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9983 - 16 luglio 2011 - di Deep Throat

Gola profonda di Montecitorio... sbarca su Facebook?


Gola profonda di Montecitorio... sbarca su Facebook?

«Licenziato dopo 15 anni di precariato in quel palazzo, ho deciso di svelare pian piano tutti i segreti della casta». Questa la frase che compare nella sezione info di una pagina nata oggi su Facebook, che promette indiscrezioni bollenti all'altezza delle ultime temperature estive: «I segreti della casta di Montecitorio».

È questo il titolo che vi accoglie, strizzando l'occhio a inconfessabili retroscena (ma alcuni "scoop", a ben guardare, sono stati rintracciati negli archivi dei giornali online) che qualche gola profonda stanca e disillusa dello status da precario ha intenzione di divulgare ai quattro venti. Chi è il misterioso proprietario dell'account? Quale sarà la portata delle notizie top secret che l'autore sta postando dal primo pomeriggio di oggi (ore 13.44)? Intanto, nel "caos cosmico" del social forum che qui da noi va ancora per la maggiore (ma... fino a quando?) l'iniziativa ha già incuriosito un bel po'. Più di 12 mila, infatti, sono gli utenti che hanno già cliccato sulla pagina per esprimere il proprio gradimento. Il contatore sale... e la stessa cosa accade alla rabbia della gente, che con il caldo e le ultime furbate della casta ha già il nervoso ai livelli da codice rosso.

Chi è il misterioso proprietario dell'account? Quale sarà la portata delle notizie top secret che l'autore sta postando dal primo pomeriggio di oggi?

Al primo post ce n'è già abbastanza per avvertire una certa qual indignazione partire dal fegato per raggiungere la cistifellea: si accenna ad "un'agenzia di viaggio" interna a Montecitorio, dove i deputati possono accedere per biglietti aerei (gratis) da e per qualsiasi destinazione italiana. "La prima volta che sono andato a fare i biglietti - riferisce l'anonimo 'spione' - il funzionario parlamentare adibito all'agenzia (7mila € al mese) mi ha chiesto il codice millemiglia, che con accortezza il deputato-padrone mi aveva fornito".

Da qui la scoperta che i "signori" con quei viaggi guadagnano punti utilizzati poi "per far viaggiare gratis anche mogli, amici e parenti sui voli alitalia". Certo, abituati a ben altre disonestà forse molti italiani sorrideranno: è utile allora ricordare lo scandalo "miglia aeree" che in Germania portò alle dimissioni di tre ministri, colpevoli di aver fatto ciò che tra i nostri deputati da decenni è prassi consolidata (fonte). Il viaggio tra i privilegi dei politici prosegue poi con la spiegazione del sistema grazie al quale gli onorevoli parlamentari si arrogano e si appropriano del servizio che assegna le auto blu e la scorta, che in totale sono una ventina.

Trattasi di un metodo molto ben rodato, ed escogitato circa 30 anni fa da un giovane deputato democristiano di un paesino del beneventano che ancora oggi si avvale (con profitto) dello stratagemma, durante il suo onorato servizio allo stato, e ha esteso la procedura a molti altri habitué di Montecitorio. "Basta trovare una persona fidata - spiega il possessore della pagina - che si prenda l'impegno (con le dovute precauzioni di non tracciabilità) di inviare una lettera anonima di insulti e minacce, meglio ancora se anche verso i familiari, riportando alcuni dettagli della vita privata (ad es. il nome della scuola del figlio).

Il giorno dopo, mentre il 'complice' informa i carabinieri, il politico esegue un semplice "taglia e incolla" di un vecchio comunicato stampa reperito da un altro "servo di montecitorio", che si chiama minacce.doc e che esprime "profonda indignazione per le minacce ricevute", sottolineando altresì il fermo proponimento a continuare "per la strada delle riforme e del rinnovamento" senza lasciarsi intimidire". Il manig... ehm, cioè il deputato chiama i suoi colleghi, anche loro debitamente muniti del loro file prestampato solidarieta.doc con cui il capogruppo, il segretario, etc. esprimono la loro vicinanza al collega.

Il caso finisce sui giornali, quindi il prefetto chiama il padrone per assicurargli una protezione maggiore. Quel prefetto sa bene che: avvicinamento, trasferimento e promozione dipendono dal ministro degli interni di turno e dalle amicizie che avrà saputo stringere durante la sua carriera prefettizia: nel successivo COMITATO PROVINCIALE PER L'ORDINE PUBBLICO E LA SICUREZZA non mancherà "l'ok per concedere la dovuta protezione al padrone-deputato minacciato". Quando l'abuso del proprio status diviene consuetudine artistica... già.

Accade poi che alcuni agenti impegnati nella scorta vengano 'demansionati', da guardie del corpo ad accompagnatori della moglie di turno, bisognosa di recarsi a fare la spesa tutte le mattine, piuttosto che del deputato stesso, che necessita del taxi per precipitarsi a casa dell'amante o ai festini in giro per le ville dei Parioli. Un racconto molto simile di un agente "anonimo" venne riportato alcuni mesi fa in questa intervista. E che dire del team di "nove barbieri che lavorano nella barberia di Montecitorio, guadagnando 11mila euro al mese sudati tagliando in media 2 o 3 cape gloriose al giorno - si legge - come mai parlano tutti lo stesso accento? E come mai è lo stesso accento dell’allora presidente della Camera che li assunse attraverso un bel concorso pubblico trasparente come i suoi capelli? Chi era costui?».

Si prosegue con "I misteriosi ladri che si aggirano nel Transatlantico", post veramente (dis)gustoso, in cui si descrive la pessima abitudine dei deputati di denunciare una tantum il furto di un laptop portatile, piuttosto che - nel caso delle onorevoli - della pelliccia di valore che stranamente non si trova più. Una prassi molto nota ai poliziotti in servizio presso l'ufficio di polizia interno a Palazzo Montecitorio, ormai abituati a queste curiose "sparizioni". Strano perché non esiste luogo più presidiato dell'ingresso del Palazzo: come si spiega, dunque che una fantomatica banda continui da decenni ad agire indisturbata?

Facile: i deputati infatti sono l'unica ed esclusiva categoria ad essere esentata dai controlli. E, guarda caso, godono tutti di una polizza assicurativa che copre qualsiasi furto di qualsiasi entità, che sia avvenuto all'interno di Palazzo Montecitorio. Com'è che si dice? Governo ladro... beh, la vulgata popolare s'era mantenuta stretta, visto che il raggio dei furfanti si estende a tutto l'emiciclo!

Ma insomma, chi c'è dietro questo sputtanamento a mezzo Facebook? E' veramente un ex precario deciso a vendicarsi, oppure semplicemente un arrabbiato per l'andazzo generale che intende ammazzare la noia della canicola estiva raccattando qua è la dal web notizie in ordine sparso già diffuse al grande pubblico, ma che dati i tempi opportunamente accorpate potrebbero aggiungere quella goccia fatidica utile a far crollare le fondamenta ormai marce di un architettura politica più che logora e consunta? E' un vero ex portaborse? C'è da monitorare la pagina per vedere se in futuro l'anonimo informatore rivelerà sviluppi davvero imbarazzanti per una classe politica ormai senza più vergogna, incurante di salvare perfino le più piccole apparenze. E se ci saranno identità specifiche che emergeranno dal pentolone, dove parlar di tutti è un po' come non parlare di nessuno.

di Deep Throat - 16 luglio 2011

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