cioè si adegua ai propri governanti.

Alfano è il sarto più bravo del Piccolo Paese, poiché è devoto e misurato, come si conviene ad un bravo azzecca-garbugli

Con il passare del tempo il lassismo e l'indolenza si sono impossessati dello spirito degli italiani. A poco a poco, poiché il nostro è un popolo che se gli sfili via il piatto da sotto i denti tutto di botto, è capace anche di rifilarti un uppercut, e di mandarti al tappeto. Ma se hai pazienza potrai sfilargli anche le mutande: lui talvolta se ne accorgerà... ma se lo fai con dolcezza chiuderà un occhio.

Di recente c'è stata l'investitura per decreto reale del delfino al trono di Berluscolandia: il guardasigilli Angelino Alfano, che nel ruolo di Ministro della Giustizia si è valorosamente speso - non da solo - in quest'ultima legislatura per confezionare leggi e leggine di squisita fattura sartoriale al proprio Sovrano. Alfano è il sarto più bravo del Piccolo Paese, poiché è devoto e misurato, come si conviene ad un bravo azzecca-garbugli. C'erano tutti gli abitanti del piccolo paese, dal largo portafoglio ma dall'animo piccolo, e il naso lungo: tutti ad applaudire il delfino per compiacere il Grande Egemonista Mediatico. Anziché indire delle consultazioni fra le genti ancora una volta Cesare ha rivolto gli occhi agli Dei, e ha trovato l'ispirazione. Subito dopo Verdini si è reso conto che erano state violate alcune regole dello Statuto dell'Amore, ed ha rimediato al volo. Unico neo dell'evento, imperdonabile per il Cavaliere Mascarato: la dimenticanza da parte di Silvio dello spadone di famiglia con cui officiare la cerimonia in pompa magna, "nomando" l'Angelino come segretario nazionale del Popolo delle Libertà, e celebrando il rito popolare con tutti i sacri crismi.

La kermesse ha quindi perso un po' del suo potenziale smalto. Ma gli imprenditori, gli abili professionisti più efficienti delle slot-machine, i faccendieri e gli intrallazzatori ormai affezionati hanno sorvolato: meno male che Berlusconi c'è. Prima che rinascerà un uomo così appassionatamente convinto che la mentalità commerciale sia il rimedio alle sofferenze umane dovrà trascorrere molto tempo. Solo lui ha saputo elevare ad arte la conduzione aziendale: potenti top manager che oggi trascorrono le loro giornate lavorando sodo e le serate fottendo a pagamento lo ricorderanno con nostalgia e sincera commozione.

'Quest'uomo ci ha resi liberi', penseranno. Ci ha tolto quegli stupidi scrupoli morali con  cui religioni e ideologie ci avevano oppresso in tutti questi secoli. Stupidi, anche perché la legge di Darwin non è una favoletta ma la dura, triste e oggettiva realtà. Un garbato "nto culo" ai moralisti, noiosi e petulanti individui, incapaci di godere delle gioie della vita. Dei piaceri che sono lì, a portata di mano, basta allungare una mano e coglierli.

Una volta salito al potere (nominale) Alfano ha subito dispiegato il suo potente eloquio: facendo onore alla sua toga forense, per snocciolare i numerosi talenti e le fantasmagoriche virtù del suo munifico protettore. Specificando che il prossimo passo sarà quello di procedere ad una democratizzazione nell'elezione del prossimo leader che si assumerà il dolce onere di condurre il Pdl ad altri meravigliosi traguardi. il partito aziendale, infatti, può solo vincere: altrimenti si estingue. E il principio di autoconservazione funziona per i partiti più o meno con la stessa intensità che avevano gli homo sapiens dinanzi alle intemperie della vita.

Tutti i futuri aspiranti al soglio imperiale dovranno essere eletti dal basso, perché così è naturale: solo Il Presidente del Consiglio è sfuggito a questa prassi, ha precisato il guardasigilli, e lo ha fatto grazie ai suoi super poteri che sono evidenti e sotto gli occhi di tutti i cittadini onesti ed equilibrati. Silvio Berlusconi, infatti, si è costruito pian piano l'Italia in base a quello che secondo lui era il modello più efficace ed efficiente. Il risultato è che anche i professionisti, gli imprenditori e i manager (anzi, soprattutto loro) sono più che mai figli suoi. Il Bel Paese è diventato una grande sterminata famiglia. Dove Mr. B. è nostro padre (peraltro frequentemente assente, poiché impegnato nelle sue svariate professioni oppure nei Bunga Bunga dove si performa sempre con encomiabile sprezzo della fatica). E la tv è la tettarella artificiale che ci nutre.

L'Italia è un paese ricco d'arte, quindi non potevamo mica sprofondare in una repubblica delle banane, come le giovani democrazie dell'africa sub-sahariana.... viviamo dunque in una raffinata dittatura mediatica: un Truman Show all'Amatriciana... un Matrix in salsa pecoreccia, dove alla regia dei fratelli Cohen si è sostituito l'occhio navigato dell'eunuco Lele Mora, fedele cortigiano incaricato di confezionare per bene le prede del Satrapo, attrezzandole per il lettone di Putin. La statuetta di Priapo potrebbe ben essere una sua trovata: il mondano e gioviale Lele non ha mai potuto vivere senza i frizzi e i lazi delle allegre burle di corte. Pare proprio che a molti italiani crescere interessi poco: stan bene così, hanno raggiunto il loro equilibrio. Questo significa che toccherà agli altri, a quelli che stanno subendo l'irresponsabilità dei berluscones, richiamare questi ultimi ai propri doveri. Usando molta fermezza, poiché il bambino che punta i piedi è di dimensioni assai più grandi di quelle del suo aspirante educatore.

di Alex Sfera - 12 Luglio 2011

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